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La concessione della cittadinanza italiana è “obbligatoria” in presenza dei requisiti previsti dalla legge?

L’acquisto della cittadinanza italiana è subordinato alla sussistenza di determinati requisiti previsti dalla legge, ma la presenza degli stessi non obbliga l’Amministrazione ad adottare in ogni caso un provvedimento positivo, in quanto la concessione della cittadinanza è soggetta ad una “valutazione degli interessi collettivi alla cui salvaguardia è preordinato il potere discrezionale della P.A.”




Lo ha affermato il Tar Piemonte, con la sentenza n. 813 dell’11 maggio 2004, che ha rigettato il ricorso presentato contro un provvedimento del Ministero dell’Interno con cui era stata respinta la domanda di L.A. tesa ad ottenere la concessione della cittadinanza italiana, in considerazione dei precedenti penali del richiedente, risultanti dal certificato del casellario giudiziale.


Infatti, come precisato nella sentenza, la concessione della cittadinanza italiana è subordinata ad una valutazione di opportunità politico amministrativa latamente discrezionale dell’Amministrazione, la quale, nell’esercizio della sua discrezionalità, può tenere conto di un complesso di elementi ed effettuare valutazioni di opportunità, sia rispetto all’integrazione del richiedente nella comunità nazionale, sia dell’interesse pubblico della comunità all’inserimento del richiedente stesso.

Erminia Acri-Avvocato