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Attraverso gli studi e le riflessioni di un’interessata ed “appassionata” studentessa, iscritta al primo anno del corso di laurea in Economia, inizia una serie di articoli dedicati al fenomeno IMPRESA, in cui essa verrà delineata nei suoi elementi principali. Si parte, innanzitutto, dall’osservazione della sua utilità, poi del o dei soggetti che ne hanno la responsabilità ed, infine di chi la gestisce. BUONA LETTURA.


IL FENOMENO IMPRESA – I° CAPITOLO


A COSA SERVE, CHI NE RISPONDE, CHI LA GESTISCE.

Per comprendere meglio il concetto di azienda, è necessario capire il motivo per cui essa nasce. Detto ciò, si deve partire dall’essere umano e dallo stretto legame esistente tra quest’ultimo e l’azienda.

L’essere umano appena nasce avverte il bisogno naturale di ricevere affetto, attenzioni e di essere adeguatamente nutrito. Con il passare degli anni, i bisogni diventano innumerevoli ed alcuni di questi non sono disponibili in natura, ma è necessario creare quei beni che possono soddisfare tali bisogni.

Da ciò emerge la necessità di un’attività di produzione e di consumo, ma essendo le risorse limitate, queste devono essere svolte in modo economico in ossequio al principio dell’ottimizzazione delle risorse attraverso la riduzione degli sprechi.


Dopo questa breve introduzione, è possibile esprimere il concetto di Azienda: essa è, infatti, lo strumento di cui si serve l’essere umano, per svolgere in modo economico le attività di produzione e consumo, atti a soddisfare i bisogni. E’ necessario, però, che le suddette attività si specializzino, cioè si separino le une dalle altre.

Da qui nasce una prima distinzione tra aziende di produzione, dette anche “imprese” e le aziende di erogazione (e, quindi di consumo).

Esse si differenziano perchè le prime soddisfano i bisogni in maniera indiretta, infatti i beni vengono prima prodotti e poi vengono messi sul mercato per lo scambio, le seconde, invece hanno come scopo quello di soddisfare direttamente i bisogni, “erogano” cioè il bene già prodotto.

I due tipi di aziende sono strettamente collegate tra di loro. Infatti, le aziende di produzione consumano risorse per produrre i beni destinati allo scambio, mentre le aziende di erogazione producono non per il mercato, ma per il consumo interno. Si creano, pertanto, da ciò, degli intensi flussi reali (= beni e servizi) e monetari.

Per quanto riguarda l’impresa, essa si distingue in:

  • Impresa di produzione diretta;
  • Impresa di produzione indiretta;
  • Imprese di servizi.

La prima tipologia si caratterizza per i processi di trasformazione chimico-fisica della materia; la seconda si occupa a trasferire nel tempo e nello spazio il bene, rendendolo disponibile al consumo; la terza facilita lo svolgimento di attività da parte di terze persone.

Da qui emerge il significato di produzione come di un processo di creazione di utilità, mirante a soddisfare i bisogni umani.


E’ necessario, pertanto, vedere l’azienda sia sotto un profilo soggettivo e, quindi le persone che “stanno dietro” e sia, sotto un profilo oggettivo.

Relativamente al primo profilo emergono due figure essenziali:

  • il soggetto giuridico
  • il soggetto economico.

Per quanto riguarda la prima figura, essa inerisce alla necessità, per svolgere un’attività economica, di compiere una serie di azioni, da cui discendono effetti giuridici, cioè il sorgere di diritti e di obblighi da parte di chi le compie.

In sostanza, quindi, il soggetto giuridico è colui a cui fanno capo i diritti e gli obblighi derivanti dagli effetti giuridici, cioè il titolare dell’azienda.


A questo proposito è necessaria una distinzione, in quanto il titolare dell’azienda può essere dal punto di vista giuridico o:

  • una persona fisica, cioè a capo dell’azienda vi è una singola persona, e si parla di azienda individuale. Essa si caratterizza per la responsabilità illimitata del titolare che risponde con tutto il suo patrimonio personale verso le obbligazioni contratte nei confronti dei terzi nell’esercizio della sua attività;

oppure

  • una società, come stabilisce l’articolo 2247 del codice civile in cui viene sancito che: “con il contratto di società, due o più persone conferiscono beni o servizi per l’esercizio in comune di un’attività economica, allo scopo di dividerne gli utili.”


Gli elementi chiave della società sono:

  1. la presenza di più persone fisiche;
  2. il conferimento della ricchezza iniziale la quale, svolge, una duplice funzione e, cioè, sia quella di fornire danaro (capitale) per avviare l’attività, sia quella di offrire una garanzia patrimoniale per le obbligazioni assunte dall’azienda.

Questa visione della società è, però, ancora troppo lontana da quelli che sono realmente i fatti. Per avvicinarsi maggiormente alla realtà, si deve affermare che esistono due forme di società, conosciute un po’ da tutti in quanto, spesso se ne sente parlare. Esse sono:

  • le Società di Persone;
  • le Società di Capitali.

