Posted on

Il termine “onesto” ha la stessa derivazione latina di onore e l’onore viene definito come dignità, buona reputazione acquistata con onestà, e coerenza ai propri principi; si comprende, quindi, come l’onestà sia intimamente connessa alla concezione che ognuno ha di se stesso, all’autostima.

In realtà, anche intuitivamente, viene abbastanza immediato pensare che colui che agisce in modo disonesto è una persona che ritiene di non poter raggiungere il medesimo risultato utilizzando correttamente le proprie risorse e, quindi, ha una scarsa concezione di se stesso.

In definitiva, maggiore è la propria autostima minore sarà la propensione ad agire in modo disonesto.

Certo è anche vero che la società attuale sembra premiare i disonesti e, più in generale, tutti coloro che ricorrono alle scorciatoie per raggiungere i propri obiettivi. Tutto ciò sicuramente rende il percorso più difficile alle persone oneste già solo perché quotidianamente devono, loro malgrado, confrontarsi con persone che non hanno le competenze necessarie per svolgere il ruolo che rivestono nella società perché lo hanno “conquistato” in modo disonesto.

Questo rende la vita di tutti i giorni a volte davvero pesantissima perché al mattino, già prima di uscire di casa, sai che durante la giornata incontrerai, per ragioni di lavoro o personali, almeno tre o quattro persone del tutto incompetenti e, quindi, dovrai, se tutto va bene, faticare almeno il triplo per poter sbrigare le tue incombenze quotidiane e se va male, invece, non sarai riuscito a sbrigarne nessuna ed a fine giornata sarai, comunque, esausto perché avrai speso tante energie, molte di più di quelle che sarebbero state necessarie, e sai per di più che il giorno dopo si ricomincia.

Insomma, certo la vita sarebbe meno complicata se ognuno rivestisse il ruolo che occupa nella società perché lo ha conquistato onestamente e non ricorrendo a scorciatoie.

C’è, quindi, un indubbio vantaggio oggettivo nell’essere onesti perché le cose andrebbero meglio per tutti.

La società attuale, invece, non solo sembra quasi “legittimare” il ricorso a scorciatoie di vario tipo ma addirittura sembra quasi considerare dei perdenti gli onesti.

Vi sono molti, poi, che pur non comportandosi disonestamente, tuttavia mostrano una certa indulgenza nei confronti della disonestà considerandola quasi una scelta obbligata dato l’attuale contesto sociale.

Bisognerebbe, allora domandarsi, rispondendosi onestamente, se, ad esempio, ci piacerebbe essere curati da un medico che è diventato tale senza studiare ed è del tutto incompetente. La risposta credo sia scontata.

Alcune persone preparate, poi, nell’attuale contesto sociale, si sentono “costrette” ed “autorizzate” a ricorrere a scorciatoie per poter ricoprire il posto per il quale hanno studiato, per poter essere competitive, per poter concorrere ad armi pari con gli altri soggetti disonesti poiché altrimenti sarebbero destinate a soccombere.

Ora è quasi certo che una persona onesta che partecipa ad un concorso in cui tutti gli altri concorrenti si comportano in modo disonesto non riuscirà a superarlo ma ricorrere a scorciatoie per poter concorrere ad armi pari con gli altri comporta una sconfitta nel rapporto con se stessi.

L’onestà, infatti, riguarda prima di tutto il rapporto con se stessi. “Conviene” essere onesti prima di tutto per se stessi e con se stessi. L’onestà con se stessi sembra quasi scontata, tant’è che probabilmente molto spesso non ci si pensa neppure, perché sembra semplice e invece non lo è affatto anzi è una grande prova. Basti pensare a quanto può essere difficile, per alcuni forse addirittura impossibile, riconoscere di avere sbagliato, oppure riconoscere di avere un problema. Eppure essere onesti con se stessi è fondamentale per poter crescere e migliorare

Essere onesti con se stessi “conviene” perché è l’unico modo per poter avere un rapporto autentico con sé che è il presupposto imprescindibile per un corretto rapporto a due e con il resto della società.

Essere onesti con se stessi può essere assai difficile perché può farci soffrire molto. Ad esempio riconoscere di avere sbagliato o di avere un problema ci manda in crisi e questo ci fa soffrire e ci spaventa ma la sofferenza in senso puramente tecnico, senza connotazioni religiose, filosofiche ecc., è il mezzo che ci spinge ad evolvere, a migliorare e quindi, da questo punto di vista, è inevitabile come la crisi.

“Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose. La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. È nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi, supera se stesso, senza essere superato. Chi attribuisce alla crisi fallimenti e difficoltà, violenta il suo stesso talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni. La vera crisi è la crisi dell’incompetenza. L’inconveniente delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie d’uscita. Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non c’è merito. È nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi, tutti i venti sono lievi brezze. Parlare di crisi significa incrementarla; tacere nella crisi è esaltare il conformismo. Invece, lavoriamo duro. Finiamola una volta per tutte con l’unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla”. (A. Einstein)

“Conviene” essere onesti per se stessi per la propria autostima e per la propria dignità di cui l’onestà è espressione.

Per questo, anche se vivere onestamente è sicuramente più difficile considerato che è a dir poco sconfortante confrontarsi tutti i giorni con una società tutt’altro che meritocratica e composta in buona parte da individui disonesti, tutto ciò non convincerà una persona onesta a comportarsi disonestamente perché non si riconoscerebbe più.

Certo è necessario essere flessibili perché ciò ci consente quell’adattamento che è fondamentale per poter vivere ma adattarsi non significa cominciare ad essere disonesti ma continuare a vivere onestamente nonostante tutto e tutti utilizzando le strategie corrette. Bisogna, quindi, stare attenti a non confondere l’adattamento con l’adeguamento; il confine è sottile ma la differenza è sostanziale.

Non è facile essere onesti con se stessi anzi a volte sembra davvero insopportabile ma è l’unica strada percorribile se vogliamo stare bene. La persona più importante per ciascuno è se stesso e quindi avere un buon rapporto con sé è fondamentale. I miei genitori mi hanno insegnato a comportarmi onestamente e mi hanno sempre detto di non curarmi delle persone che raggiungevano risultati uguali o migliori dei miei in modo disonesto, senza studio e senza sacrificio, precisando che sarebbe stata la vita stessa ad effettuare la selezione.

Ora a distanza di anni posso osservare che queste persone continuano ancora ad “affermarsi” con gli stessi metodi disonesti e, quindi, da questo punto di vista non ho visto alcuna selezione e, pertanto, non credo di poter dare ragione ai miei genitori. Continuo, comunque, a comportarmi onestamente per me stessa prima di tutto. D’altro canto penso, peraltro, che le persone disoneste debbano, comunque, pagare un prezzo con se stesse e che, quindi, si possa dire che non si può fingere con se stessi per lungo tempo senza sviluppare sintomi evidenti di malessere; certo si può anche rimanere sordi a questi segnali di allarme ma diventeranno sempre più forti e quindi la scelta sarà o cercare di affrontare il problema che ha generato quel malessere oppure tamponare i sintomi finché si può.

“Essere completamente onesti con se stessi, è un buon esercizio”(Sigmund Freud)

Stefania Giampà – Avvocato, Docente, Counselor – 27 maggio 2011

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *