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I giocatori di oggi, la dipendenza, l’aiuto con il counseling.


 

Crisi economica e gioco d’azzardo: esiste una relazione?

 

"Bisogna dimostrare loro… Sappia Polina che io posso ancora essere un uomo. Basta soltanto… Adesso, però, è tardi, ma domani… Oh sì, ho un presentimento e non può essere diversamente! Ora ho quindici luigi e ho cominciato con quindici gulden! Se si comincia con prudenza… E’ possibile, è possibile che io sia proprio così bambino? E’ possibile che io non capisca che sono un uomo perduto? Ma perché non potrei risorgere? Sì!

Basta essere almeno una volta nella vita cauto e paziente: ecco tutto! Basta, almeno una volta nella vita, dimostrare carattere e, in un’ora, posso cambiare il mio destino! L’essenziale è il carattere. Basta ricordare che cosa mi è accaduto in questo senso sette mesi fa a Roulettenburg prima della mia definitiva perdita!

Oh, quello fu un notevole caso di fermezza avevo allora perduto tutto, tutto… Esco dal Casino, guardo nella tasca del panciotto trovo ancora un gulden. “Ah, avrò dunque di che pranzare!” pensai ma, dopo aver fatto cento passi cambiai idea e tornai indietro.

Puntai quel gulden sul manque (quella volta ero fissato per il manque) e, in verità, c’è qualcosa di particolare nella sensazione che provi quando solo, in un paese straniero, lontano dalla patria e dagli amici, senza sapere che cosa mangerai oggi, punti l’ultimo, proprio l’ultimo, l’ultimissimo gulden! Vinsi e dopo dieci minuti uscii dal Casinò con centosettanta gulden in tasca.

E’ un fatto! Ecco che cosa può significare a volte l’ultimo gulden! E che cosa sarebbe accaduto se allora mi fossi perso d’animo, se non avessi avuto il coraggio di decidermi?

Domani, domani tutto finirà!" (da "Il giocatore" F .Dostoevskij)

 

Il 27 luglio 2011 la rivista Adnkronos Salute ha trattato il tema del gioco d’azzardo riportando i risultati di un sondaggio realizzato dall’eurodap. Da quest’ultimo emerge che "cinque italiani su 10 considerano il gioco d’azzardo una concreta opportunità per uscire dalla povertà".

Come sosteneva Eugen Fink "Giocando siamo per un po’ liberati dall’ingranaggio della vita, come trasferiti su un altro mondo dove la vita appare più leggera, più aerea, più felice" .In particolare, Il gioco d’azzardo è un’ occasione per costruire una realtà parallela, la possibilità di inventare un futuro, uno spazio immaginario che ti permette di fuggire temporaneamente dai disagi della vita quotidiana e, oggi più che mai, un luogo in cui giocarsi la possibilità di avere ciò che non si riesce ad avere diversamente (per mancanza di lavoro o di un lavoro ben remunerato): soldi… e attraverso i soldi il benessere economico e non, personale e familiare.

Ad avallare la relazione povertà-crisi economica-gioco d’azzardo sono i dati dell’eurispes dai quali emerge al 2005 che investe di più verso questa direzione chi ha un reddito inferiore: giocano il 47% degli indigenti, il 56% degli appartenenti al ceto medio-basso, il 66% dei disoccupati.

E lo stato? Non aiuta e, anzi, si identifica come fattore culturale predisponente all’emergere di patologie collegate al gioco d’azzardo. Nei continui messaggi schizofrenici e paradossali di fatto continua a sostenere tale industria per risanare (anche lui) i suoi debiti. Confermano ciò alcune azioni recenti:

  1. La legalizzazione delle slot machine avvenuta nel 2004 quando il Ministro delle Finanze insieme ai Monopoli decidono di legalizzarlo firmando una convenzione con 10 concessionarie a cui affidare il controllo, la regolarità delle macchinette e la raccolta
  2. L’idea di affrontare la ricostruzione dell’Abruzzo (Aquila) con soldi ricavati dalla vendita del gratta e vinci, lotterie, slot machine, bingo, video poker, superenalotto e video lottery terminal, come prevede il Dl 39/2009;

Quanto guadagnano il cittadino e lo stato a giocare con il gioco?

