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Dal fronte giustizia, novit? rincuoranti per gli automobilisti che?trovano le multe sul parabrezza.




Le contravvenzioni vanno annullate se manca il verbale di contestazione; questa è la conclusione cui si è giunti, a seguito delle 3 recentissime sentenze di un Giudice di Pace di Pisa.

Oggetto dei pronunciamenti giudiziali, alcuni casi, peraltro sempre più frequenti, in cui i vigili urbani, in assenza del trasgressore si erano limitati a lasciare attaccata sul tergicristallo delle auto il foglietto della multa, senza la compilazione del relativo verbale di accertamento, fondamentale per la specificazione dei termini della trasgressione, contravvenendo, sia alla normativa sulla trasparenza degli atti amministrativi (L. 241/90), sia ai principi fondamentali che regolano l’ordinamento giuridico in materia di diritto alla difesa, di osservanza del principio del contraddittorio etc.

Quando, poi, le multe sono state recapitate a casa, insieme al bollettino per il relativo pagamento, a far fede delle violazioni commesse dall’automobilista vi era solo la mera multa trovata sul parabrezza, che è solo un avviso di infrazione ma non ha alcuna validità giuridica.

Questo è l’orientamento dei Giudici di Pace.

Tale procedura è consueta in molte città italiane, per cui, potenzialmente, tutte le multe comminate per divieto di sosta potrebbero risultare non valide.

Si apre, quindi, un nuovo orizzonte nei rapporti tra il cittadino e la Pubblica Amministrazione a cui, pur riconoscendo la titolarità di atti d’imperio, e, quindi, la capacità di intervenire e modificare la sfera giuridica dei contribuenti, si chiede di garantirne contestualmente la libertà ed i diritti che la Costituzione Italiana prevede e sancisce.


Le tre sentenze del Giudice di Pisa rappresentano, dunque, un importante precedente in questo settore, suscitando, peraltro, non poche perplessità in relazione alla gestione delle sanzioni per divieto, che, non dimentichiamolo, costituiscono per ogni amministrazione comunale un importante capitolo di bilancio e che fanno riflettere sull’uso di tali strumenti che se, da un lato, possono fungere da deterrente per la commissione di infrazioni, dall’altro, come già sottolineato, devono essere applicati senza mai perdere di vista che l’ordine va garantito nel rispetto dei diritti della persona e delle normative, a tal fine vigenti.

Maria Cipparrone (avvocato)

Laura Trocino (praticante avvocato)

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