Posted on

Un po’ come un apprendista stregone!


 

Pensieri degli anni difficili

 

 

Eh, da quanto tempo sostengo che la testa non si deve mischiare con il cuore

Leggo, un po’ sorpresa e man mano divertita, l’editoriale di qualche tempo fa e, arrivando alle ultime righe, so con certezza che coglierò l’invito a ribattere. Resisto qualche giorno, poi mi do.


Il mio stato d’animo. Durante le lunghe ore della mia professione mi sforzo di evitare di parlare con…. Mi sforzo di evitare di parlare. PUNTO! Quanto tempo potrò ancora resistere? La ricerca in Italia: veniamo ad essere catturati da un demone che si inserisce all’interno della nostra anima, una passione travolgente che ti fa vivere di luce al neon, fra puntali e provette, affascinati dal mistero della vita, volgendo ogni tanto lo sguardo all’esterno. Contaminati dall’odore dei reagenti, senza ore da rispettare nel senso di “senza fine”, perdi precocemente la vista nelle interminabili giornate trascorse davanti ai raggi ultravioletti che ti consentono di svelare la molecola della vita e molto spesso ti ustioni i polsi ed il viso. È richiesta la trasmissione della informazione a chi viene dopo di te perché fondamento base della scienza è la comunicazione, trasmissione della informazione nei contesti scientifici, che per fortuna, nel nostro ambiente, sono lontani dai formalismi e dagli abiti scuri…, trasmissione della informazione attraverso la modalità di scrittura che impone uno standard da impatto scientifico da mantenere ad un certo livello e che sia, se non in fase esponenziale crescente, almeno costante nel tempo. Il tutto condito da una “miracolistica” quadratura dei conti, che ti fa dimenticare di fare i conti per la tua casa, della tua spesa, delle tue esigenze che si uniscono a quelle di tutto il resto dell’umanità quando esci fuori. Qualcuno potrebbe obiettare: forse i compensi per tutto ciò sono tali da farti dimenticare che i conti si devono mantenere e non lasciarli sfuggire? Mi spiace deludere chi aveva questa convinzione, ma gli stipendi sono totalmente inadeguati all’impegno svolto. Ma…, non è questo il problema e non sarebbe nemmeno giusto, nel contesto storico che viviamo lamentare l’insufficiente compenso. Raramente ci siamo lagnati di questo. Il nostro lavoro per il piacere di contribuire, di poterlo svolgere all’inseguimento della conoscenza che possa inserire un tassello alla comprensione, a volte, dei meccanismi fisiopatologici di alcune malattie per le quali poco si conosce e altamente invalidanti. Il piacere della ricerca! Mi pongo la stessa domanda di qualche riga fa: quanto tempo potrò ancora resistere? Più di un ventennio circa per apprendere, formarsi, investire ed imparare, ancora in corsa perché non mi sento “vecchia” nella mente ma elastica e che tanto può ancora dare, e pochi mesi per ritrovarsi innanzi il vuoto…del silenzio e l’incertezza del futuro.

Un po’ fuori dal comune. Io direi molto fuori dal comune, talmente tanto che in alcuni ambienti mi sento un vero topo da laboratorio, un po’ impaurita e sorpresa dall’esistenza di alcuni meccanismi e incredula che possano verificarsi. Ma, di questo ne sono orgogliosa e contenta.


La logica universale. Non avevo mai pensato di appellarmi ad essa come fosse una persona in carne ed ossa, volgerle delle domande e aspettare le risposte. Grazie a Dio o a chi per lui, sento di possederla anzi di essere al corrente della sua esistenza e soprattutto di saperla usare, cercando di non collidere con le necessità degli altri, pur essendo consapevole che le verità sono soggettive, che ognuno ha la sua e che molto, ma molto spesso, divergono. E sempre più mi avvio verso la modalità del silenzio.


