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Tassi usurai delle carte revolving; caro benzina; incentivi del Governo a disposizione dei consumatori dal 15 aprile.


Tutte le associazioni dei consumatori credono che le pratiche commerciali scorrette delle societa’ che emettono carte revolving siano piu’ diffusi di quello che si possa pensare. Per questo plaudono all’operato della Procura di Trani e di Bankitalia, e chiedono agli organi preposti di andare fino in fondo senza tralasciare nulla. L’indagine sulle carte revolving della Procura di Trani ha evidenziato problemi che le associazioni denunciano da tempo. ”Dietro le allettanti proposte, si nasconde sempre qualche insidia” e chiedono di ampliare l’indagine avviata sulle carte American Express in Puglia, perche’ ritengono che il fenomeno non sia isolato, ma che anzi sia abbastanza diffuso. Le associazioni invitano pertanto i consumatori a verificare i tassi applicati sulla propria carta e in caso di tassi usurari a chiedere il rimborso alla propria banca o alla societa’ emittente e a presentare ricorso all’Arbitro bancario finanziario presso la Banca d’Italia. D’ altro canto è ipotizzabile pensare ad una class action a tutela di tutti gli utenti italiani vittime dei tassi usurari applicati sulle carte revolving. ”Da anni denunciamo la poca trasparenza che regna in questo settore, dove i consumatori giocano la parte delle prede da sbranare – aggiungono le associazioni – Ora la decisione della Banca d’Italia apre la strada non solo alle richieste individuali di rimborso da parte di chi ha pagato tassi usurari, ma anche ad azioni collettive volte ad ottenere il risarcimento dei danni subiti”. Infine, si appellano al governo perche’ si riaprano i lavori della cosiddetta Commissione Pinza, che in passato, grazie al prezioso apporto delle associazioni dei consumatori, delle associazioni imprenditoriali e dei ministeri competenti, ha intrapreso un importante percorso teso a promuovere la correttezza, la trasparenza e la legalita’ all’interno di un settore che ne ha realmente bisogno, quello del credito al consumo.

 

La verde supera quota 1,43 euro al litro, il 18,2% in piu’ dello scorso anno, con il risultato che per un pieno occorrono in media 11 euro in piu’. Questi i conti delle associazioni dei consumatori che contro il carocarburanti hanno apprezzato l’intervento del sottosegretario dello Sviluppo economico, Stefano Saglia, che ha ventilato la possibilita’ di una sterilizzazione dell’Iva.”Auspichiamo che questa volta la promessa si realizzi concretamente, dato che e’ il quarto governo che promette un intervento sull’Iva come misura contro il caro carburanti. Ma crediamo che questo tipo di intervento, da solo, non basti, auspichiamo anche un taglio delle accise introdotte per eventi eccezionali dal 1935 al 2004 e poi rese permanenti”.”Per combattere sistematicamente il caro carburanti – aggiunge l’associazione dei consumatori – crediamo sia necessario sviluppare la rete dei distributori no brand e dare la possibilita’ di vendere anche prodotti non-oil ai distributori tradizionali, il cui numero sul territorio e’ sufficiente ma puo’ essere anche aumentato. In questo modo si incentiverebbe la concorrenza, con ricadute positive per i consumatori, in quanto si creerebbero le condizioni per un ribasso del prezzo finale della benzina”.

 

Dal 15 aprile si potra’ accedere agli incentivi disposti dal governo per cucine, elettrodomestici, banda larga. ”Ma attenzione a eventuali aumenti occulti nel prezzo dei prodotti”, e’ l’invito che arriva dalle associazioni dei consumatori che commentano: ”L’attuale situazione e’ l’ennesima conferma che non e’ possibile attuare una politica economica di successo quando ai consumatori non e’ rimasto un soldo in tasca da spendere”. Le associazioni sono sicure che per sostenere la ripresa della domanda sul mercato interno, saranno necessarie misure che vanno ben al di la’ di questa goccia nel mare: ”In particolare, risulta molto importante la fiducia dei consumatori, la quale purtroppo negli ultimi tempi naviga in acque burrascose”. Secondo le associazioni, ci sara’ una battaglia mediatica pubblicitaria. E allora ”ai consumatori va l’invito di non farsi distrarre, e controllare che i commercianti non abusino dei contributi dello Stato per attuare un innalzamento dei prezzi occulto. Come nei contributi per le prestazioni del dentista o quelli per l’affitto, bisognera’ stare attenti che i prezzi offerti sul mercato siano davvero concorrenziali. I consumatori faranno inoltre bene a tenere a mente un altro fatto: gli incentivi saranno in vigore si’ fino a fine anno, ma soltanto fino a quando il ‘monte incentivi’ non sara’ consumato”.

Maria Cipparrone.

 

 

 


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