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Questa (s)conosciuta…


L’amicizia. (II)

– di Giovanni Russo –

La relazione “Amicizia” è fra le tante forme di comunicazione quella che si presta bene per realizzare il “TU MI SERVI” deve solo essere ammantata, per evitare di tramutarsi apertamente nel termine più sgradevole di “OGGETTO” sarebbe offensivo, oppure potrebbe suscitare una reazione, infatti a nessuno piace sentirsi trattare da oggetto: e così, i furbi i cosiddetti scaltri hanno inventato l’espressione:

AMICIZIA

Si sono date coloriture meravigliose a questa parola, per cui tutti la vogliono, aggrappandosi tenacemente alla sua credibilità. La storia ci ha raccontato infiniti episodi di brutture umane che sono state perpetrate in nome dell’amicizia.

“Tocca senza dubbio ai nostri amici farci il male che la lontananza sola

impedisce ai nostri nemici di farci”.

Marcel Johandeau

( dall’ Algebra dei valori morali )

Si è fatto di tutto: TRADITO, MENTITO, VIOLATO e guarda caso, l’amicizia era sempre presente.

Proverbi, detti di ieri e di oggi ci ammoniscono:

“Non troverò dunque nessuno che venga a deporre in giudizio contro di lui?

No, egli non ha amici”.

Proverbio arabo

“Dai tuoi nemici sta separato, e dai tuoi amici guardati”.

Bibbia ( Siracida 6)

“Dagli amici mi guardi Dio che dai nemici mi guardo io”

Saggezza antica

“Ci vogliono il tuo nemico e il tuo amico insieme per colpirti al cuore:

il primo per calunniarti, il secondo per venirtelo a dire”.

Mark Twain

(Followwing the Equator)

Comunque è possibile che io sia stato, a tutt’oggi, “sfortunato“; ho creduto per anni alla cara, buona, santa amicizia ma puntualmente, prima o dopo, sono rimasto deluso; è possibile dunque che abbia chiesto troppo!

Tutto è possibile, anche di dovermi ricredere nel futuro; a tutt’oggi questa è la mia esperienza ed io ti posso offrire solo la mia esperienza e le mie riflessioni; considera la prima, valuta le seconde, poi, svestiti dai condizionamenti ed osserva, non è necessario che quello che ne ricavi lo dica a nessuno: è tanto difficile remare contro corrente.

Prova anche tu, ma mentre provi, ricordati della saggezza dei proverbi; si dice: ci tramandano la vita e l’esperienza dei nostri antenati.

“Vuoi conoscere se tu possegga un amico? Diventa sventurato”.

Varrone

(Sent. 21)

E per ultimo:

“I miei amici mi disprezzano perché mi vedono a terra;

tutti fanno legna dell’albero caduto”

Anonimo

“Ma si deve pur vivere…ed insieme agli altri, ed è vero, tutti abbiamo bisogno degli altri.

Ma tu dici:

  • L’altruismo non esiste
  • L’amicizia non va bene,

è uno strumento che è meglio non usare.

Ma come – S’HA DA VIVERE -, quali mezzi usare?

Servirebbero, rispetto ed educazione ma, tu dici, che non si conoscono, allora…

C’è di che avvilirsi a credere a te!”

La tua voce, come un’eco lontana, mi giunge fioca, sconsolata ma chiara, e mi porta parole da riflessioni corrette. In quanto a credere a me, non solo non te lo chiedo ma non mi sogno nemmeno che debba esistere un solo Essere Umano che debba prendere “per oro colato” il frutto delle mie riflessioni, filtrate dalla mia personalità. Ciò che ti comunico con parole stimolo, dovrà servire, se lo vorrai, per verifiche che ogni Essere Umano deve elaborare all’interno della propria personalità.

A proposito, prima di risponderti ancora una considerazione; non vorrei aver dimenticato che il “TU MI SERVI” investe completamente anche la parola amore che è stata erroneamente, in tutte le epoche e da quasi tutti i cantori, declamata con le vesti alate dell’altruismo, più ancora dell’amicizia.

“La vita è un male, ma l’amore e l’amicizia sono potenti anestetici”

E.Detouche

( Les ebats du sagittaire)

A pensarci bene, non c’è proprio niente che possa essere mistificato così bene come l’amore: per amore si fanno sacrifici, per amore si soffre; per amore si muore, per la nostra amata si mentisce, si ruba, si uccide. Ma è tutto vero?

“Ogni essere umano ha un solo scopo: appagare i propri bisogni,

l’amore è fra i bisogni un’esigenza primaria anche se non necessaria”.

Gino Sursani

“C’E’ DI CHE AVVILIRSI!”

La tua esclamazione richiede un chiarimento per tutto quello che ho espresso…ma te ne parlerò la prossima volta.


Giovanni Russo

Commento e Riflessioni

Prima di commentare quanto il prof. Russo ha esposto sul concetto AMICIZIA, propongo di leggere i seguenti lavori, presenti in questa sezione:

  • “Chi è l’Essere Umano”,

  • “L’Egoismo”,

  • “Egoista sì ma scambiando”,

  • “Rispetto ed Educazione”,

  • “L’Altruismo”,

  • “Cos’è l’Amicizia”;

ed il lavoro “Il senso della vita – l’autoaffermazione“, presente nella sezione Psicologia e Neuroscienze, sempre di questo web-magazine.

Appare necessario, intanto, riflettere sul dato che ci sarà una “prossima volta”, ( si è voluto appositamente lasciare che le riflessioni sedimentino) ossia una spiegazione. Non dobbiamo meravigliarci, non si tratta di essere aridi o degli automi, si tratta solo di essere realisti nella nostra umanità interiore e, dato che nessuno, mentre si leggono questi lavori, ha l’obbligo di rispondere a…nessuno, è bene che si mettano da parte i pregiudizi ed i facili moralismi.

Nel frattempo che riflettete…arrivederci a presto.

Francesco Chiaia – 22 marzo 2003

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