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Quando ci si concede, così facilmente….


…Per crescere meglio – 18

Ciaaaaooooo! Sono un po’ triste e un po’ allegra… Anche questo nostro viaggio nel mondo della famiglia sta per terminare… ma stai lì.

Ho ancora qualcosa da chiederti… Are you ready?

Certo!…come sempre! Vai!

Abbiamo parlato delle varie devianze giovanili come l’alcool, le droghe… ma c’è anche un altro aspetto che va valutato e che riguarda dei comportamenti che, direi, cominciano a dilagare nella nostra società…

Ho letto un libro particolare, di cui tu hai fatto anche la recensione (“Una ragazza in svendita” N.d.R.) “il Diario di Melissa P.” e sono sconcertata dal fatto che una ragazzina di 16 anni abbia potuto, attraverso le mille vie del sesso, più o meno lecite, fare così tanto male a se stessa. C’era in lei, all’inizio delle sue “avventure”, una ricerca a tutti i costi dell’amore. Ecco, parliamo prima di questo…

Intanto, nelle famiglie ci insegnano (ancora!) che è importante l’amore col principe azzurro, il cavallo bianco…

C’è questa idealizzazione dell’amore che poi quando va a cozzare con la realtà trova un riscontro deludente. Si comincia già dal racconto delle favole che, da questo punto di vista, ci remano contro:… e Biancaneve… e Cenerentola… il principe azzurro…il cavallo bianco “…e vissero felici e contenti!”… Descrivono l’inizio di una storia come la fine di un qualcosa di positivo e non come il punto di partenza di qualcosa che va gestito in modo diverso quindi tutto questo porta intanto alla ricerca dell’amore, quello vero, quello puro quando, nella realtà, è tutto completamente diverso.

Io, a mia figlia, non insegno ad idealizzare l’amore, ma purtroppo tutto l’ambiente circostante lo fa e crea un danno. Ci si porta dietro, come apprendimento, la ricerca di un amore eterno, per tutta la vita… I ragazzi di oggi si rendono conto, ad un certo punto, che, nella realtà odierna, tutto questo non esiste e quindi, nella ricerca affannosa di un amore vero (come è stato appunto per Melissa P. che sognava di innamorarsi) si buttano via appunto come ha fatto lei. A questo punto cominciamo dal commentare il comportamento di questa ragazza (che purtroppo non resta l’unica!) e poi cerca di dare dei consigli a me ed ai genitori che ci seguono, per cercare di limitare i danni di questo fenomeno dilagante soprattutto per quanto concerne la necessità di cambiare la mentalità dei giovani per proiettarli in un mondo diverso sulla visione del rapporto di coppia.

Il problema di Melissa P. come quello di tanti altri giovani, è sì anche quello della ricerca dell’amore, ma soprattutto quello di dare un senso alla propria vita attraverso il capire quali siano i valori. Nella ricerca di questo, non avendo dei buoni insegnamenti, anzi, essendo condizionati da quello che si sente dire e che vede, molte volte si sbaglia strada. Se fosse solo un problema di ricerca di principe azzurro, allora si farebbe come nel passato, si sognerebbe leggendo dei libri romantici e, probabilmente, si resterebbe alla finestra molto a lungo. Il vendersi a costo zero, come invece accade spesso, nasconde, in realtà, un’altra motivazione, quella di sublimare un fondo di sadismo e di masochismo che, bene o male, c’è in ognuno di noi perché ognuno di noi (e anche chi ce lo ha trasmesso, che prima di noi ne è stato vittima), riceve dei messaggi ambivalenti fina da quando è piccolo, di tipo punitivo e remunerativo atti a creare la condizione che, in alcuni casi, sia proprio giusto essere rimproverati e che, attraverso l’acquiescenza nei confronti di chi rimprovera (quindi del cosiddetto padrone in quel momento), si conquisti una maggiore accettazione da parte di costui.

Questo porta poi allo sviluppo di quei fenomeni che si estrinsecano all’interno di rapporti sessuali chiamati rapporti sadomaso in cui c’è un padrone che comanda e uno schiavo che è ben felice di esserlo. Qui, la cosa parte da lontano perché ci troviamo di fronte persone che non sanno dialogare, non sanno comunicare, non sanno esprimere i propri bisogni che sono quelli di sentirsi soli e di non riuscire a farsi accettare, ad integrarsi in un gruppo, in un contesto diverso che non sia il solito. Allora, attraverso l’assecondare le voglie altrui, ci si sente accolti anche attraverso l’estrinsecare la violenza sull’altro, sapendo anche che questo è proprio ciò che vuole. Questi sono elementi estremi che compaiono nel libro di Melissa P. ed in più c’è da considerare l’elemento della gestione del potere.

