Posted on

Per capire “veramente” come stanno le cose!


Ciao “doc”, hai visto che puntualità?…anche se sto vivendo un periodo che va troppo di corsa?

Mi capita di fare un po’ di pasticci con gli appuntamenti, qualche volta me ne dimentico… ma mi sento sempre e comunque soddisfatta della mia vita e felice di incontrarmi con te, qui, ogni settimana, per la mia formazione “di vita” che, da quando è iniziata, mi ha così cambiata e così gratificata…

Che bello!…. sento di aver trovato la ricetta della felicità!

Oggi vorrei discutere con te di alcuni aspetti che caratterizzano i rapporti d’amore fra i giovani ed i giovanissimi… con tutto ciò che comporta…. Sai com’è… mia figlia cresce e, quando sarà il momento, voglio essere pronta…. E tu sei pronto?

Come sempre!

Vado….

Quand’è che arriva per un adolescente il momento di amare (sessualmente) e quindi di cedere per la prima volta alle pulsioni sessuali?… e come va affrontato tutto questo?

Partiamo dal concetto che le pulsioni sessuali nell’essere umano compaiono addirittura durante il periodo intrauterino…. e di questo si è avuta prova ecograficamente con erezioni per quanto riguarda i maschietti e addirittura “accarezzamenti” pubici per le femminucce.

Le pulsioni più evidenti, dal punto di vista consapevole, compaiono in funzione dell’ambiente in cui si vive e delle pulstimolazioni che si ricevono. Se un bambino cresce in un ambiente normale in cui non si condanna il sesso né direttamente né indirettamente, bambini o bambine già di due anni avvertono il piacere nello sfregare i propri genitali o addirittura proprio nel masturbarsi.

Possiamo concludere, quindi, di conseguenza, che non si può individuare un inizio anagrafico ben preciso per quanto riguarda la scoperta del piacere “intimo”. Allo stesso modo, non si può nemmeno indicare un’età corretta per sapere, per un ragazzo o per una ragazza, quando sia più opportuno fare l’amore: ci sono troppi fattori personali, da valutare.

Però l’età si è abbassata notevolmente!

Sì, per il cambiamento dei costumi. Posso dirti, però, che c’è un rovescio della medaglia in ciò, perché molti giovani, scaricano la loro aggressività (tipica dell’età in cui si ricevono delle frustrazioni derivanti da apprendimenti familiari ancora un po’ arretrati e stimolazioni sociali molto più particolari rispetto ai loro apprendimenti) attraverso i rapporti sessuali, rendendo il tutto, più simile ad una seduta di palestra che ad un atto di intimità particolare.

Se un domani mia figlia dovesse decidere di parlare con me…anche perché spero che lo faccia …. non perché voglio fare l’amica, ma la madre che vuole parlare con sua figlia….

Se mia figlia dovesse chiedermi qualcosa su come è meglio affrontare questa esperienza, cosa sarebbe più giusto dirle?

Dovresti far parlare lei e ascoltare le sue opinioni: cosa ne pensa, cosa si aspetta, se frequenta un ragazzino con assiduità o se vorrebbe iniziarsi al mondo dello scambio sessuale con qualcuno che le piace, ma con cui già sa che non continuerà il rapporto… Poi, anche attraverso le tue spiegazioni, lei si costruirà delle sue convinzioni, per poter stabilire “se, come, quando e dove”.

A proposito del “dove”, io (e credo di non sbagliare!) ho intenzione di comportarmi, in futuro, in maniera completamente diversa dai miei genitori, cioè mi riferisco al fatto che, visto che ritengo sia normale il fatto che lei avrà una vita sessuale, le consentirò di usare la nostra e quindi anche la SUA casa (in mia assenza per darle una certa tranquillità) anche per avere scambi sessuali con il partner; mi comporterò così anche perché penso non sia giusto farle vivere queste esperienze in luoghi non sicuri, che è meglio evitare…

Ovviamente se dovessi dire questo a mia madre…. mi ucciderebbe!

Forse a mia figlia lo lascerò intendere… le dirò che la casa è a disposizione… per….

Glielo puoi proprio dire! Guarda, tua figlia avrà uno spazio personale, non violabile, dal punto di vista della privacy, che sarà la sua stanza…

Certo!

…per cui è bene che tu la abitui a pensare che quello è il suo spazio e lo può gestire come ritiene opportuno, portando delle amiche o degli amici. Tu lì non entrerai… nemmeno per controllare se c’è da spolverare! Poi, parlando del rapporto di coppia e dell’intimità sessuale, potrai spiegarle, se avrà trovato qualcuno con cui fare l’amore, che è normale avere un luogo a disposizione protetto, sicuro e confortevole per cui basta parlarne: non la ostacolerai, anzi la metterai a proprio agio… in che modo si vedrà, quando sarà il caso.

… mah…. io a casa non ci sono mai!

Non pensare oggi quello che potrebbe accadere domani perchè potresti essere in grado di comprare un altro appartamento per lei, da utilizzare nella maniera più opportuna…

Vero!