Se fosse vero che nasciamo più volte io vorrei… Beh, mia mamma mi ricordava sempre che quando ero piccola e mi veniva rivolta questa domanda io rispondevo, con molto sicurezza e semplicità, che avrei voluto fare la principessa. Ecco, esattamente questo: se dovessi nascere un’altra volta non vorrei occuparmi di scienza, ma diventare una principessa. Né un idraulico, un antennista, un colto pizzaiolo o un riparatore di frigoriferi, ma una bella principessa. Senza dovermi preoccupare del reame però, perché, questo, compito dei reali miei genitori ed io solo presa ad impiegare il tempo nella cura della mia persona e nei giochi. Insomma vorrei rinascere principessa senza diventare regina, che richiederebbe un impegno maggiore. Quindi, in sintesi, non vorrei crescere e diventare adulta. Ma, guardiamoci bene in faccia: siamo cresciuti davvero? Se ci fermiamo a sottilizzare sulle parole senza comprenderne veramente il senso, se immaginiamo di convivere con un elefante perché incapaci di mostrare la parte più vulnerabile di noi stessi, se, appena arrivati, ci viene la voglia di scappare a gambe levate, magari dalla finestra…, perché non hai ancora capito bene quello che stai facendo, ci possiamo ritenere veramente maturi? Adeguati all’ambiente in cui viviamo? Non sarebbe più semplice accogliere il “ritardo” e incamminarsi verso la comprensione? Magari tutti insieme e con gentilezza…


Molte volte siamo insopportabili. Alcune volte riusciamo ad essere noi stessi, a tirare fuori quello che c’è dentro senza aver paura di ferire. A mostrarsi così per come si è, a stabilire un contatto diretto fra le anse dell’anima, dove si annidano emozioni e paure, e l’esterno, e comunicandolo finiamo per fare paura, spaventare l’altro, che si vede invaso da questo torrente di sincerità che riflette la stessa cosa che c’è dentro lui. Così ci si ritrova a piangere senza capirne bene il motivo, e ti prende l’ansia perché pensi che forse stai perdendo la vitalità, che assume un andamento verso il basso e che ti trascinerà là dove temevi di arrivare fin dall’inizio.


Il passato, il presente ed il futuro. Imprescindibili l’uno dall’altro. Fanno parte della costituzione della tua persona: il passato, le basi per costruire le fondamenta, te lo porterai appresso per tutto il viaggio della vita, comunque sia. Imparerai ad apprezzarne il valore e, si spera, non quando non avrai più la possibilità di toccarlo con le mani. E questo vuole essere un invito a tutte le persone che ne vedono solo il lato quello non bello. Il presente, va condito di imprevedibilità per renderlo gustoso e accattivante da vivere, quindi si “succhia” se lo sai osservare. Anche qui, volevo suggerire ai lettori una sosta sotto la volta stellata, magari in un posto dove si può bene apprezzare osservando. Non lo so se si trova il senso della vita, ma, a me, è capitato di “percepirmi” in un momento di grande dolore, toccandomi fin dentro l’anima e godendo del profumo dei miei pensieri più belli. Il futuro, lo si trova nel fondo del vaso di Pandora, magari senza caricarlo troppo di aspettative. Il colore del futuro. Cerco di vederlo attraverso un raggio di luce che passa una goccia d’acqua scomposto nei sette colori dell’iride. Qualcuno dirà che vedo con gli occhi “troppo” innocenti dei bambini. Beh, si è vero e ne sono fiera. Ma, è il presente quello che conta, pur non potendoci scrollare dall’andato e da quello che verrà. Ha ragione Goffredo, non si cambia, ci si può solo trasformare e cogliere tutti i messaggi che arrivano dalla vita come suggerimenti e segnali, come opportunità per salire un altro gradino. Per arrivare fino a…, io personalmente vorrei avviarmi al silenzio.