Una donna (per quanto giovane possa essere) che esercita attrattive e controllo su un forte stuolo di uomini, anche contemporaneamente, attraverso rapporti sessuali promiscui, multipli, di varia natura, si sente in condizione di avere un punto di forza. Osservando la cosa come scattando una fotografia istantanea, si potrebbe concludere che tanti uomini la stiano violentando almeno moralmente, ma in realtà è l’esatto contrario perché se poi si va a leggere con attenzione quello che è contenuto in questo racconto, si ha la netta percezione del fatto che sia la ragazzina a condurre il gioco nei confronti di tanti uomini inebetiti proprio perché controllati attraverso la sfera sessuale.

Dal punto di vista storico sono sempre state le donne che hanno fatto “girare la testa” agli uomini “attaccandolo” sul piano sessuale. Per evitarlo, c’è da seguire i figli, sin da quando sono piccoli e da trasmettere dei messaggi attraverso l’esempio, su come ci si possa fare accettare nella maniera migliore e soprattutto di come non si debba punire una persona per un errore commesso, ma semmai catalizzare l’attenzione su qualcosa che non è andato a buon fine con l’unico scopo di aiutare, chi ha sbagliato, a migliorarsi.. Bisogna far vedere l’errore come un elemento a sé stante fuori da tutto il concetto della personalità.

Spesso accade che mia figlia, dopo aver commesso un errore, mi chieda di non concederle questa o quella cosa che magari le avevo promesso perché, a suo parere, non se la merita. Io la rassicuro, ribadendo il concetto che le darò quanto promesso, ma che conto sul fatto che, per quanto concerne ciò in cui ha sbagliato, la prossima volta sarà più attenta… Non mi va di punirla, ma solo di spiegarle e far sì che si renda conto.

Guarda, l’educazione rigida, soprattutto quella di una volta, secondo il principio per cui l’albero si raddrizza quando è giovane, porta poi al concetto sadomasochistico… immancabilmente!.. perché si trasferisce nel rapporto con gli altri il modello educativo ricevuto. C’è chi comanda e chi subisce. Si può alternare, ma ci sono solo questi due antagonisti che si propongono e si complementano. L’educazione migliore è quella basata su un dialogo che non esclude delle frustrazioni, dei rimproveri (se vogliamo), ma devono essere costruttivi, positvi… nel senso che, quando un figlio ha bisogno di essere ripreso, gli si può anche mostrare il proprio disappunto spiegando poi perché e fornendo, attraverso l’esempio, la giusta sequenza di informazioni corrette.

Allora, quando un figlio sbaglia, lo si può rimproverare, gli si deve spiegare in che cosa ha sbagliato e gli si può domandare la disponibilità a discutere su come la cosa poteva essere fatta meglio, dopo di che si chiarisce e si ritorna amici più di prima perchè quando di educa un figlio NON LO SI DEVE VIOLENTARE!!!.. perché altrimenti gli si fa un danno soprattutto perché questo capisce che è così che ci si deve comportare. E’ semplice da applicare, ma difficile al tempo stesso perché mancano i concetti di base. La gente pensa che esistano solo due modelli educativi: il repressivo e quello che è connotato da elementi di lassismo quando invece i latini esprimevano chiaramente il concetto in base al quale “in medio stat virtus”… Ci hanno pensato tanti anni fa!!!

Ora ti spiego cosa c’è dietro il fenomeno legato al piacere che molti provano, all’idea (spesso concretizzata) di vedere la propria compagna mentre ha rapporti sessuali con altri uomini.

Non mi dire, esiste gente così?

Si, ed è gente normale, come te e come me… con alcuni problemi che nascono dall’infanzia…

E dimmi, dimmi!

Due sono gli elementi che entrano in gioco più frequentemente: Il primo consiste in una gestione del potere (sempre quello!) per cui, si gode del piacere di far provare le qualità della propria donna a chi le apprezza, per poi, comunque, concludere di averne l’esclusiva!

Caspita… e il secondo?

È un po’ più complesso. Evidentemente, queste persone hanno subito un’educazione fondata sul rimprovero e sui sensi di colpa, in maniera verament opprimente. A questo punto, hanno imparato a trarre piacere dall’unico sistema a loro consentito: fare qualcosa di riprovevole e poi cercare la redenzione attraverso la punizione. Ecco perché, per costoro, il mssimo della libidine consiste quando la propria donna, impegnata in performance con sconosciuti (e sempre in loro presenza), li offendono in vari modi, sottoponendoli anche ad umiliazioni.

No! Ma com’è possibile?

Senti, magari potremmo occuparci, in futuro anche di questi fenomeni, e tutto quello che ruota intorno al mondo della sessualità: in questo modo, potremmo chiarire molte cose a molta gente.

E sai cosa penso, io, adesso?

No, cosa?

Che, come mamma, hai soddisfatto tutte le mie curiosità. Per il resto, ci penserò. Comunque, continueremo a vederci!!! Voglio ancora migliorare anche in altri settori… e tu mi aiuterai… vero?

Di’ di sì!

E allora, fai tutto tu!

Ebbé, sono o non sono una donna?