Potresti permetterti una villa!

Siamo in un momento in cui si sta parlando tanto della diffusione maggiore del virus HIV perchè si fa l’amore con imprudenza o per altri fattori….. Mi viene da pensare soprattutto ai giovani che sono comunque più sprovveduti ; il rimedio migliore, quando si hanno rapporti sessuali, è quello di usare il profilattico, ma … non toglie un po’ di poesia, spontaneità, naturalezza, non rompe l’incanto?

Posso dirti che la Società si adegua al mutare dei costumi e alle innovazioni tecnologiche per cui, i giovani di oggi non trovano strano usare il profilattico perchè fa parte della nostra cultura, pubblicizzato in vari modi… addirittura aromatizzato.

Mi sento di dirti che la scelta del profilattico (soprattutto fra i giovani) dovrebbe essere attuata soprattutto per evitare gravidanza indesiderate.


È ovvio che non si possono trascurare gli aspetti della protezione infettiva. Molti possono essere i disturbi trasmissibili mediante i rapporti sessuali così come, d’altronde, anche attraverso altre forme di scambio interpersonale. Io, come persona di scienza, sostengo la tesi (che poi è quella dei padri dell’immunologia), in base alla quale “il terreno è tutto, il batterio è nulla”: il problema per la nostra salute non deriva tanto dalle infezioni, ma dalle nostre capacità di reagire ad esse. Ad ogni buon conto, siccome la capacità di difenderci dalle aggressioni virali o batteriche è inversamente proporzionale al grado di Stress in cui si vive, è buona norma pensare di proteggersi per tempo.

In merito all’AIDS molti studiosi, me compreso, ritengono che, pur rappresentando una problematica di notevole pericolosità, sia da ascrivere a cause molto differenti da quelle che l’ignoranza (e, a volte, la criminale speculazione) dichiarano: il virus HIV.

Premettendo che questo argomento sarà trattato in articoli appositi, vado a spiegarmi meglio.


  • Fino ad oggi, nessuno è stato in grado di dimostrare il reale isolamento del virus HIV: il modello attuale, in base al quale si somministrano terapie farmacologiche e si cerca di approntare vaccini, è rappresentato da una ricostruzione al computer di qualcosa che, forse, addirittura, potrebbe essere (a detta di alcuni) un artefatto di laboratorio ).
  • I Test per la ricerca della sieropositività all’HIV (nei confronti di qualcosa, dunque, di cui nessuno, al momento, è riuscito a dimostrare l’esistenza), definiti Elisa e Western Blot forniscono positività anche in presenza di problematiche di altra natura (sono state individuate oltre 69 situazioni responsabili di false sieropositività)
  • Il Test per la determinazione della carica virale, PCR, che agiscono a livello genetico, è stato definito dallo stesso inventore, Kary Mullis (Nobel 1993 per questa sua creazione), “troppo preciso”, per cui, paradossalmente, in grado di prendere “lucciole per lanterne”
  • Uno degli elementi diagnostici e prognostici, cioé la “conta” dei CD4, non può costituire una validità scientifica perché questa sottopopolazione linfocitaria, è sensibilissima al cortisone endogeno, prodotto in situazioni stressogene, che ne abbassa il numero, rinchiudendoli nei linfonodi.
  • Una sottopopolazione linfocitaria definita CD8 è in grado di produrre sostanze definite Defensine capaci di rendere immuni dall’attacco dell’HIV.
  • I dati ufficiali che riportano le infezioni ed i decessi da AIDS, non vengono condotti nei paesi più a rischio (quelli del Terzo Mondo), con criteri scientifici. Per carenze economiche, nella stragrande maggioranza dei casi, ci si basa su elementi, fra cui, perdita di peso, febbre ricorrente, diarrea, ingrossamento linfonodale (in zone di malaria endemica, pessima igiene alimentare e denutrizione!!!) per appiccicare l’etichetta di sieropositività.
  • Le stime sulla diffusione dell’AIDS, non sono MAI state validate dalla realtà.
  • Etc., etc., etc….


L’AIDS, acronimo di Sindrome da Immunodeficienza Acquisita rappresenta una sindrome (cioé un insieme di sintomi) legati ad una perdita di efficienza immunitaria, con conseguenze che possono, a certe condizioni, diventare molto pericolose.

Quali sono gli elementi responsabili del meccanismo di immunosoppressione?

  • Psicologici: mediante la sconnessione dei grandi sistemi ( Nervoso, Endocrino, Immunitario) studiati dalla Psiconeuroimmunoendocrinologia.
  • Tossici: Droghe, anche per l’azione depletiva delle sostanze usate per “tagliarle”.
  • Ambientali: malnutrizione, malattie endemiche, cattiva alimentazione (che, a detta di alcuni esperti, può agire selettivamente contro cellule del sistema immunitario).
  • Carenza di sonno, prolungata nel tempo: agisce come co – fattore.
  • Fattori iatrogeni: soprattutto chemioterapici (coinvolti nelle terapie anti AIDS!!!).
  • Ripetute esposizioni a virus e batteri e conseguenti infezioni ricorrenti (anche in assenza di sintomi).
  • Ripetute trasfusioni di sangue: per impurità presenti nel plasma.