L’egoismo e l’altruismo. Concetti molto legati alla capacità di amare in maniera incondizionata. Quante volte abbiamo veramente sentito di avere amato solo per donare, per rendere felicità all’altro senza avere nulla in cambio? Ma ne siamo davvero capaci? Qualcuno direbbe che amare per il piacere di trasmettere benessere è comunque un modo per sentirci bene con noi stessi, in fondo per gratificare la nostra persona e quindi che è un gesto di egoismo. E io mi chiedo: cos’è allora l’altruismo? Non esiste. Non posso crederci. Ci saranno vari gradi di egoismo, come anche di altruismo. I lettori perdoneranno le mie elucubrazioni trasmesse attraverso l’uso forse un po’ inappropriato delle parole, ma spesso uso gli aggettivi in una maniera un po’ così, senza veramente comprenderne il significato. Effettivamente è vero, io mi fido molto di più di quello che sento attraverso altri sensi (la vista e l’olfatto). Al rigido significato delle parole regalo molta libertà. Mi rendo comunque conto che questo crea delle profonde incomprensioni e me ne assumo tutte le responsabilità.


Cosa dicono di me? Permalosa e suscettibile, io aggiungerei anche fortemente “incazzusa”. Presuntuosa, diciamo che sono molto sicura delle cose che mi appartengono, ma pronta a mettersi in discussione fino a smontarmi nelle particelle infinitesimali che compongono la materia. Avrei volentieri partecipato alla scissione dell’atomo, sono infatti affascinata dalla fisica e dalla chimica e non è detto che non diventi la mia materia di studio negli anni a venire. No, l’arroganza non mi appartiene, anche se a volte penso ad alta voce non riuscendo a fermare la parola che consegue al pensiero… Fissata con l’ordine e la pulizia, qui c’è da fare una precisazione di carattere ereditario con l’influenza dell’ambiente: diciamo che mi sono cresciuta nell’ordine e pulizia maniacale ma che la mia vera natura è tendente all’entropia massima. Di conseguenza i miei geni si esprimono all’esterno, ma solo in alcuni ambienti (chissà poi perché), secondo le regole del tutto a posto e che non si deve spostare una virgola; poi nell’interno, in quello che non è visibile (vedi armadi, cassetti) il fattore epigenetico ha modificato l’espressione dei miei geni e ha dato vita alla parte che io ritengo essere una delle migliori di Fernanda: il caos! Non russo, ma soffro di sonnambulismo e spesso al mattino mi sveglio con la testa sul comodino, oppure in bilico, quasi sul punto di atterrare sul pavimento. Quindi notti molto agitate e combattute che possono infastidire. Dell’automobile preferirei non parlarne in quanto sto vivendo un grosso momento di crisi e non riesco ad identificarmi in alcun modello. L’aria condizionata a palla, suscito spesso, e me ne accorgo, è bene che lo sappiate…, le ire di chi, normalmente, avverte le condizioni climatiche estreme dell’estate. Io ho sempre freddo. Ho creato una sorta di protezione che mi avvolge dall’esterno, mi isolo talmente tanto che non avverto nemmeno i 40°. Infatti spesso si dice di me: quella che vive nel suo mondo, su un altro pianeta. È vero e sempre in linea con l’obiettivo che sto perseguendo: l’assenza di parole. È un po’ stralunata, qualcuno ha detto naif. Grazie! Vorrà dire che sono originale e che mi discosto dalla norma.


So proteggermi dalle aggressioni? Mah, non ne sono tanto sicura, ma non mi sento un martire, pronta a consapevolizzare le mie debolezze e farne punti di forza.

A questo punto mi viene da pensare ad una maglietta che ho acquistato in un luogo di mare nella scorsa settimana fra lo scorcio finale delle ferie. Una di quelle che si fanno stampare e che spero diventi la colonna sonora della mia restante esistenza. ME NE F8!!! O almeno spero di riuscirci.

 

Fernanda (10 settembre 2010)

 

PS: non credo di aver rinfrancato dimostrando il contrario, ma ciò non toglie che non vedo uno dei canali televisivi principali da più di un anno. Se qualcuno ha qualche suggerimento da darmi gliene sarò molto grata.