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Di certo, ognuno di noi ne ha un concetto. Entrate a vedere se siamo in sintonia.


 

COSA È L’AMICIZIA

– di Giovanni Russo –

 

Prima di comunicarti il mio pensiero sull’argomento, ti prego di ponderare sulle parole di VITTORIO BUTTAFAVA, dal suo libro: ” LA VITA E’ BELLA NONOSTANTE”

“Tutti si lamentano perché gli amici veri non esistono.

Noi ci lamentiamo degli altri, e gli altri si lamentano di noi.

Questo significa che l’amicizia, sebbene ardentemente desiderata,

è contraria alla natura umana o almeno straordinariamente eccezionale.

Infatti è così.

Per loro natura gli uomini sono dominati da due passioni prepotenti:

l’egoismo per se stessi e l’invidia verso gli altri.

Ma queste passioni, che veramente muovono il mondo, sono l’opposto dell’amicizia,

la quale richiede altruismo e generosità. I veri amici, dunque, non sono uomini,

ma angeli.

E tutti sappiamo che il mondo è avaro di angeli”.

 

 

L’amicizia è una forma di strumentalizzazione dell’altro, per soddisfare il proprio tornaconto (egoismo). La parola amicizia arricchita con orpelli nelle sue colorite e varie sfaccettature di apparenze ingannevoli: sincera affettuosa, fraterna, profonda, duratura, è il mezzo mediante il quale ogni Essere Umano PUO’…quello che vuole.

“Io per appagare i miei bisogni, i desideri o per superare le mie difficoltà

ho necessità di te, ma non voglio che tu capisca che ti voglio usare come un oggetto”.

 

AMICIZIA

UN EPISODIO STORICO

 

Diego De Almagro ( 1475-1538) avventuriero spagnolo, iniziò con Pizarro la conquista del Perù; il loro sodalizio iniziale, tanto stretto da farli definire: ” Un uomo solo in due corpi“, si trasformò, poi, in una rivalità spietata, per avidità di conquista, e terminò con la morte di Almagro, catturato ed ucciso dai fratelli di Pizarro. A sua volta Pizarro venne ucciso dal figlio meticcio di Almagro, Diego De Almagro il giovane.

 

TU MI SERVI

A me piace molto il teatro in genere ( dal quale fra l’altro ho imparato tanto ) ed in particolar modo, il teatro di Eduardo De Filippo e di Gilberto Govi. Mi risuonano, molto spesso, frasi sagge, significative, incisive, del linguaggio popolare che mi fanno riflettere, continuamente. Una frase che fra le altre vivo quotidianamente, durante il mio lavoro di psicoterapeuta, è

 

TU MI SERVI

 

Celata, sottintesa, mistificata, agghindata, colorita in salse diverse ma significativa ed umanamente reale la ritroviamo in ogni relazione umana. È detta in una delle opere di Eduardo De Filippo “Filomena Marturano” e risuona, ogni volta che la risento, nella sua cruda realtà, dalla bocca della protagonista, come una sentenza fredda tagliente, ma vera. Senti come suona sgradevole “TU MI SIERVI” eppure, se provi ad inghiottire la frase ed assapori l’amaro che ti resta in bocca, dall’eco dei suoni senti, ti accorgi, che è vera e vale per tutti.

Gli uomini chiamano amicizia una società di interessi, uno scambio d’aiuti, un commercio insomma,

in cui l’amor proprio spera di potere guadagnare qualche cosa”

La Rochefoucauld

(Maximes 83)

 

Investe la vita di ogni Essere Umano che in rapida successione si può verificare, dalla nascita in poi: genitori, educatori, sovrastrutture, società in genere; TI SERVONO, e questo, fino a quando anche tu, cominci ad esser utile, a servire; e come cambiano i rapporti: prima da ragazzo, tutto ti era dovuto, poi…ogni cosa che vuoi ti costa e devi servire, perché nessuno ti regala più niente e se tu non servi, tutti ti ignorano fino a che, vecchio, non servi più, almeno per gli altri.

Tutto ciò ha il sapore di tristezza ed in chiave del: tu mi servi, sembra essere una cosa arida, priva di affettività, fredda. La nostra società è allevata nel calore dell’affettività e sembra che tutto debba continuare così, ma, fin dalle scuole elementari si scopre che l’affettività, molto spesso non risolve i molti problemi, ci si accorge che moneta di scambio è proprio il “TU MI SERVI” ed allora ccettiamola, è reale, fa parte dell’umanità ed anche se non ci piace, se suona male, se ci è sgradevole è utile come il defecare, che pur essendo sgradevole per gli altri, per noi è necessario e nessuno si sogna di trovarlo ripugnante, almeno per se stessi.

Ma in fondo non si hanno amici, si hanno soltanto dei complici.


E quando la complicità cessa, l’amicizia svanisce

Pierre Reverdy

( Le livre de mon bord)

 

Giovanni Russo

Fine della prima parte.

 

 

Commento e Riflessioni

 

Nell’attesa della seconda ed ultima parte sull’argomento AMICIZIA, questa volta io mi astengo da giudizi affrettati e vi propongo di visitare i lavori precedenti a questo del prof. Giovanni Russo, presenti in questa sezione, in particolarel’Egoismo“, “l’Altruismo“, “Chi è l’Essere Umano“.

A presto.

Francesco Chiaia – (24 febbraio 2003)

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