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All’alba di ogni nuova primavera mi ritrovo a fare i conti col silenzio che prepotentemente piomba a raccontare.

Cosa darei per trovare la strada?

Mi piace percorrere i sentieri che si avviano alla luce del tramonto, ma immediatamente nasce in me la nostalgia della pioggia. Chiudo un capitolo e ne scrivo un altro, senza dimenticare quello che ho promesso. A me stessa. Rivedo in lontananza la distesa azzurra e lascio il mio sguardo libero di allungarsi fino ad arrivare all’orizzonte. Mi piace pensare che oltre quella linea immaginaria che separa l’acqua dal cielo ci sia ancora tanto altro da visitare. E parto con la fantasia.

I profumi inondano ogni pensiero e, alla fine, ancora con me stessa. Ora come allora. Eppure tanto è cambiato.

Una pausa dal silenzio che quest’oggi ho deciso di vivere, anzi mi lascio vivere dalla dolcezza del silenzio e con ansia aspetto l’imbrunire.

Che amarezza questa sera!

Mi sento abbandonata alla mia solitudine, avverto il freddo sulla pelle e osservo il silenzio più assoluto.

La necessità di essere sinceri. Quest’oggi mi sveglio con questo pensiero e mi chiedo quante volte nella vita si è provato questo bisogno. Prima però è necessario avere chiara quale è la verità delle cose. Ritorno a pensare al valore di ogni azione, di ogni riflessione, di qualsiasi cosa muove e da la vita.

E mi trovo a piangere lacrime calde cariche di dolore, cariche di emozioni. Una luce si accende in lontananza, un barlume di speranza prende la mia mano trascinandomi verso la strada della luminosità dove tutto è chiaro e le domande che assillano si ammorbidiscono di facili significati.

Da quanto tempo parlo delle leggi di Natura?

Quel vuoto …

È arrivato il momento. Vuoi o non vuoi arriva sempre quel momento. Deve cambiare qualcosa. Lo scrivo e lo dico da un po’ di tempo e anche se non è poi tanto, comincia a sembrare una eternità.

La voce dal di dentro dell’affetto e della sincerità mi sussurra che non va bene. Così non va.

Per sè e per nessun altro.

Non ricordo più da dove questa scintilla ha preso fuoco, riscaldando all’improvviso la penna, che con fluidità ha dipinto i fogli di un quaderno libero. Senza alcuna costrizione.

Una seconda voce mi suggerisce la saggezza. E mi fido.

È vero, non si vive senza i riferimenti, io non vivo senza i riferimenti, anche se il vento nei capelli mi regala la libertà delle azioni e ancor prima quella dei pensieri, li rende leggeri e pronti ad essere condivisi. Senza catene né restrizioni. Questo mi solleva, slaccia ogni zavorra e mi da la possibilità di alzarmi in volo.

Che peccato! Una frenata improvvisa ci ha riportati bruscamente nell’aria fredda e umida. Non adeguata al periodo, al volo degli uccelli che preparano il loro canto al cielo della notte.

Sta arrivando … arriverà.

Fernanda

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