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Un italiano su dieci è a rischio. Ecco come difendersi.


 

In Italia un navigatore su dieci viene derubato dei propri dati personali. In media ogni vittima ci rimette € 353,00. Il dato è di una ricerca online del sito YouGov, realizzato per conto della società VeriSign che certifica la sicurezza dei siti. Nel 2009 alla polizia postale sono giunte 3267 denunce. Secondo le associazioni dei consumatori, ad essere a rischio è un italiano su cinque, il fenomeno, è dunque in crescita e ad essere vittime sono soprattutto i giovani che tendono, con facilità, a mettere la loro privacy in piazza sul web, soprattutto sui social network dove succede di tutto, come anche il furto delle identità di personaggi famosi, artisti e politici. Lo scopo è quello di fare scherzi agli amici o per puro (ed infantile ) divertimento.

Le indagini delle associazioni dei consumatori non si limitano alle frodi su internet, ma includono anche quelle che accadono nella realtà, senza navigare sul web.

La più comune è la conseguenza dello smarrimento del portafoglio, nel 40% dei casi, oltre a perdere i soldi si perde il nome, nel senso che le carte di identità o le carte di credito smarrite e sottratte vengono usate per acquisti, contratti e operazioni illecite.

Ma come proteggersi?

La società VeriSign consiglia di scegliere password difficili e di cambiarle spesso. Almeno ogni tre mesi. E’ ncessario, poi, che i siti visitati, soprattutto quelli utilizzati per i pagamenti, abbiano un indirizzo che inizi con: “https” e non “http”. La “s” sta per sicuro. Altro consiglio: per gli acquisti online usare solo carte di credito ricaricabili, con importi prepagati e non fare mai shopping o banking sul web attraverso le reti wi-fi pubbliche come quelle degli hotel o degli internet bar. Qualcuno potrebbe aver creato una “evil twin (rete wireless gemella) per impossessarsi del nome e della password.

E’ importante, inoltre, dotarsi di un antivirus che non sia scaricabile gratuitamente da internet, che abbia un firewall, cioè uno scudo informatico che impedisce gli accessi illeciti al nostro computer ed alla rete internet di casa. In questo modo, sarà difficile che vengano installati dei software per rubare i dati. Fare attenzione anche al caso in cui si sia digitato un indirizzo sbagliato della propria banca, il rischio è di essere reindirizzati verso altri siti, simili nella grafica e costruiti per indurre gli utenti ad inserire i propri dati. Diffidare anche delle mail che chiedono di confermare le credenziali di accesso ai servizi di internet banking.

Tutto ciò riguarda la prevenzione. Ma se il danno è già fatto, cosa bisogna fare?


  • Presentare subito la denuncia la polizia postale
  • Segnalare l’illecito al Garante per la privacy sul sito www.garanteprivacy.it
  • Avvisare la nostra banca.

Non va sottovalutato, poi, il furto dei dati d’accesso alla posta elettronica o ai social network. Ai ladri d’identità interessano anche questi per avere informazioni riservate sull’azienda per la quale si lavora oppure per accedere ai dati dei nostri conoscenti.

In ultimo: chi ha subito la clonazione dell’identità non deve abbassare mai la guardia, l’uso illecito dei dati può avvenire anche dopo un anno dal furto.

 

Maria Cipparrone


[
->http://www.studiolegalecounselingcipparrone.it/]

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