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Prima, ho imparato a fermarmi un attimo prima!

Quando il sentire ferma la mia voce e istantaneamente, bloccandola, mi ritrovo a compiere uno scatto di crescita. E stranamente, anche se in fondo ho ingoiato il rospo, provo serenità.

Subito dopo, però, partono le solite mille domande che alimentano i miei tanti dubbi sulle relazioni e rapporti umani.

Raccattiamo i pezzi.

Mi accorgo che l’immobilità vissuta ha rallentato ogni azione, ogni movimento nel corpo, ma ancora di più, all’interno. Eppure pensavamo avrebbe migliorato, l’obbligata introspezione avrebbe ammorbidito gli angoli dell’anima che hanno bisogno di essere smussati.

E invece …

Percepisco sempre più la mia rigidità in alcune cose della vita. Mi fermo a provo a modificare e nel fare ciò, vedo sempre con più chiarezza quello che va sostituito.

Un attimo prima. Subito dopo mi alleggerisco di zavorre che ancorano al suolo, impedendo il volo.

Sarà questo quello che abbiamo imparato?

Come siamo diventati. Veramente dimenticheremo tutto subito, la normalità tornerà a riempire le nostre giornate, oppure siamo cambiati nel profondo e ogni cosa vissuta o da vivere assumerà un sapore più intenso e non per niente scontato?

L’ora del tramonto.

Una strana tranquillità riposa in questo delicato momento della giornata. Quando la luce filtra dall’esterno illuminando in ogni angolo le mie certezze. Lascio andare il respiro senza più costrizioni e all’improvviso la tensione che stringe la mia mente si alleggerisce.

Questa strana inquietudine.

Una grande nostalgia mi prende, mi colpisce dentro il corpo, portando con sé profumi, sapori, paesaggi del passato. I colori tenui dipingono le immagini creando un nuovo quadro da ammirare e nei dettagli ritrovo la serenità perduta.

Mi prendo cura degli ambienti come fosse la mia persona. Forse è la mia persona. Un grande sforzo prima del definitivo cambiamento.

Ritorno in pista. Ma …, un attimo prima, mi fermo un attimo prima.

Però quanto risulta difficile! Non appena lo stress della ritrovata quotidianità prevale, controllare diventa più difficile. Anche se …

Nel prima prevaleva l’immediato, ora in un istante ci si ferma, scorre velocemente questo ultimo anno e si finisce per apprezzare anche “un attimo prima”.

Quello che potrebbe accadere.

La provocazione.

Facile caderci dentro, abbocchi senza riceverne niente in cambio, se non che una impercettibile soddisfazione che alimenta la tua rabbia. E fa male a te. Solo a te.

Un concetto difficile da spiegare ma chiaro nella mente.

Ancora una volta la soluzione risiede nella leggerezza delle cose, nel non appesantire le situazioni che già di per se sono difficili da gestire.

Una ventata di tristezza avvolge lasciandomi stordita, con poca voglia di sollevarmi. La stanchezza si impadronisce rallentando ogni movimento, anche il battito del mio cuore. E nello stesso istante in cui rallenta avanza una strana consapevolezza.

Le diverse esigenze si incastrano fra di loro e trovano motivazione nei vari modi di essere.

Ripenso all’attimo immediatamente prima e trovo consolazione nella certezza di avere espresso anche se non tutto almeno quello a cui più tenevo.

E fra di noi rimane una pace fatta a metà.

Fernanda

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