Posted on

Inesorabile si ripete…


 

La storia di sempre inesorabile si ripete, identica a se stessa in ogni piccolo particolare, sempre con lo stesso copione che blocca la scena costringendola ad un eterno replay. No, ancora non sono libera. Ancora il presente trascina con sè retaggi e coercizioni di un passato che forse non è ancora abbastanza lontano. Anche questa sera ho scelto di non aprire la porta e di non permettere ai desideri di prendere una boccata d’aria, necessaria dopo aver tanto trattenuto il respiro.

Ma avverto come una profonda lacerazione il divario che c’è tra tempo ed esperienza, divario talmente ampio da farmi percepire come lontana l’opportunità di cambiare. Eppure ad un certo punto il bisogno di andare dovrebbe superare i condizionamenti che inducono a restare, dovrebbe pesare di più di qualsiasi paura, ed invece finisco per preferire la mia “disperata tranquillità”, perché so di conoscerla e di poterla gestire. Mi sembra d’aver vissuto come se la vita fosse uno specchio d’acqua immobile, ed io sempre un passo indietro lungo gli argini a guardare, senza mai bagnarmi, senza mai provare a smuovere quell’equilibrio imperturbabile. Una calma immobile e silente ricopre ogni cosa intorno, ammantando tutto di un grigio che non consente di vedere oltre.

Non mi sono mai sentita pienamente libera di mettermi alla prova, di fare esperienza, di conoscere, di amare. Come uscire adesso da questa abitudine che percepisco essere in netto contrasto con quello che invece vorrei? Una parte di me pensa che sarebbe meglio lasciare le cose così come stanno, ma un’altra parte crede che se stanotte chiudessi gli occhi per non riaprirli più, il rimpianto più grande, sarebbe proprio quello di non essermi mai aperta alla possibilità di amare, d’avere vissuto a volte sopprimendo qualsiasi istinto, qualsiasi impulso.

Cambiare diventa un’assoluta esigenza, ma forse una vita non basterebbe a rimettere insieme i pezzi e a ricucire gli strappi. Tutto il tempo racchiuso all’interno di un’esistenza non riuscirebbe a colmare i vuoti e a recuperare ciò che andato perduto. Resta però la preziosa possibilità di imparare a godere di quello che rimane, l’opportunità di non restare passivi di fronte alla vita che scorre.

Non mi turbano le sensazioni che derivano da questi pensieri, perché mi mantengono in vita, e mi danno prova del fatto che dentro di me è ancora vivo il desiderio, anche se possono far male, anche se infinite volte mi sono sentita come se tutto dentro di me dovesse inevitabilmente crollare. Ma sono ancora qui, con i miei desideri, con le mie speranze, ed ogni cosa sembra aver conservato inspiegabilmente il suo posto. Resto un po’ destabilizzata da questa presa di coscienza, e mi chiedo se è così che doveva essere. Mi chiedo se non avrei potuto fare di più, e che cosa sarebbe giusto fare ora. Credevo di dover risistemare ogni singolo dettaglio, e che farlo avrebbe comportato la rinuncia a tutto quello a cui ero legata e che credevo appartenermi, facendomi sentire sgretolata nel profondo. Eppure sono ancora tutta “intera”, in balia del vento che muove le mie insicurezze, ma pur sempre in piedi.

 

Di Anonimo

 

 

 

Print Friendly, PDF & Email