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In uno dei paesi più suggestivi e storici della provincia cosentina, per festeggiare S. Valentino si organizza un evento tra i più caratteristici della tradizione popolare. Ci siamo recati a Bisignano ed abbiamo incontrato Rosario Turco, uno dei promotori ed ideatori delle varie rappresentazioni cittadine.

“Le Serenate” è una delle manifestazioni culturali poste in essere da “Il Palio”, il Centro Studi e Spettacoli sulle tradizioni popolari di Bisignano, in cosa consiste e da cosa trae origine?

“Le Serenate”, di cui quest’anno ricorre il decennale, è tra gli appuntamenti più attesi delle manifestazioni della città di Bisignano e tra gli eventi culturali calabresi più importanti.

Con essa si è ripristinata una bella e antica tradizione bisignanese, sia colta che popolare, che origina dal genere madrigalesco, ma si è voluto, soprattutto, rendere omaggio ai grandi maestri Nicola e Vincenzo De Bonis, maggiori esponenti della liuteria artistica del ‘900, conosciuti ed apprezzati a livello internazionale per aver realizzato strumenti di grandissimo valore, ricercati dai più grandi artisti.

Tale manifestazione si è voluta far coincidere con il giorno di S. Valentino, festa degli innamorati, perché consiste in una sonata o canto melodico dal contenuto amoroso, con accompagnamento musicale, fatto all’aperto, di sera o di notte sotto il balcone della donna amata.

Pertanto, la serenata è una dichiarazione d’amore, un modo per esprimere i propri sentimenti. Un rito, oggi sicuramente in disuso, che, un tempo, poneva l’innamorato, sotto il balcone della prescelta, in uno stato di trepidante attesa ed anche di timore per il rifiuto che si poteva verificare se la destinataria del messaggio d’amore non si affacciava entro il tempo di tre suonate.

Quante sono e come sono organizzate le “Serenate” all’interno del paese?

Sono otto e vengono eseguite nei punti più caratteristici degli otto quartieri del centro storico di Bisignano, dove su balconi suggestivamente addobbati e illuminati si affacceranno le ragazze destinatarie delle melodie.

Da chi vengono eseguite le melodie?

Da gruppi di musicisti formati da minimo due elementi (naturalmente di sesso maschile), che suonano preferibilmente strumenti a corda: chitarra, mandola, mandolino, violino e/o tradizionali, quali fisarmonica, tamburello.

Chi o cosa viene premiato?

Fino all’anno scorso il concorso era riservato ai gruppi musicali e vinceva la serenata più bella. Quest’anno, invece, è tra i balconi addobbati dei quartieri, vincerà quello più caratteristico.

Da quando esiste a Bisignano il Centro Studi “Il Palio” e quali sono le sue finalità?

Il Palio esiste da un po’ di anni, prima era a livello amatoriale tra amici, poi dal 1992 abbiamo costituito un’associazione senza fini di lucro, composta da dieci persone o poco più, adesso siamo più di settanta soci. Il presidente è monsignor Luigi Falcone. Io sono tra gli ideatori e promotori di questo centro e di tutte le sue attività. Lo scopo è quello di rievocare le tradizioni popolari calabresi ed, in particolare, quelle bisignanesi. Alcune nostre tradizioni, come il rito della Serenata, legate ai buoni sentimenti non possono rimanere nel dimenticatoio, ma vanno tramandate.

Avete degli enti che patrocinano il Centro?

La comunità Montana “Destra Crati”, il Credito Cooperativo MedioCrati ed altri.

Quali sono le altre attività o manifestazioni organizzate dal “Palio”?

L’altra importante manifestazione è quella che si celebra ogni anno a giugno, denominata il “Palio del Principe” che racchiude storia, eventi, cultura e tradizioni.

Quale è la storia del Palio?

La storia risale ai Sanseverino, principi di Bisignano dal 1462, che erano soliti organizzare cerimonie, tornei cavallereschi e battute di caccia. Appassionati di cavalli, ogni anno, tali principi donavano al pontefice dell’epoca un’esemplare della chinea bianca, cavallo o giumenta dagli stessi allevata, per il tiraggio del cocchio papale.


In occasione della visita, a Bisignano, dell’imperatore Carlo V d’Asburgo al principe Pietrantonio Sanseverino furono organizzati solenni festeggiamenti. Da qui prende origine “Il Palio del Principe” che nel 2000 ha festeggiato il suo primo decennale ed a cui partecipano gli otto rioni o quartieri in cui è diviso Bisignano. Ogni rione ha il suo emblema araldico ed un colore ed il suo capitano.

Chi ha ideato i giochi che caratterizzano il Palio e chi si occupa dell’organizzazione?

C’è un comitato organizzatore di cui io faccio parte. Gli emblema dei quartieri li ho creati io sulla base della storia medievale, anche i giochi li ho ideati io. Poi, dipingo il drappo del palio che viene vinto dal rione che risulta vittorioso nella “giostra” o “corsa del palio”.

Ah, dimenticavo che tu sei un’artista…

Ho la passione per la pittura, è vero….. mi diletto a dipingere……

I tuoi quadri sono molto belli, dove hai imparato?

Sono un’autodidatta, anche se per un paio d’anni ho frequentato lo studio a Roma di Guttuso…

Insomma a Bisignano o fate le cose per bene o non le fate…….

Siamo, in effetti, un paese di appassionati dell’arte, della cultura, qui è anche rinomata, ed affonda le sue radici nella storia, la tradizione dei vasai che lavorano la ceramica, oltre che dei liutisti. La bottega di liuteria dei De Bonis, di cui il maestro Vincenzo è l’autorevole rappresentante, è meta di molti visitatori e di personaggi del mondo dello spettacolo e della cultura.

E’ necessario evidenziare paesi come Bisignano…..ce ne sono tanti in Calabria….

Certo ed è attraverso manifestazioni come quelle bisignanesi che si mantengono intatte alcune tradizioni e si diffonde la cultura di un popolo.

A proposito…..Mi hai promesso che mi porterai dal maestro De Bonis…..

Quando vuoi…

Allora a presto, arrivederci Rosario.

Maria Cipparrone


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