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Impariamo a proteggerli.


…Per crescere meglio – 14

Ehilà! Stamattina sono di ottimo umore…. e so anche perché…. ma non lo diciamo…

Un nuovo amore?

Preferisco glissare! Tu, piuttosto, sei pronto a cominciare?

Certo!

Osservando mia figlia, nel suo modo di fare, mi vengono in mente molte cose….

Ci sono alcuni bambini che, come mia figlia, hanno un carattere più socievole, altri più chiuso…

Beh, oggi, dappertutto, esiste il pericolo della pedofilia.

Ora… il bambino più socievole è più portato a rapportarsi col prossimo e, forse, è una vittima più facile, mentre il bambino timido, probabilmente, si ritrae e non si relaziona tanto facilmente…

Io, da mamma, ho fatto di tutto perché, quanto a socievolezza, il carattere di mia figlia somigliasse al mio, aperto e gioviale, ma ho comunque le mie paure, alla luce di tanti fatti di cronaca che accadono e che vedono come protagonisti i bambini… che spariscono, che vengono, alle volte, prelevati addirittura a scuola… Calcola che potrebbe accadere che un genitore sta per andare a prendere il figlio a scuola, poi per un imprevisto qualsiasi, fa tardi e magari poi, quando arriva, non lo trova più…

Come si fa a far capire ad un bambino, senza portarlo a considerare il prossimo un “nemico” e senza criminalizzare tutto il mondo circostante, che deve sapersi “guardare” da alcune persone e situazioni?

Premetto che non è sempre vero che il bambino timido è meno esposto e quello più a espansivo è maggiormente a rischio. Il bambino più espansivo, comunque, riconosce l’energia dell’altro ed è disponibile a dialogare con chi è positivo; con chi non è pulito “dentro” difficilmente ci si relaziona e presumo che, se osservi tua figlia, te ne accorgi…. C’è un altro elemento importante e cioè che il bambino espansivo è un bambino abituato a parlare, soprattutto in famiglia, per cui se gli succede qualcosa di strano, te lo racconta; il bambino timido ha comunque delle difficoltà di relazione per cui, se dovesse succedergli qualcosa di anomalo, non lo si verrebbe a scoprire perché, comunque, si incupirebbe un po’ più del solito, ma tutto sommato rispetterebbe un cliché di bambino isolato; un bambino timido non necessariamente viene adescato direttamente, ma può essere “condotto” da persone raccomandabili, come ad esempio, da suoi amichetti che già frequenta. Era importante precisare tutto questo.

…e, per quanto mi riguarda, è una grande tranquillità…

Per quanto concerne il non riuscire ad arrivare in tempo a scuola per l’uscita dei bambini, io direi che il pericolo è da considerare maggiormente per quelli che sono in grado di rientrare a casa da soli. Se qualcuno si portasse via tua figlia Tatiana da scuola, sarebbe un vero e proprio rapimento, non è questione di pedofilia…. e comunque lei difficilmente andrebbe vi con uno sconosciuto, dovrebbe essere presa con la forza… ma tu capisci che, di di fronte a centinaia di genitori e alle maestre… questo malvivente non avrebbe scampo!

Ma, torno a chiederti: Come fare per far capire chi evitare?

Allora….

Più che cercare di descrivere situazioni difficili che sarebbero complesse da comprendere in quanto nella mente di un bambino non albergano le lordure che poi acquisiscono gli adulti o i bambini sfruttati; sarebbe meglio educarlo a riconoscere le persone positive da quelle pericolose, facendogliele osservare… per esempio anche nella cerchia delle tue amicizie. Prova ad educare tua figlia a saper riconoscere, nella personalità altrui, gli aspetti buoni da quelli pericolosi; in questo modo la alleni a fare una sommaria mappa della personalità di chi ha di fronte e ad imparare a cavarsela da sola sufficientemente bene.

Il problema colpisce di più i bambini “dimenticati” dai genitori (ma nel vero senso della parola) presi dal troppo lavoro, presi dalla quotidianità della vita che li assorbe e li affidano alle baby sitter, ai post-scuola, ai gruppi di animazione e a quel punto, poi, perdono il controllo perché questi bambini finiscono col frequentare tante di quella gente…. a queste condizioni si sviluppano tanti potenziali pericoli. Infatti, frequentando poco i genitori, non avrà la possibilità di acquisire valori corretti e sani… quindi sarà molto semplice seguire la scia di altri amici che magari navigano su Internet entrando in siti ad alto rischio.

In alcune famiglie succedono casi di violenze varie ed incesto; ultimamente è un fenomeno che si denuncia di più (anche se è qualcosa che è sempre successo)…

Intanto cerchiamo di spiegare il perché accadono queste cose e poi quali sono i segnali da cercare in bambini che hanno subìto di queste esperienze umilianti e qual è il modo migliore per intervenire.

Guarda…. le motivazioni difficilmente possono essere generalizzate perché, dietro un genitore che ha un rapporto sessuale col figlio (può essere il padre o la madre), ci sono tante difficoltà personali e forse anche esperienze simili accadute quando erano bambini, per cui a livello inconsapevole le considerano cose normali… e addirittura avvertono degli impulsi difficili da controllare. Per quanto concerne i segnali nei genitori prima che nei figli, sono difficili da riscontrare proprio perché, se la cosa non la vivono con conflitto, non manifestano dei disagi… almeno dal punto di vista temperamentale. Posso comunque dirti che, a livello di leggi di Natura, il concetto di incesto è previsto.

Non ci posso credere!

