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A poca distanza da Sulmona (L’AQ), la patria dei confetti, sorge un paese di circa 8000 abitanti: Pratola Peligna. Vi si arriva agevolmente in auto attraverso suggestivi e rilassanti scenari che fanno dell’Abruzzo e del Parco nazionale del Gran Sasso una delle gemme paesaggistiche del nostro Paese. I giorni 29 e 30 settembre si celebrerà la Festa dell’Uva, una vera e propria sagra per celebrare uno dei migliori frutti della terra pratolana: il vino . Convegni, sfilate di carri, gare gastronomiche sono alcuni momenti della festa sapientemente organizzata dalla locale Pro-Loco. Vi proponiamo un’intervista alla presidente Franca Bianchi.

VIAGGIANDO PER L’ITALIA (1)

PRATOLA PELIGNA, NEL CUORE DELL’ABRUZZO

A poca distanza da Sulmona (L’AQ), la patria dei confetti, sorge un paese di circa 8000 abitanti: Pratola Peligna. Vi si arriva agevolmente in auto percorrendo la Roma -L’Aquila, attraverso suggestivi e rilassanti scenari che fanno dell’Abruzzo e del Parco nazionale del Gran Sasso una delle gemme paesaggistiche del nostro Paese.

Situata a circa 342 metri s.l.m. Pratola è posta nel cuore della Conca Peligna; il suo nome comparve per la prima volta in alcuni documenti risalenti al X secolo e per molti secoli fu feudo dell’Abbazia celestiniana di S.Spirito del Morrone.

Il termine “Peligna” , comune ai paesi della Conca, fu aggiunto dopo l’unità d’Italia e fa riferimento alla consistenza melmosa (dal greco “peline”) del terreno determinata dal prosciugamento di un lago ivi preesistente.

Da visitare , insieme al Museo della Civiltà Contadina ed alla Chiesa della Madonna della Pietà, è il Santuario della Madonna della Libera pregevole esempio di architettura di stile neo-classico costruito intorno alla metà del XIX secolo su progetto dell’architetto Pratolano Eusebio Tedeschi. Il santuario sorge sui resti della primitiva Chiesa risalente agli inizi del XVI secolo ed edificata per accogliere un affresco della Vergine che, secondo la leggenda, apparve ad un contadino presso i ruderi di un’antica chiesetta in contrada Torre, in un imprecisato giorno dell’anno 1500, apportando per il devoto e per l’intera comunità la miracolosa guarigione dal flagello della peste. La festa della Madonna della Libera ricorre a Pratola ogni prima domenica di Maggio ,allorquando è possibile lucrare indulgenza plenaria e questo a partire dal 1698 per concessione del papa Innocenzo XII.

Se , dunque, decideste saggiamente di approfittare dell’ospitalità dei pratolani non esitate a chiedere di poter degustare i piatti tipici locali tra cui le pizzelle dette anche “ferratelle”, i maccheroni alla chitarra ed i ceci ripieni .

Chi poi capitasse in questi giorni a Pratola assisterebbe (29-30 settembre prossimi) alla Festa dell’Uva , una vera e propria sagra per celebrare uno dei migliori frutti della terra pratolana: il vino . Convegni, sfilate di carri, gare gastronomiche sono alcuni momenti della festa sapientemente organizzata dalla locale Pro-Loco.

Per questo volgiamo complimentarci con la Presidente Franca Bianchi cui rivolgiamo alcune domande:

    1. Presidente, dica agli amici lettori almeno 3 motivi per visitare Pratola

” Anzitutto, credo valga la pena visitare un paese mai visto prima. Poi a Pratola si vive tranquillamente tanto che chiunque la visiti ci si trova bene. In secondo luogo, conviene venire a Pratola per i monumenti ed i luoghi da visitare quali il Santuario della Madonna della Libera, la Cappella delle 7 Marie (che è Monumento Nazionale) e, soprattutto , il Museo della Civiltà Contadina , unico nella zona perché è un vecchio mulino (dei Celestini) adibito a Museo e gestito dalla Pro-Loco”

    1. Sovente si può stare da soli pur essendo in molti. Cosa accomuna la gente di Pratola? Cosa si aspettano gli abitanti dalla Pro-Loco?

” Questo senso di solitudine , in effetti, è comune soprattutto tra le persone anziane . Penso che quello che si vorrebbe dalla Pro-Loco (proprio per attenuare questa condizione di solitudine) è di rendere partecipi attivamente queste persone alle nostre iniziative ed a tal fine avremmo pensato, ad esempio, di dedicare una giornata ai nonni ed ai nipotini, consentendo ai primi di tramandare attraverso un dialogo amichevole ed affettuoso gli usi ed i costumi della loro giovinezza”

    1. I Pratolani e la loro memoria storica:indifferenza o interesse ?

“Penso che nei Pratolani la memoria del passato sia molto viva , soprattutto perché Pratola è stata un popolo di emigranti. L’emigrazione, infatti, ha colpito Pratola come gran parte dei paesi del Sud e questo ha segnato molto i Pratolani perché sono vissuti sempre nel ricordo, nel rimpianto della loro terra; poi per molti è stata la fortuna ed hanno avuto la possibilità di rivedere questo paese, magari anche da persone abbastanza illustri, per altri è stato diverso. Ma, tutto sommato, è vivo questo senso del ricordo che sovente si traduce in un vero e proprio culto per gli illustri concittadini emigrati”

    1. Il rapporto con le autorità locali: è facile fare il Presidente di un’Associazione Pro-loco?

” Da poco rivesto questa carica e mi sono ritrovata con questi problemi da pochi mesi ed avevo paura di accettare sapendo di andarvi incontro; però, devo dire che li ho superati abbastanza bene grazie anche all’ottimo rapporto instaurato con la classe politica. Sono convinta, infatti, che, superando i colori politici e facendo prevalere la volontà di fare, si può andare d’accordo e finora con questa Amministrazione ci stiamo riuscendo soprattutto nella persona del Sindaco Corrado Di Bacco.”

  1. Quali sono i prossimi appuntamenti in cantiere?

“Molte sono le iniziative in cantiere. Intanto, ripeteremo quelle già collaudate quali quelle inerenti alle feste Natalizie; “il cece d’oro”; “Presepiando”, “Il Carnevale morto (che è una rivisitazione di una vecchia farsa teatrale rappresentata l’ultima volta ben 20 anni fa!). Le nuove iniziative sono legate al Mulino Vecchio cioè a questo Museo della Civiltà Contadina; vorremmo coinvolgere le scuole elementari, medie e superiori con una serie di iniziative atte a rivisitare tutta una serie di tradizioni pratolane , dai cognomi ai soprannomi, ai proverbi , a recitazioni su antichi rimedi popolari per malanni e malattie, per poi avviare uno scambio culturale con i paesi vicini e via dicendo..”

Auguri, allora, ed…arrivederci a PRATOLA PELIGNA

(Le foto di Pratola Peligna sono state gentilmente concesse dal sig.Gabriel De Pamphilis)

PINO BARBAROSSA

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