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Avrei voluto chiederti…


Racconti, riflessioni ed emozioni

Una strana sensazione di indefinita e incompiuta vaghezza mi pervade… difficile da rendere intelligibile attraverso le parole, da dipingere con colori nitidi e chiari, oppure da cantare con suoni precisi ed intonati… ineffabile come gocce d’acqua che evaporano sotto il sole d’agosto senza lasciare tracce di bagnato su nessuna superficie… Fatico ad afferrare il senso di questo mio sentire… un senso che sfugge tra le dita come fumo che si dissolve ma che nel buio non lascia intravedere…

In questa notte di stelle alzo gli occhi al cielo, volgo lo sguardo oltre l’orizzonte cercando la linea di confine che separa il sogno dalla realtà e mi domando se lassù ci sarà uno spazio per dimenticare, se ci sarà un giorno un tempo per ricominciare… se esisterà un luogo dove riporre ogni pensiero triste, ogni momento di rabbia, ogni delusione per potersene affrancare…

Credo che un simile luogo non possa avere altra sede se non la propria anima, e che non possa esistere lontano da ciò che siamo, da ciò che abbiamo vissuto. Ho imparato quanto questo spazio che si colloca a metà tra le sofferenze passate e le speranze future sia prezioso… quanto sia importante preservarlo per trovare respiro in mezzo alle difficoltà che non è possibile evitare di affrontare, per poi potersi ricaricare e ricominciare… anche se a volte con la mente offuscata dalla stanchezza dei pensieri non riesco a trovarlo, quando invece potrebbe essere così semplice osservare e apprezzare le piccole cose che ho intorno, ma che non sempre riesco a vedere… perdendomi la possibilità di godere di un sorriso che illumina, di una parola gentile che riscalda, di una carezza che riaccende la voglia di amare, di una musica che ravviva e che consola, e di tante altre cose ancora.

Con una velata e lieve malinconia torno a riflettere, e mi chiedo se ci sarà una possibilità di recuperare i frammenti di vita perduti, se ci sarà un’occasione di condividere i pensieri più intimi, le sensazioni più intense, le emozioni più profonde…

Emozioni che per adesso sono soltanto parole scritte su di un foglio dai colori sfumati … pensieri dai contorni indefiniti che fluttuano nell’aria senza poter uscire dal loro perimetro… senza riuscire a trasformarsi in concretezza, senza potersi materializzare per essere “sentiti”, per essere vissuti…

Provo a scolpire e a modellare con cura ognuna delle mie parole, ed invece vorrei che prendessero forma e che si accendessero di colore spontaneamente, liberamente per poi essere condivise…

Ed invece tutto esiste solo nei miei pensieri… Provo a riempire gli spazi vacui dell’esperienza con l’immaginazione, ma ho bisogno di “sentire”, ho bisogno di comunicare… comunicare la rabbia che non riesco a fare uscire senza provare dolore… comunicare il desiderio di cercare affetto e intimità guardando negli occhi, senza dover distogliere lo sguardo… comunicare il bisogno di mostrarmi per quello che sono senza dovermi preoccupare di nascondere le mie difficoltà… A volte mi sembra di avvertire un po’ di dolore quando cerco di lasciarle andare, ma in fondo evitare di nascondersi è il primo passo che si può compiere per provarle a superare… uscire “allo scoperto” e iniziare a vivere, liberamente, intensamente

“fiore che non dura oltre l’ombra di un attimo la tua freschezza persiste nel mio pensiero. Non ti ho perduto se pure, o fiore, non ti ho visto mai…” (f. Pessoa)

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