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“C’è vergogna, tanta vergogna per il potere che non è servizio nè umana condivisione. Per il mondo che si scandalizza, ma rimane avvinto al proprio sepolcro imbiancato”


LUCI NEL BUIO – 27

Per conoscere meglio l’autore, si può leggere la ricca presentazione pubblicata nell’articolo “il falco dagli occhi lucidi”, presente nella medesima sezione.

“Non c’è colpa per il colpevole, non c’è giustizia per la vittima, non c’è neppure inizio né fine per alcuno, c’è solamente sangue e distruzione.

Irakeni e americani, palestinesi e israeliani, Bibbia o Corano, kamikaze o esercito, tortura o sepoltura, l’imbarazzo non è in mio figlio che muore, ma nella scelta, che obbliga, che impone, che costringe e restringe ogni azione di coscienza, fino al punto da conservare il solito metro di distanza che ci separa dall’incontro con la disperazione degli altri.

Chissà dove sta la ragione nel colore del sangue, nel raccontare questo mondo che non sa più migliorare, in chi muore e non ha più diritto neppure di essere sconvolto, siano cristiani, mussulmani, ebrei, senza bandiere né privilegi, soltanto popoli custodi della propria dignità-identità, dei propri diritti e dei propri doveri.

Forse la ragione sta nel guardare a occhi davvero aperti i morti, tanti, troppi, crescono nelle fosse scavate a misura.

Morti senza onore dei vincitori, perché non c’è sconfitta più pesante dell’omicidio.

Alle donne, ai bambini, nudi o travestiti di futuro, tutti derubati di sogni e di speranze,

Vergogna, c’è vergogna per ciò che accade in terra di ogni continente, per coloro che innalzano vessilli e barricate, ideologie superate nelle povertà moderne.

Vergogna, c’è vergogna, per la richiesta di andare contro all’uno o contro all’altro, smentendo e nascondendo ciò che accade, soprattutto ciò che è.

Vergogna, c’è vergogna, in chi non rispetta i domani, ancora tutti dentro al presente che non esiste.

In chi abbarbicato alle proprie inadempienze politiche e umane, decide di optare per i plotoni di esecuzione, per le vendette autorizzate, per le follie omicide assunte a regole auree.

C’è vergogna da gridare e da liberare nelle strade a mattatoi, nelle vie dedicate a eroi sconosciuti.

Per gli innocenti dilaniati, per il popolo tutto incarcerato, per chi non mangia, non lavora, non sorride.

Per chi imbraccia il mitra e non sa dove mirare e sparare, perché ogni cosa è diventata priva di valore.

C’è vergogna, per chi arretra, per chi avanza, per chi a 16 anni è spedito al creatore.

Per chi difende, per chi attacca, per chi condiziona i più giovani, fino a renderli meno liberi di quanto è dato immaginare.

C’è vergogna per ogni tortura, persino per i silenzi, per le sviste, forse anche per chi lo ritiene giusto ma non lo dice.

C’è vergogna nella scelta di stare da una parte o dall’altra, dalla parte di chi ha pagato il dazio più grande alla storia, e dalla parte di chi anela un po’ di giustizia e di terra inzuppata di sangue.

C’è vergogna, tanta vergogna per il potere che non è servizio né umana condivisione.

Per il mondo che si scandalizza, ma rimane avvinto al proprio sepolcro imbiancato.

C’è vergogna da vendere, allorché Dio, Gesù, Santi e Profeti, sono branditi come clave per demolire coscienze e vite tutte a perdere, c’è tanta vergogna se la Fede che ognuno professa è il mezzo e non il fine, soprattutto è un abito dismesso più volte.”

Vincenzo Andraous – Carcere di Pavia e tutor Comunità “Casa del Giovane” di Pavia

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