LIBERO PENSIERO
FORTIS CADERE NON POTEST: IL TRIBUNALE DELLA COSCIENZA E LA RIFONDAZIONE DELL’UMANO NELLE RIFLESSIONI DEL FILOSOFO MIMMO LEONETTI
Viviamo in un tempo in cui l’umanità — smarrita la propria bussola ontologica e svuotata di ogni tensione ideale — sembra aver accettato la propria degradazione, scivolando pericolosamente verso una condizione di scarto esistenziale. È questo il severo e lucido verdetto che il filosofo e giurista Mimmo Leonetti consegna alla riflessione pubblica, nel solco di trentacinque anni di accademico impegno a favore del libero pensiero.
La mutazione antropologica e il tribunale della furbizia
Al centro dell’analisi vi è la denuncia di una mutazione antropologica radicale, dominata dalla logica della prestazione e del mercato, in cui il tradimento ha cessato di essere l’eccezione scandalosa per assurgere a pane quotidiano. È la norma tacita di un consorzio civile che ha barattato la dignità della coscienza con il tornaconto utilitaristico.
Quando l’individuo viene interamente sussunto nel ciclo produttivo, la parola data si dissolve e la società si trasforma in un immenso tribunale della furbizia.
Il santuario della coscienza: Fortis cadere non potest
Eppure, proprio laddove il cedimento morale minaccia di travolgere ogni residuo di civiltà, risuona con la forza di un imperativo etico l’antico adagio classico: Fortis cadere non potest (Il forte non può cadere).
Il “forte” non è colui che trionfa nei palazzi del potere grazie al cinismo, ma chi custodisce intatta la propria sovranità interiore. Le contingenze avverse, la persecuzione o l’ingiustizia possono colpire la carne e piegare le circostanze esterne, ma non possono violare il santuario della coscienza. La vera caduta non è il fallimento materiale, ma l’abdicazione volontaria ai propri princìpi (iuxta propria principia).
Un appello alla ricostruzione
Di fronte a questa bancarotta spirituale, ogni rimedio parziale è destinato a fallire. Leonetti lancia pertanto un appello accorato a favore di una rigorosa unità di ricostruzione che chiami a raccolta tutte le forze vive della società:
- L’Uomo e la Società: Chiamati a risvegliare le singole coscienze, rifiutando lo status di spettatori passivi per ripristinare il valore sacro della parola data e del mutuo riconoscimento.
- La Politica: Sottratta alle grinfie della tecnica e del carrierismo spregiudicato, per ritornare a essere polis orientata alla giustizia e al bene comune.
- Gli Intellettuali e i Filosofi: Chiamati all’esercizio inderogabile della critica radicale, al fine di smascherare le false libertà del nostro tempo e custodire la fiamma incrollabile della dignità umana.
La sfida del nostro tempo non è vincere una battaglia contingente, ma salvare l’essenza stessa dell’uomo dalla barbarie dell’insignificanza. Anche quando tutto crolla, il pensiero retto non si sottomette: perché il forte può anche inciampare nelle asperità della storia, ma non cederà mai.
Avv. Mimmo Leonetti (Presidente Centro Europeo Informazioni)


