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Perché siamo noi, che facciamo il futuro.


 

Racconti, riflessioni ed emozioni.

Siamo al primo di gennaio. La sveglia segna un orario che tiene conto dei festeggiamenti dell’ultimo dell’anno circa… In un momento in cui i cellulari sembrano impazziti per gli sms di auguri di buon 2010, di solito formulati con frasi preconfezionate, uguali per tutti, e che portano in fondo il nome del mittente, mi soffermo a fare una riflessione…. Tecnica!

Sono ormai moltissimi anni (più di 12) che ho imparato, entrando nel mondo dell’analisi personale e della psicologia, come si evolve la vita degli esseri umani e, sinceramente, non condivido più tanti luoghi comuni sull’anno che verrà…

Diceva una canzone di DALLA: “Caro amico ti scrivo così mi distraggo un po’….”Si parlava dell’anno nuovo, come quello che inizia adesso, il 2010, e poi di tutti gli altri che riusciremo a vivere nella nostra esistenza…

Ma ci avete fatto caso che si demanda tutto al fato, a questo fantomatico anno che FORSE risolverà i problemi, che forse migliorerà le condizioni economiche, che forse porterà l’amore, la serenità, la prosperità…

Ma ci siamo mai domandati (io sì di sicuro!) quanto fa il suddetto “anno”?

NIENTE!

Ricordiamoci che siamo noi che VIVIAMO in questo nuovo anno. A parte l’imponderabile, siamo NOI che lo animiamo, lo “offendiamo” o lo nobilitiamo, lo rendiamo sterile o fertile


…noi lo rendiamo utile o inutile, speciale o normale… Noi costruiamo il prossimo anno per quel che sarà. Siamo circondati da esseri umani quasi inermi verso il “destino”, che aspettano che tutto arrivi, come mosso da disegni divini, come predeterminato, come incapace di essere “manomesso” dalla “attività” controllata e organizzata dell’essere umano.

Solo chi si è soffermato a riflettere sul proprio valore e su quello del proprio operato sa che il 2010… come il 2011… come il 2012.. come tutti gli anni che verranno e quelli che sono già stati, sono solo uno spazio temporale da “riempire” di “noi stessi”, di quello che sapremo essere e che sapremo produrre.


Qualche anno fa, riflettendo su questo, risposi ad un sms di auguri scrivendo così: Il Nuovo anno è uguale agli altri, fatto di 365 giorni, tutti buoni per diventare speciali, sta a te riuscire nell’impresa!


Continuo ad esserne sempre più convinta anche perché so che stamattina, svegliatami nel 2010, non credo sia cambiato nulla, salvo la data sul calendario… Solo adesso, finito il 2009, so che questo anno appena trascorso, mi ha portato, ma perché io mi sono adoperata per questo, un miglioramento della vita, una maggiore maturità e maggiori risultati personali e lavorativi.

Sono cresciuta, in un anno che ho vissuto appieno e che ho fatto diventare speciale per la mia esistenza, senza aspettarmi nulla che non venisse dalle mie mani… perché credo in quello che sono come dovrebbe fare ogni essere umano che si ami e si rispetti.


Ora so che i miei appena trascorsi 365 giorni sono stati un passo in avanti… vedremo i prossimi… E i vostri?

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