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Come ho fatto a non pensarci?


Pensieri degli anni difficili

E come dimenticare la prima volta che l’ho incontrato! Un autunno incalzante di pensieri. Pensieri che affollavano. La confusione banchettava fra le aree della mente, poca o nulla la concentrazione, comunque ascoltavo.

È strano, mi è capitato ben poche volte di avere la sensazione di prestare poca attenzione quando invece le domande vengono fuori così, naturalmente. È come se una parte di te stessa volesse rimanere con i piedi ben saldi per terra a fare il suo dovere, stabilire i contatti, delineare i progetti, stimolare la curiosità. L’altro lato invece, quello che dovrebbe essere il più flessibile e disposto a lasciarsi andare, trascina fra le onde agitate dei malesseri, con la testa apparentemente fra le nuvole a trovare non una soluzione ma quasi ad inseguire un pensiero poco chiaro e che non si lascia catturare facilmente.

In ogni caso in quel pomeriggio, accompagnato dal primo fresco della stagione, mi sono ritrovata presa da un impulso che non sono riuscita a dominare… E qui è bene fare una pausa, prima che dalla parte più profonda di Fernanda venga fuori un gridolino soffocato che invita a riflettere. Perché stiamo parlando dell’anima che và in contrasto sicuramente con gli impulsi da dominare… Allora ricominciamo daccapo. …mi sono ritrovata presa da un impulso che ha trovato liberamente la strada per esprimersi.

Quella volta sono sicura di non aver dato una buona impressione. Un po’ stralunata e poco disponibile al dialogo, rigida, poco attenta a far in modo che l’altro si sentisse a suo agio. Ho guardato bene all’interno di me stessa e su di un foglio stropicciato la penna ha cominciato a tracciare e disegnare i vuoti dell’anima, quelli da riempire e sistemare.

Quest’oggi mi sveglio d’improvviso, è mattino presto, non ancora alba. Manca poco. Una sottile punta di sofferenza mi scuote, legata al ricordo di quanto si è vissuto. Provo un senso di nostalgia un po’ diverso dalle altre volte, è come se avessi paura di dimenticare. I suoni, gli odori, le voci, ogni angolo di pelle. Ascolto il dolore di chi in questo istante prova la stessa sofferenza e mi rivedo in lontananza. Sembra sia trascorsa un’eternità. Le ore scandite da un tempo che è avanzato lentamente, che ha lavorato modellando l’anima, smussandone gli angoli preparandola all’urto, cercando di preservarla dagli slanci e dalle sensazioni forti. In fondo è stata solo una breve fuga, accompagnata da una potente illusione.

Il desiderio di trasmettere il sogno nasce nell’immediatezza di una realtà che ben poco ha da condividere in alcune giornate. Quelle che esplodono nella limpidezza dei colori tersi della natura, ma che sai bene fin dai primi momenti devono passare senza lasciare alcuna traccia.

Bella la tenerezza che avvolge lo stato dell’animo, sensazione profonda ma nello stesso tempo di leggerezza, piena di accordi che legati insieme compongono un motivo dolce all’ascolto. Alcune melodie evocano nella mente un senso di pace posseduto da un mistico silenzio che non và disturbato, semmai favorito nelle atmosfere e solo ascoltato.

Lui è sempre lì di fronte a me, con lo sguardo basso come se avesse percepito lo smarrimento che travolge la mia anima, i nostri occhi non si incontrano mai ma si sentono. Per un momento cerco di sfuggire e nascondermi nelle tante sfaccettature che si creano inconsapevolmente all’interno della parte più intima, ma è come se un qualcosa dal basso mi sospingesse a venire allo scoperto, invitandomi a non esitare e ad osare…

Adoro addormentarmi di un sonno fresco nei posti saturi dell’allegria dell’estate, fra le urla gioiose dei giochi dell’acqua, il fruscio del vento nei capelli e fra la pelle. È uguale al sogno più bello che si può realizzare da svegli, quando la spensieratezza libera il buonumore, il gusto della vita, la voglia di assaporare ogni istante e in ogni situazione. E anche quando la stanchezza per la quotidianità prende il sopravvento ci si ritrova a svegliarsi finalmente liberi e senza timori. Ritagliare e trasmettere la parte più gustosa della spontaneità, aprendo la porta all’anima.

Fernanda

– 21 Agosto 2007

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