Le prime si distinguono in S.n.c. (società in nome collettivo) e in S.a. s. (società in accomandita semplice). Questo tipo di società hanno una caratteristica essenziale che le distingue dalle società di capitali e, cioè, le obbligazioni in esse assunte, trovano copertura nel patrimonio sociale e solo nel caso, in cui il patrimonio sociale non sia grado di coprirle interamente, i soci risponderanno con il loro patrimonio personale.

La responsabilità che lega i soci alla società, oltre ad essere illimitata è anche solidale, nel senso che, ogni socio relativamente alle obbligazioni contratte nell’esercizio dell’impresa, risponde con tutto quello che possiede, indipendentemente dalla consistenza patrimoniale degli atri soci. E’ evidente, quindi, che prevale l’elemento personale su quello patrimoniale. Pertanto, in questo tipo di società, il soggetto giuridico dell’azienda è rappresentato dai soci.

Per quanto riguarda le società di capitali esse si distinguono in: S.p.A. (società per azioni), S.A.p.A (società in accomandita per azioni), S.r.l. (società a responsabilità limitata). In riferimento a questo tipo di società, risulta necessario esprimere il concetto di persona giuridica. Per persona giuridica s’intende che la società (di capitali) è considerata come soggetto giuridico, cioè fornita di capacità giuridica propria distinta da quella delle persone che la costituiscono.

Gli elementi essenziali su cui si fondano le società di capitali sono :

  • persone fisiche
  • patrimonio
  • scopo
  • riconoscimento da parte dello Stato della personalità giuridica.

In questo tipo di società, quindi, è l’impresa con il suo patrimonio a rispondere delle obbligazioni contratte con i terzi.

Infatti, la legge, per le società di capitali, prescrive dei limiti minimi per la consistenza del patrimonio sociale.

Ritornando al profilo soggettivo, occorre adesso esaminare l’altro aspetto, e cioè il soggetto economico. Il soggetto economico indica chi ha il controllo dell’impresa, cioè chi opera le scelte di fondo di essa, ed in particolare il soggetto su cui grava il rischio patrimoniale, il rischio di chi risponde con il proprio patrimonio personale per le obbligazioni contratte nell’esercizio dell’impresa.

Nelle aziende individuali e nelle società di persone, il soggetto giuridico e quello economico coincidono. Nelle società di capitali non esiste questa coincidenza, infatti il soggetto giuridico è relativo alla società in quanto dotata di capacità giuridica.

Per determinare, quindi, in questo secondo tipo di società il soggetto economico, bisogna far riferimento al concetto di soggetto economico in senso stretto, cioè colui che possiede il capitale di maggioranza, in quanto all’interno di qualsiasi impresa non tutti conferiscono la stessa quota di capitale. Inoltre, nelle grandi imprese, vi è un capitale di comando che indica la separazione tra la proprietà dell’impresa e controllo della stessa, nel senso che il controllo dell’azienda è rimesso nelle mani di manager (cioè i dirigenti dell’azienda) che rappresentano il vero soggetto economico dell’impresa, ma di fatto non hanno versato alcuna quota di partecipazione in essa.

Le nozioni di soggetto economico e giuridico offrono la base per fare delle distinzioni.

La prima riguarda l’impresa pubblica e quella privata.

Sotto un profilo giuridico è considerata pubblica, l’impresa il cui soggetto giuridico è pubblico, cioè persone giuridiche di diritto pubblico, che non sono rappresentate dallo Stato, ma ugualmente perseguono scopi di interesse pubblico. Nell’ambito di questa prima categoria ci sono delle imprese che sono persone giuridiche di diritto privato, aventi cioè come socio lo Stato, il fenomeno c.d. dell’azionariato di Stato, così diffuso oggigiorno.

L’altra distinzione riguarda i gruppi aziendali, che sono formati da più aziende, le quali pur mantenendo una propria autonomia giuridica, fanno capo ad una società madre, detta Holding (o capogruppo), che rappresenta il soggetto economico.

Il gruppo, inoltre, può essere di due tipi:

  • industriale
  • finanziario.


Nel gruppo industriale, le imprese che vi fanno parte operano tutte nello stesso settore produttivo o in settori collegati da rapporti di complementarietà tecnico – produttiva.


In quello finanziario, non necessariamente esistono questi collegamenti, infatti le imprese operano in diversi campi. Ciò è importante perché il rischio si riduce, infatti periodi di crisi di alcune imprese possono essere bilanciate da periodi favorevoli delle altre. Nell’ambito del gruppo, non va confusa l’azienda divisa che, come il gruppo, è costituita da più unità produttive elementari. A differenza del gruppo, però, tutte le unità elementari di questo tipo di azienda mantengono lo stesso soggetto giuridico ed economico.

di DANIELA NIGRO

ADATTAMENTO DEL TESTO A CURA DELL’ AVV. MARIA CIPPARRONE.

Per la redazione dell’articolo, l’autrice ha tratto spunto dai contenuti del libro “Appunti di Economia Aziendale” di Francesco Giunta.

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