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La nostra attenzione deve, ancora una volta, soffermarsi sull’ennesimo bluff perpetrato ai danni della gens di Calabria e, più precisamente ai danni dei cittadini della parte ionica, che sta occupando la ribalta delle cronache nazionali per i mille soprusi che è costretta a subire nell’indifferenza di quanti dovrebbero fare e che, invece, purtroppo, non fanno. A sentire le dichiarazioni dei tanti politici che, a turno, riempiono le pagine dei giornali, cosiddetti “a tiratura nazionale”, di buone intenzioni verso una terra che, a sentir loro, meriterebbe le attenzioni maggiori per favorirne lo sviluppo economico, verrebbe spontaneo di sentirsi soddisfatti, perché tranquilli e speranzosi, ma, poi, alla luce dei risultati concreti, che sono fin troppo tangibili, non ci viene altro da dire se non che di buone intenzioni sono lastricate le vie del Paradiso! Che la Calabria sia terra di nessuno e che somigli sempre di più al far West di “Leoniana” memoria, dove il sibilo dei proiettili si sovrapponeva a quello, un po’ più naturale, del vento, questo lo si sapeva ma, che si debbano sopportare notizie positive sulle sue condizioni quando ciò non corrisponde, poi, al vero, proprio non lo si può tollerare! E’ il caso del litorale ionico calabrese, definito e pubblicizzato ( spacciato diremmo noi!), a livello nazionale, come uno tra i più puliti e balneabili d’Europa, (ma chi avrà fornito mai questi dati menzogneri?)! I recentissimi monitoraggi effettuati nelle acque delle coste ioniche calabresi, e, più precisamente, nel tratto ricompreso tra Bovalino, nella provincia di, e Marina di Amendolara, in provincia di Cosenza, smentiscono quanti… PER CONTINUARE LA LETTURA, CLICARE SUL TITOLO



…mentendo, continuano a definire lo ionio calabrese come “un immacolato e cristallino trampolino di lancio verso un futuro splendente, fatto di turismo e sviluppo economico…infatti, le analisi effettuate su campioni d’acqua prelevati nelle zone di cui si scrive parlano chiaro, così come altrettanto chiaro parlano i responsabili della goletta di Legambiente, i quali si esprimono nei seguenti termini: “emerge, palese, un diffuso peggioramento della salute del mare del litoraneo ionico!”. Questa la secca sentenza di Legambiente, che, addirittura, va oltre, sostenendo che “i prelievi riportano forme di inquinamento che superano i limiti previsti dalla legge e derivanti, anche, dall’immissione in mare di reflui terrestri attraverso i fiumi, la cui salute sta peggiorando a tal punto da diventare lenta agonia” Forse il dato più preoccupante è rappresentato dal fatto che nella provincia di Reggio Calabria, molte località non superano il cosiddetto “esame batteriologico”, nel catanzarese, poi, le cose non vanno meglio…risulta da dati certi che nessuna località è immune da inquinamento, nel crotonese le cose “migliorano” 4 località su 5 sono affette da inquinamento microbiologico e, nella provincia di Cosenza, 2 località su 5, monitorate, risultano non in regola con i limiti fissati dalla legge….allora una riflessione sorge spontanea: Ma perché i politici, invece di preoccuparsi dello sviluppo turistico non incominciano ad occuparsi del turismo in via d’estinzione? Come? Salvaguardando la salubrità del mare e l’integrità delle coste: i mezzi, per farlo, ci sono…..il problema è quello di utilizzarli, come dire……senza scontentare nessuno: intelligenti pauca!

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