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Ad oggi, non sono stati sviluppati trattamenti per rallentare efficacemente la progressione della malattia di Alzheimer e si ritiene che una moltitudine di fattori contribuiscono allo sviluppo della malattia tra cui la genetica (ad esempio lo stato APOE), l’età e lo stile di vita. È interessante notare che, per ragioni che rimangono sconosciute, le donne hanno un aumentato rischio di sviluppare la malattia. Inoltre, vari studi hanno identificato la dieta come un fattore significativo associato alla prevenzione del declino cognitivo.

In questo lavoro (Ramon Velazquez, Eric Ferreira, Sara Knowles, Chaya Fux, Alexis Rodin, Wendy Winslow, Salvatore Oddo. Lifelong choline supplementation ameliorates Alzheimer’s disease pathology and associated cognitive deficits by attenuating microglia activation. Aging cell. Volume18, Issue6 December2019) viene esaminato il ruolo dell’integrazione alimentare di colina in un modello di topo con Alzheimer. La colina è un nutriente prodotto in modo endogeno dal corpo umano, ma questa produzione non riesce a soddisfare le esigenze. La colina è necessaria per produrre acetilcolina, un neurotrasmettitore responsabile della memoria, del controllo muscolare e dell’umore. Inoltre costruisce le membrane cellulari e svolge un ruolo fondamentale nella regolazione dell’espressione genica.

I ricercatori in questo studio identificano un regime permanente di integrazione di colina che protegge il cervello dalla malattia sia bloccando la produzione di Aβ sia riducendo l’attivazione della microglia. Gli studi sui topi hanno identificato benefici cognitivi senza effetti collaterali utilizzando 4,5 volte la dose giornaliera raccomandata.

E’ bene precisare però che per consigliare un regime permanente di integrazione di colina negli esseri umani, sarà necessario uno studio clinico controllato per determinare in definitiva l’efficacia e il dosaggio ottimale di colina per prevenire o rallentare la progressione della malattia. Tuttavia, la letteratura attuale crea ottimismo sull’utilizzo della colina per garantire un processo di invecchiamento e prevenzione del declino cognitivo.

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