Scusa, fammi capire, quindi una persona che risulta sieropositiva alle analisi in realtà può non esserlo!

Mah….vedi un po’ tu…analizza quello che ti ho detto! BADA BENE, non ho detto che l’AIDS sia una burla!


Voglio soltanto porre l’attenzione su un’informazione medica corretta, che induca, preventivamente, ad una migliore qualità della vita, ad un rispetto di sé, all’applicazione di norme comportamentali “sane” e non “a rischio”.

VOGLIO OPPORMI, altresì, a crociate portate avanti per ignoranza e speculazione. Si dice che l’Africa sia un continente devastato dall’AIDS…. può essere vero!… ma non certo per infezioni virali da HIV…. per infezioni virali, per infezioni batteriche, ma legate a a tante carenze, soprattutto nutrizionali. Ecco perchè abbiamo decine di milioni di potenziali esseri umani che manifesteranno i sintomi da HIV…. E’ possibile che li manifesteranno, ma per tutta una serie di altre motivazioni….Poi escono fuori “canuti sapientoni” (per i quali, forse, sarebbe ora di andare in pensione!!) come Enzo Biagi che, senza alcuna competenza scientifica, dichiarano che ogni 11 secondi muore una persona di AIDS: quindi sincronizziamo gli orologi che tra poco tocca anche a me ed a te!

Certamente! Come no!

Senti, ma per venire incontro a qualche giovanissimo, un po’ più disinformato…

Come si trasmette l’AIDS?

… E ci risiamo! ma se non è dimostrata l’esistenza di un virus, come si fa a trasmetterlo?

Ma scusa, allora se non ci fosse questa psicosi dell’AIDS, non si userebbero i profilattici?

PUNTO PRIMO: si sente parlare di infezioni trasmesse per via genitale (sperma e fluidi vaginali)…ma nessuno ha la compiacenza di dirci quali siano stati, effettivamente, i virus o i batteri (e possono essere tanti e, potenzialmente, molto pericolosi) trasmessi mediante la pratica sessuale.

PUNTO SECONDO: esistono moltissime persone che, pur avendo avuto rapporti sessuali senza profilattico, non sono rimaste contagiate da partner cosiddetti infetti ( si parla, infatti, di coppie “discordanti”). Allora dimmi, PERCHE’ accadono cose del genere?

15 anni fa si preannunciava la fine del mondo perché l’AIDS era la peste del nuovo secolo…. oggi si prevede la fine del mondo per lo stesso motivo… e domani diranno altrettanto! Sembrano i Testimoni di GEOVA i quali sostengono che il mondo finirà quando scomparirà l’ultimo nato del 1914. Non credo che manchi molto, staremo a vedere!

Ci sono circostanze molti più reali e molto più pericolose come tutte le sostanze cancerogene che ci costringono a bere, a mangiare ed a respirare…. Dimmi tu come si fa ad avere paura di un virus che una volta entrato nell’organismo, ci può portare effetti più o meno gravi a distanza di 10, 20 o 30 anni… o forse mai! Occupiamoci seriamente di virus molto più pericolosi e di agenti inquinanti provatamente mortali. Ci sono persone sieropositive che, dopo 30 anni, non manifestano alcun disturbo, ma la scienza retriva non li dichiara sani, ma “LTNP” Long Term Non Progressor, o Long Survivor cioè sopravvissuti a lungo e cioè che devono morire ….soltanto che non si decidono!!!

Poi, persone come Vittorio Agnoletto (e me ne meraviglio perché si muove con una corrente che va contro il regime organizzato) dichiarano che grazie all’uso delle terapie, la gente sopravvive…. Ma su quali dati scientifici? Io posso dirti che molto influisce il prendersi cura di sé perchè, se tu accetti l’idea di poter essere malato e cominci a curarti, probabilmente cambierai stile di vita e questo contribuisce a salvarti.

Certo!

Inoltre, se insieme con la terapia anti AIDS, ci mettiamo una normalissima cura antibiotica, se hai la bronchite, non ti ha salvato la terapia anti AIDS, può darsi che ti abbia salvato l’antibiotico che, a quelle condizioni, prenderebbe chiunque, anche il non presunto infetto.

Come concludere, il nostro discorso di oggi?

Preferisco pensare che i diversi modi di osservare la realtà siano frutto di conclusioni che, alla lunga, contribuiranno a creare convergenze costruttive.

D’altronde, come diceva Leonard Cohen : ” C’è una spaccatura in ogni cosa. Questo è il modo in cui entra la luce”.

A. M. – Musicista


G. M. – Medico Psicoterapeuta

Con la collaborazione di Stefania Labate

Print Friendly, PDF & Email