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Fra tanti consigli più o meno interessati, saremo in grado di spiccare il volo?


 

Quaderni di psicologia

 

Arriva, puntuale, strisciante, insinuandosi con aria disinteressata nel nostro quotidiano a inficiare quella risolutezza faticosamente conquistata per farti ripiombare nel vortice dei dubbi o, nel migliore dei casi, demolire quel rivolo di positività che hai deviato al corso principale di quel fiume mnemonico che genera negatività faticosamente combattuta. Sono i gratuiti pareri altrui: parenti (serpenti), amici, estranei “diligenti”, incompetenti e ignoranti di te e su te, che si arrogano il diritto dell’irruenza in nome della sapienza. Falsa, come il loro Giuda, il serpente biblico, come tutta quella serie di convenevoli: “lo dico per te”, “lo spero per te”, “te lo auguro”, tipici di chi non ha interesse vero e sincero o sotto sotto è animato da quella sottile, velenosa vena di invidia fine a se stessa.

Siamo vittime di questo!?

Forse sì, ma sarebbe ed è troppo. Troppo e troppo poco per gettarci nel fango a disperare i nostri sforzi reattivi faticosamente strappati alla sofferenza. Ci fanno del male, non ci comprendono sinceramente, vorremmo tanto giustizia (la nostra correttezza lo impone), ma non c’è. E allora che facciamo!? Piangiamo, ci disperiamo, imploriamo aiuto ai nostri consapevoli inconsapevoli carnefici!?

E noi dove siamo finiti!?

Spariti, annullati!? Può il lancio di inutili, piccoli sassi di ignoranza e chiusura mentale di chi non ha trovato se stesso e bada al tuo per non pensare al suo, ci può distruggere, fare affogare nella palude, faticosamente recuperata a terreno coltivabile, i frutti della nostra conoscenza acquisita? E no! Qui serve e si rende necessaria: la Ribellione. Tirar fuori l’ancora di salvezza dell’egoismo positivo, che riportando l’attenzione su ciò che conta: noi stessi, ci ricorda la forza della diversità, il coraggio dell’innovazione e il prezzo da pagare per l’audacia di usarle. Il coraggio delle proprie azioni, frutto di pensieri a confronto di logica, e dinamiche di valutazione corretta.

Fatta la doverosa analisi delle motivazioni e relativi vantaggi rispetto agli svantaggi se la convenienza è tangibile, se sappiamo, quindi, di essere nel giusto, le nostre idee meritano il nostro supporto, la nostra disponibilità a lottare per esse. Tutto è contro, tutti lo sono, beh… sarà, come al solito, dura, ma ci sarò. Non mi tirerò indietro. Per il diritto alla vera libertà: quella di essere me stessa, di portare avanti le mie idee, la mia individualità per il futuro della personalità nella collettività. Servo, perché sono una dei tanti e come tale faccio parte di una società, che non mi piace, e per questo voglio contribuire a cambiare, migliorandomi per migliorarla. Quindi mi difendo, ma lottando con la forza delle idee, il coraggio della conoscenza, la sicurezza della preparazione e quella innata grinta che viene fuori quando è in pericolo la nostra dignitosa sopravvivenza. Non permettiamo a nessuno di gestire i fili della nostra vita, né al subdolo di inquinare i nostri pensieri, né all’arrogante di arrogarsi i nostri diritti, non senza lottare con la convinzione del valore di sé e la consapevolezza di quegli ideali soggettivi della nostra oggettivazione.

Spicchiamo il volo, gustiamo il sapore della conquista, voliamo alto e affrontiamone le difficoltà con coraggio e decisione. Torneremo più forti e saggi, più pronti ad abbandonarsi al “bello della vita”, la nostra, quella che abbiamo modificato, migliorato, conquistato, realizzando noi stessi. Quelli che abbiamo scoperto di essere veramente o poter diventare in un percorso di conoscenza che ci illumina e ci indica la strada del ritorno a quella condizione di bimbo, libero da conflitti indotti e malassorbimenti emozionali, che è punto di partenza per la messa a punto di un cantiere dove il capomastro sono io, per me. Per ricostruire su basi più solide quell’edificio, che se pur poco ingombrante e vistoso, sarà unico perché diverso e diverso perché mio!

 


Dora Principe (25 Agosto 2008)

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