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consultori familiari di ispirazione cattolica, in occasione del tredicesimo convegno nazionale deIla confederazione che li riunisce (Cfci), tenutosi a Roma lo scorso 11 ottobre, hanno illustrato un progetto di riforma diretto ad introdurre l’obbligo di rivolgersi ai consultori familiari per le coppie che hanno instaurato un procedimento di separazione personale e per le donne che intendono abortire.

I consultori familiari hanno come scopo principale quello di garantire prestazioni psico-socio-sanitarie al singolo, alla coppia, alla famiglia. Si tratta di strutture in cui la persona viene accolta e riceve servizi di informazione, consulenza, assistenza.

Tuttavia, secondo i sostenitori della riforma, attualmente la funzione di questi centri si è ridotta a quella ambulatoriale, mentre occorre rivalutarne il ruolo di ausilio nella risoluzione di problemi psicologici e sociali. Da qui la proposta di modificare la disciplina del procedimento di separazione dei coniugi nella parte in cui attribuisce al Presidente del Tribunale il tentativo di conciliare i coniugi, demandando tale opera di mediazione ai consultori.

Per quanto riguarda l’aborto, si evidenzia che, prevalentemente, le donne si recano presso i consultori solo per il rilascio del certificato che attesta la volontà di interrompere la gravidanza, mentre sarebbe opportuno modificare la procedura per il rilascio di tale certificato prevedendo una serie di colloqui per capire le problematiche della singola persona ed aiutarla.

Il progetto di riforma elaborato dalla Cfci dovrà essere trasformato in disegno di legge parlamentare. Staremo a vedere quali saranno gli sviluppi.

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