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Una denuncia del Presidente del Movimento Consumatori di Catanzaro, per svegliare le coscienze di chi dovrebbe risolvere il problema di una via di transito definita “un’interruzione interrotta da pezzi di autostrada”


Le agognate vacanze attese per un anno di “duro lavoro” si sono trasformate in un’autentica odissea per tutti quei vacanzieri che hanno intrapreso il viaggio sull’autostrada SA-RC, la famigerata A3.

Da dovunque si provenisse, nei cosiddetti giorni caldi di traffico ( i rientri e gli esodi di massa), dopo le logiche (?) file alle barriere dei caselli, ci si scontrava con le ore di attesa, sotto il sole cocente o la pioggia battente, su quel tratto di autostrada non più a gestione “società autostrade”, ma a gestione ANAS, che è spesso definito “un’interruzione interrotta da pezzi di autostrada”.

Tre ore e mezza di fila tra Salerno e Padula, con gente che scendeva dall’auto distrutta, per esigenze imprescindibili, mamme che cambiavano i bimbi in lacrime, padroni che passeggiavano i cani anchilosati, anziani seduti sul ciglio dell’autostrada ad invocare la misericordia divina.

I rischi per l’automobilista ignaro, già rintronato da consigli minacciosi (allacciati la cintura, rispetta la distanza di sicurezza , guida lunga riposati spesso ecc.), è di ritrovarsi all’improvviso, viaggiando a 130 Km all’ora, una coda NON SEGNALATA , oppure frenare di botto di fornite a SEGNALI STRADALI INDICANTI RESTRINGIMENTO DI CARREGGIATA, dimenticati dagli omini dell’ANAS, e scoprire che lì il cantiere è stato tolto. Per non parlare della “bufala” (secondo l’ADOC e il quotidiano “Libero”) dello “sbottigliamento” tanto propagandato a mezzo stampa che proponeva itinerari alternativi di strade statali che nelle intenzioni avrebbero dovuto abbreviare il viaggio, ma che in realtà, vista la precaria viabilità (sempre al Sud), si è rivelato, per chi l’ha provato, un martirio di 10 ore di traffico.

Ed è inutile sperare nel controllo e pattugliamento delle auto delle forze dell’ordine addette: delle famigerate 1700 pattuglie che dovevano essere dislocate lungo tutto il percorso autostradale per l’esodo estivo, il sottoscritto, in un viaggio che ha ricoperto il territorio nazionale, ne avrà viste tutt’al più 3, e per di giunta nelle aree di servizio….

Di chi è la colpa di questa palese violazione del diritto alla sicurezza del cittadino? La gestione dell’unica tratta autostradale italiana, che mette in comunicazione gli angoli della penisola, richiederebbe un restringimento dei tempi di attuazione della terza corsia ( laddove non fosse necessaria e possibile la quarta), una manutenzione continua della tratta stradale, una maggiore compartecipazione da parte delle Regioni attraversate da detta tratta nella conduzione economica dei vari cantieri.

Ionà Gianluca (Presidente Movimento Consumatori di Catanzaro)

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