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Sapete in quante categorie si possono distinguere gli Esseri Umani?


In ogni GIOVANNINO ( così ho definito l’Essere Umano ), ci sono tante cose che non vanno: o per cattivo apprendimento, o per distorsione d’insegnamento, o per tante altre ragioni; in questo caso bisognerebbe tenere a mente ciò che Mangiafuoco, il burattinaio del libro di PINOCCHIO ( di Collodi ), ebbe a dire allo stesso Pinocchio quando il burattino stava per separarsi da lui:

…e ricordati, Pinocchio, che in chi ti sembra troppo cattivo c’è del buono ed in chi ti sembra troppo buono c’è del cattivo“.


  • E poi, un incontro fra E.U., non può essere mai completo;

perché?

Perché in ogni Giovannino si determinano le sub-Personalità, come le ha studiate un grande pensatore – William James – che ci ha lasciato le sue profonde riflessioni per aiutarci a vivere e capirci meglio.

JAMES dice:

In ogni E.U. esiste un IO filiale, un IO coniugale, un IO paterno o materno. Ogni E.U. ha un insieme di sentimenti e comportamenti diversi in quanto figlio, marito o moglie, padre e madre; ed ognuno di questi, insieme, costituisce una SUB- PERSONALITA’ di natura e di valore assai diversi, anzi spesso contrastanti con quelli degli altri. Così un uomo può essere un ottimo figlio ed un cattivo padre, e viceversa; una donna può essere una cattiva moglie ed una buona madre. Un uomo, come figlio può essere timido; come padre, prepotente violento; ecc…


Vi sono poi:

IO sociale,

IO professionale,

IO di casta,

IO di nazione…

e tanti altri.”

ASSAGIOLI, un altro grande pensatore ( ho avuto il piacere di conoscerlo personalmente ) a proposito di SUB-PERSONALITA’ dice:

…ci sono vari IO di cui, gli altri, creano un’immagine. Li ho distinti in otto categorie, ma forse se ne potrebbero prevedere di più.

1° Quello che siamo in un dato momento ( cioè, quello che manifestiamo della nostra personalità).


2° Quello che crediamo di essere ( molti ritengono di essere migliori di quello che sono).


3° Quello che vorremmo essere ( il desiderio di diventare il contrario di quello che si è ).


4° Quello che gli altri credono che noi siamo (l’immagine che ognuna delle persone che conosciamo si fa di noi).


5° Quello che gli altri vorrebbero che noi fossimo ( mancata realizzazione dei genitori).


6° Quello che gli altri suscitano in noi ( ognuno evoca in noi una sub-personalità).


7° Quello che noi vogliamo figurare di essere ( per autodifesa, spesso portiamo le maschere)


8° Quello che possiamo diventare ( la possibilità di sviluppare le nostre potenziali capacità della Personalità).

Queste sono alcune delle tante sub-personalità che noi produciamo dentro, e con queste sub-personalità ci incontriamo con gli altri E.U. e spesso ci scontriamo, perché?

Perché siamo limitati e non lo vogliamo ammettere, perché portiamo le maschere che difendiamo come fossero la globalità della nostra Personalità. Ma delle maschere ne parleremo la prossima settimana.

GIOVANNI RUSSO

Commento e Riflessioni

Credo di poter affermare con un elevato grado di certezza di ritrovarmi in tutte le categorie individuate dai due grandi pensatori, tranne per il dato, ancora non realizzato, del rapporto genitoriale ( non ho figli ).

Aggiungo però, e parlo per me evidentemente, che sto costruendo un IO di accettazione e quindi Quello che io sono e che accetto di essere con la voglia di migliorare.

E Voi, in quale categoria “vi rivedete”?

Francesco Chiaia – 14 dicembre 2003

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