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Dal prossimo luglio, anche cani e gatti devono essere muniti di documento di riconoscimento.


E’ proprio così! A partire dal 3 luglio, gli animali da compagnia avranno bisogno del passaporto per viaggiare in Europa, così come stabilito dal regolamento europeo n.998/2003: una normativa che ha l’obiettivo di armonizzare le condizioni di polizia sanitaria su questi animali, semplificando le precedenti procedure che, molto spesso, risultavano essere differenti da Paese a Paese.

I proprietari potranno chiedere al veterinario il rilascio di tale documento di identità, al cui interno si deve riportare che l’animale è stato vaccinato contro la rabbia e tutte le altre eventuali vaccinazioni effettuate. In tal modo, il passaporto costituirà una valida attestazione che l’animale gode di buona salute e la sua permanenza in un altro stato dell’UE non può costituire alcun pericolo sanitario.

In ogni caso, resta ferma l’obbligatorietà che cani e gatti siano sempre identificati mediante un tatuaggio o un microchip.


A tal proposito, Regno Unito, Irlanda e Svezia, solo in via eccezionale, accettano l’identificazione mediante tatuaggio di cani e gatti in entrata sul loro territorio, richiedendo, invece, in via generale, che siano identificati mediante un sistema di microchip. Essi, inoltre, potranno entrare nei suddetti Paesi soltanto a condizione che siano stati sottoposti a un particolare esame veterinario: il dosaggio degli anticorpi.

Solo così, dunque, il “migliore amico dell’uomo” e il “compagno domestico” per eccellenza potranno continuare la loro “missione” circolando lungo i confini dell’Unione.

Maria Cipparrone ( avvocato )
Laura Trocino ( praticante avvocato )

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