Stato: il mercato del gioco d’azzardo ha fatturato più di 61 miliardi di euro nel 2010. Questa industria è la terza industria d’Italia.

Cittadino giocatore: questa industria oggi è al secondo posto come causa di indebitamento e usura, e l’Italia ha il primato mondiale procapite, (oltre 500 euro a persona), e in Regioni quali Sicilia, Campania, Sardegna e Abruzzo le famiglie investono in gioco d’azzardo il 6,5% del proprio reddito.

Quali che siano i motivi, ad oggi in Italia il 3% della popolazione ha un vero e proprio problema di dipendenza da gioco. Ammetterlo, riconoscerlo, fermarsi non è facile ma è possibile.

Noi non crediamo all’assunto "se il popolo teme il futuro dategli l’azzardo!". Il popolo teme il futuro, ogni persona e quindi ogni collettività che vive un momento di disagio, di crisi ha difficoltà ad immaginare il suo futuro, figuriamoci a progettarlo! E se una soluzione si concepisce, essa ha la forma del miracolo e dell’istantaneo… un attimo, un’azione che cambia la vita. Ma si possono intraprendere azioni in attimi che possono rovinare intere esistenze. È in momenti di disagio che con l’aiuto di qualcuno si può non vincere ma recuperare la propria innata capacità di guardare al futuro (il futuribile) e la capacità di mettere i tasselli per arrivare a quel futuro… progettare, costruire per migliorare ciò che non soddisfa della propria vita.

Per i due temi toccati in questo articolo, cioè lavoro e dipendenze da gioco, ho l’obbligo di sottolineare e ricordare i servizi offerti dalle associazioni Neverland. [Neverland No Profit-> https://www.lastradaweb.it/article.php3?id_article=4448&action=print
]

in collaborazione con Neverland “ONLUS” (due associazioni nate dall’esperienza di Neverland Scarl, Ente accreditato dalla Regione Calabria, grazie alla disponibilità di avvocati, counselor, docenti, giornalisti, mediatori familiari. medici, psicologi e psicoterapeuti) ha attivato un servizio di aiuto telefonico, a disposizione di chi vuole trovare ascolto e comprensione per problematiche personali. Risponderanno persone competenti nella relazione d’aiuto. Il servizio è anonimo e indipendente da qualsiasi ideologia politica e/o religiosa. Il servizio è gratuito. A carico di chi chiama, solo il costo della telefonata (in base al tariffario stabilito dal proprio gestore). Chiunque ritenga di averne bisogno, potrà telefonare al numero 0984 1716076. Si osserveranno i seguenti orari:

  • Lunedì / Martedì / Giovedì / Venerdì / Sabato dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18
  • Mercoledì dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 20

Questa iniziativa, si aggiunge ad altre attività, sempre gratuite, fra cui:

  • Consulenza e assistenza di counseling (presso la propria sede di via Puccini n° 100, a Castrolibero), per tutti coloro che vivono situazioni di disagio sociale.
  • Consulenza e assistenza di Carrier Counseling (“ORIENTAMENTO AL LAVORO”) relativamente a bilancio delle competenze, stesura curriculum, simulazioni colloqui di lavoro, ricerca lavoro, business plan, captazione finanziamenti.

 

Quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e ad uscirne vivo. Anzi, non sarai neanche sicuro se sia finita per davvero. Ma su un punto non c’è dubbio. Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi è entrato.  (Kafka)

 


Fonti

  • www.internationalpost.it
  • www.adnkronos.it
  • www.eurodap.it