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Se il giudice condanna il condominio, paga anche l’ex condomino?

Il condomino che abbia subito danni al proprio immobile a causa della mancata esecuzione di interventi di manutenzione del fabbricato, nel caso di sentenza a lui favorevole, per ottenere il pagamento della somma e delle spese legali riconosciutegli dal giudice, deve rivolgersi a colore che rivestivano la qualità di condomino al momento in cui è insorta la necessità dell’intervento per il mantenimento delle parti comuni, e non a coloro che rivestono tale qualità al momento dell‘emanazione della sentenza di condanna.

Ciò è stato stabilito dalla Corte di Cassazione, con la sentenza n.12013 del 1 luglio 2004, in cui si precisa che l’obbligo di ciascun condomino di contribuire alle spese di conservazione delle parti comuni nasce nel momento in cui si rende necessario provvedere all’esecuzione dei lavori necessari, e non quando il debito viene determinato in concreto, in caso di sentenza di condanna pronunziata nei confronti del condominio per inosservanza dell’obbligo di conservazione delle cose comuni.

Pertanto, sia per ottenere il pagamento del credito principale, sia per ottenere il pagamento del credito relativo alle spese processuali, occorre agire contro chi rivestiva la qualità di condomino al momento in cui l’obbligo di conservazione è sorto, essendo in essi ravvisabili i responsabili della mancata esecuzione dei lavori.

Erminia Acri-Avvocato


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