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Si può lasciare la casa coniugale in attesa della sentenza di separazione?

“Sono una ragazza di 24 anni. Sono sposata da 2 anni con un uomo che non ho mai amato.

Dal nostro matrimonio è nato un bimbo che ora ha 18 mesi.

La convivenza con lui è diventata ormai insopportabile.

Non ci parliamo se non per litigare e spesso e volentieri lui mi alza le mani addosso senza pensarci su 2 volte.

Vorrei avviare la causa di separazione e andarmene in un’altra casa, ma ho paura che mi accusino di abbandono del tetto coniugale e che in fase giudiziale non mi affidino mio figlio. Io sono disperata, non ce la faccio più!!

Per favore mi consigli lei cosa è meglio fare per andarmene subito e tenere con me mio figlio”.

Nella sua situazione, se non c’è alcuna possibilità di trovare un accordo con suo marito per una separazione consensuale, l’unica via da percorrere è quella della separazione giudiziale, cioè su sua iniziativa, indipendentemente dal consenso di suo marito, oltre alla tutela in sede penale per i comportamenti di suo marito che possano rientrare in figure di reato.

Peraltro, lei può lasciare la casa coniugale dopo aver depositato in tribunale il ricorso per separazione, ma ha bisogno di trovare un accordo con suo marito per la cura del bambino in questo periodo transitorio.

Per quanto riguarda l’affidamento del bambino, i giudici scelgono il genitore più adatto, che, in genere, nel caso di figlio così piccolo, è la madre.

Erminia Acri-Avvocato

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