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La certezza dell’incertezza: quando non riesci ad esprimere tutto l’affetto di cui sei capace…

Quando ci si addentra nei meandri dei rapporti cosiddetti amorosi ci si accorge che non è così facile come te lo immaginavi.

È chiaro il motivo: non si conosce abbastanza del pianeta affettività, in particolare, sul rapporto con esseri umani di sesso diverso: per quanto mi riguarda, con le donne.

Per esempio, in questo momento ho un gran da fare per scegliere la direzione corretta. Lo ammetto, ho un retroterra impulsivo che, basato sui tu dovevi intuirlo…, fa venire fuori il mio disagio ogni qualvolta parlo con la mia morosa ( mi sono laureato a Bologna e lì ho imparato questo termine che solo a sentirlo dire con quell’accento ti vien voglia di fidanzarti subito per poterti immergere in quel mare di dolcezza, quasi a rischio…carie).

Io stimo molto la mia “morosa” – che, fra i tanti pregi, è anche una gran bella donna – le voglio molto bene e mi piace stare insieme a lei, ma il fatto è che ho paura di non pensarmi con lei nel futuro.

Intendiamoci, nessuno è in grado di prevenire i tempi, ma tutti sono capaci di immaginarsi più in avanti, ed al di là di una certezza, propostami da lei( una sorta di accordo che ci possa permettere di frequentarci senza sentirci obbligati a farlo, e senza alcun impegno di costruzione di un rapporto a due): “io e te, non stiamo costruendo una coppia…”, e da me mal digerita – ma devo ammettere che questa soluzione favorisce rapporti più fluidi -, è evidente che proprio non riesco ad immaginarci insieme fra qualche tempo sotto lo stesso tetto a…”dividere il divisibile ed ad unire l’unicità delle nostre esistenze”, rispettandoci l’un l’altra, nei tempi e negli spazi, ma sapendo che quando cerchi i suoi occhi non devi chiudere i tuoi per vederli.

Ogni volta che penso a lei sono estasiato dal ricordo dei momenti trascorsi insieme, ma quando siamo fisicamente vicini, nel mio profondo provo il bisogno di dirle che l’amo e che l’amerò per sempre, ma mi trattengo, per non farla fuggire, per farla stare tranquilla.

Sì, è vero che non sono ancora preparato per conoscere bene questo meraviglioso sentimento che è l’amore, ma vi posso assicurare che fa male, non poterglielo dire, perché ogni volta devo riuscire a metabolizzare tutta quell’energia e non farle capire che la produco ( io penso che lei lo senta è allenata e molto sensibile): se a questo aggiungete che abbiamo in comune alcuni spazi di lavoro, beh, fate un pò voi…

Le ho detto l’altro giorno che a me basta poco…ma non si tratta di accontentarmi, basta poco significa che riesco a percepire se un progetto può realizzarsi, ed a queste condizioni non mi importa del tempo e dell’impegno oltre che delle frustrazioni, no, io ho un obbiettivo: noi due insieme, e devo impegnarmi affinché lei abbia l’obbiettivo speculare al mio.

…Forse sbaglio e non capisco, forse non riesco a percepire, forse…forse non sarà così.

Il fatto è che, per natura, sono un combattente e difficilmente mi tiro indietro; sarà per il mio delirio d’onnipotenza ( che sto cercando di risolvere), e di lasciar perdere non se ne parla.

Questa volta, però, devo prendere atto che la realtà del momento storico è difficile da fare mutare.

Ci avete fatto caso? “…Combattente“, “…realtà da fare mutare” , sono termini aggressivi, egocentrici, di certo non realistici ed equilibrati, forse perché stasera ho avuto la prova che lei sa del mio disagio (me lo ha detto per telefono! Altro che prova…) e forse perché non conosco a fondo in che modo si instaura un corretto rapporto di coppia con una donna ( in verità sto imparando come si instaura un corretto rapporto di coppia con se stessi…), ma lasciatemi dire anche che forse è perché mi manca la donna e la compagna dei miei pensieri, nel cui sguardo mi attarderei per ore, solo sapessi che anche lei le vuole…

Un giorno vi farò sapere come è andata, ma, di certo posso dirvi, sin da ora, che mai nessuna donna potrà farmela dimenticare: ha segnato in positivo la mia vita e tanto basta per rivolgerle il mio pensiero ogni giorno, finché vivrò in questa dimensione.

Ciao Meri.

Francesco

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