Posted on

L’infinitamente piccolo. Infinitamente importante.


 

Pensieri degli anni difficili


Sorprendente, come corpo e mente, legati fra loro in maniera indissolubile, possano temporaneamente scindersi, allentare i legami che ne definiscono i confini. L’ho già detto, un tempo.

Di uguale importanza. Come è possibile che due cose apparentemente distati, pur sistemate lungo lo stesso tragitto, ma in direzioni opposte, possano assumere lo stesso valore, lo stesso significato?

L’infinitamente piccolo. Infinitamente importante.

Mi lascio catturare, come una volta, dal tiepido pomeriggio, alla fine di una settimana di corse in risalita. Senza grosse complicazioni la cosa giusta si sistema al suo posto in maniera del tutto naturale, senza sforzo alcuno. A volte non è necessario trovare la posizione, affannarsi a che sia perfettamente calzante nel contesto, può essere che spontaneamente trovi la sua collocazione.

E se dovessero intervenire i rimorsi ed i rimpianti?

Faccio un giro, forse un po’ più lungo del solito in questo periodo della vita e mi ritrovo nello stesso punto. La sensazione che torna indietro non è di delusione però, anzi mi convinco che “di uguale importanza” è una regola che vale si, ma solo se si è disponibili mentalmente in termini di flessibilità. Concetto complicato da stendere!

Finalmente dopo mesi di ricerca riesco a sentire quella sensazione di accoglienza di cui ho bisogno, che ho immaginato potessi trascinare, trasportare come parte di me.

Cerco di trovare un equilibrio fra la necessità di prendere informazioni, senza dover aggiungere.

E scrivo. Lasciando che la penna divaghi sulle righe, prenda prepotentemente le parole dal di dentro e le trasferisca là sui fogli. Molte però le porte e le finestre aperte, forse creando confusione. Dipingo i concetti cercandone l’importanza e una volta trovata verifico l’uguaglianza.

I paragoni. Siamo mentalmente abituati come esseri umani, ad avere un riferimento, uno standard da seguire, forse per non perdere il filo, per avere una sicurezza in più cui uniformarsi.

Intravedo uno spicchio di luce abbagliante, si insinua nella penombra che ha avvolto in questi giorni la quotidianità, impedendone il naturale svolgimento.

Forte, l’essere umano. Pieno, di risorse da scoprire.

La chiarezza fornisce la soluzione alle troppe domande che affollano la mente, ma la strada per arrivare ad essa è lunga e piena di ostacoli da superare, di dubbi da risolvere e anche di nodi da sciogliere. Sfoglio velocemente le pagine bianche di primo mattino, quasi come se il silenzio della notte avesse suggerito un segno da interpretare, una indicazione.

Fra me e me sorrido, non riesco a convincermi dell’importanza di quel sogno e contemporaneamente cerco di svilirne il valore, riportando la freschezza delle immagini vicina alla nitidezza della realtà.

Vorrei poter rivedere il momento che ha segnato un grande passo…

Si dice che non è possibile rivivere due volte lo stesso istante e allora cerco di apprezzare più, vivere più intensamente, gustare fino in fondo sorseggiando lentamente.

Il tutto magicamente si risistema, ritorna l’armonia della realtà. Ma con la stessa intensità

sopraggiunge un istante di panico, partono diecimila reazioni incontrollabili, la mente inizia a viaggiare veloce e senza fermarsi e mi ritrovo punto e a capo.

Di uguale importanza. Quelli di prima e quelli di dopo si incontrano sulle due rive opposte di un ruscello d’acqua. Qualcuno un po’ più stanco, altri senza molte parole sorpresi dal divenire degli eventi, e poi, senza nemmeno troppo nascondersi, quelli che hanno già sbirciato il futuro. E, anche se solo per un momento, è bastato. Di fronte alla necessità di dover fare delle scelte. Sarebbe bello rimanere impassibili a guardare. Già sarebbe bello.

 

Fernanda

Print Friendly, PDF & Email