Non ti scandalizzare, basta osservare ciò che accade fra gli animali, dal momento che ci sono accoppiamenti fra genitori e figli; addirittura ci sono allevatori di razze particolari che preferiscono selezionare dei ceppi genetici facendo accoppiare proprio consanguinei per rendere le specificità, addirittura più pure. Per quanto concerne l’essere umano, la situazione è un po’ diversa dal punto di vista di organizzazione familiare (non di legge di Natura) perché continua a mantenere dei solidi legami parentali anche a distanza di tempo, al contrario delle altre specie animali. Evitare l’accoppiamento fra consanguinei, nella razza umana, è utile perché si prevengono situazioni di confusione così come accadeva quando la promiscuità era una norma come, per esempio, nel medioevo: si avrebbero dei legami altamente difficili da gestire con situazioni paradossali. In fin dei conti, comunque, tutto questo non è tanto dissimile da quello che vediamo nelle soap opera o nelle fiction… probabilmente, ci abitueremo anche a questo!

E si, ma non è una bella cosa!

Lo so… e sono anche d’accordo con te, ma vedi…., per logica, un uomo ed una donna, potenzialmente, possono avere dei rapporti sessuali, a prescindere dai legami fra loro. La differenza che dovrebbe esistere fra un animale qualunque ed un essere umano dovrebbe consistere nella capacità di elaborare delle idee potendo utilizzare quello che comunemente viene definito “buonsenso”! E allora, con tutte le opportunità a disposizione, perché scegliere quella di rapporti incestuosi, con tutte le implicazioni negative conseguenti?

Possiamo affermare che, tanto meno si è sviluppata la capacità di utilizzare correttamente “il cervello”, tanto più c’è il rischio di seguire l’impulso logico. Il concetto di violenza esercitata su un figlio, attraverso rapporti sessuali incestuosi, in realtà è soltanto l’ultimo anello di una catena di violenza, perchè tante altre violenze vengono perpetrate, tanti altri danni subiscono i figli anche senza avere rapporti sessuali con i genitori…. quindi, se vogliamo, è veramente la ciliegina sulla torta, l’ultimo sigillo di potere sui figli.

In quei casi, è possibile riscontrare dei segnali nei ragazzini di cui si abusa perché, certamente, avranno dei comportamenti che si discostano da un modo di vivere che comprenda degli atteggiamenti nella “norma”; è difficile che io te li possa elencare perché, comunque, tengono conto anche dall’ambiente in cui si vive; tu puoi avere a che fare con un ragazzino esagitato o timido e timoroso per motivazioni varie, ma indubbiamente, qualcosa che non va si nota… e si potrebbe venire a conoscenza di risvolti molto penosi!

All’apparenza un genitore aggressivo può, comunque, rispettare un figlio da questo punto di vista e, viceversa, un genitore tranquillo può abusarne sessualmente. Ci sono dei segnali osservabili, ma, in questo caso, solo un esperto potrebbe accorgersene.

I bambini che subiscono questi trattamenti vedono uccisa la loro infanzia, i loro sogni…. Ecco… in situazioni invece di normalità, quanto vanno alimentati i sogni nei bambini…. sogni come quello di credere a babbo Natale, alla befana, alle favole?

Guarda, quando un bambino è piccolo, non riesce a capire la differenza tra fantasia e realtà; man mano che cresce, se non viene condizionato dai genitori, si rende conto di quale sia la vita vera e e riesce a differenziarla dalle buie e dagli inganni del quotidiano. La cosa migliore sarebbe assecondare la crescita del bambino cercando di andargli dietro e non imporgli delle regole da adulti. Babbo Natale, la befana così come altre tradizioni, andrebbero proposte al bambino sulla base della sua maturità e del suo sviluppo psicologico, come delle favole in cui fa piacere credere… Man mano che il bambino cresce, si può capire, attraverso le sue domande, cosa è bene dire, cosa è meglio rimandare… non esiste una regola fissa… spesso è più un problema del genitore, che sottovaluta il proprio bambino.

Prendo spunto da questi sogni, dalle favole di cui alcune sono da incubo….

Ci sono ancora delle mamme che terrorizzano i bambini con la presenza “dell’uomo nero” per costringerli a fare ciò che non vogliono…

Vogliamo spiegare loro quanto questo sia sbagliato e negativo e con quale atteggiamento è meglio sostituirlo?

Il problema nasce dalla necessità di fare collimare tante necessità inconciliabili come il lavoro in casa, il lavoro fuori, l’educazione dei figli, la spesa e tante altre problematiche per cui, quando un figlio fa presente le proprie difficoltà e si dimostra non disponibile ad eseguire un compito affidatogli, si fa prima a dirgli “se non lo fai ti punisco” oppure “stanotte ti tirano le lenzuola i fantasmi” o “arriva l’uomo nero”, piuttosto che sedersi, rallentare il ritmo, posporre tutto il resto e cercare di capire perché il bambino ha posto quel rifiuto. Osservando questo tipo di realtà possiamo dire che bisognerebbe prepararsi per tempo a diventare genitori, soprattutto nella gestione del cambiamento della propria vita e, per chi già è genitore e non sa che pesci prendere, l’invito è di rivolgersi a chi ne sa un po’ di più, senza aspettare di farlo quando esistono già delle problematiche di rilievo. In definitiva, è tutta una questione di ripartizione di tempo e di disponibilità.

Ehi doc… anche questa volta, dopo aver parlato con te, mi sento una mamma migliore…

Sono contenta! Alla prossima!

G. M. & S. L.

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