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E la macchina va…


 

Lo sterzo


Le ruote anteriori sono montate sui fuselli comandati dallo sterzo per la direzione del veicolo. Lo s. è formato da una scatola contenente una vite senza fine che ingrana su un settore dentato. Tale vite è fissata al piantone dello sterzo che superiormente porta il volante di direzione, mentre il settore dentato è collegato ad un fusello mediante leve di comando. Quando si aziona il volante si fa ruotare la vite senza fine che muove il settore dentato: il moto di tale settore per mezzo delle leve di sterzo sposta le ruote in un senso o in un altro. In talune auto la scatole dello sterzo è costituita da una vite globoidale e da un rullo. Il piantone dello sterzo porta alla sua estremità un ingranaggio cilindrico che ingrana con un’asta dentata ( a cremagliera) collegata ai due bracci di sterzo. Quando si aziona il volante l’asta a cremagliera si sposta in un senso o in quello contrario determinando la sterzata della ruota corrispondente alla rotazione del volante.

 

Ruote e pneumatici


Era il 1845 quando l’inglese Thomson brevettò un pneumatico per le ruote delle carrozze, nel 1891 si potevano montare pneumatici con camera d’aria separata, nel 1895 i fratelli Michelin impiegarono una vettura con pneumatici gonfiati ad aria compressa, nella corsa su strada Parigi-Bordeaux. All’inizio del ‘900 i pneumatici lisci venivano migliorati con le suole 2semelle2, munite di borchie e chiodi che ne aumentavano la resistenza all’usura e garantivano una maggiore aderenza del pneumatico sul terreno. Con l’incremento della velocità e del peso delle auto, sorse il problema dei cerchi ruota che non riuscivano a trattenere la copertura nella propria sede, si risolse il tutto con rinforzi nella zona del “tallone”. Con la vulcanizzazione della gomma attribuita all’americano Goodyear nacquero le prime scolpiture sul battistrada e la tenuta di strada migliorava.

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