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È di qualche settimana fa che la notizia ha fatto il giro delle redazioni giornalistiche d’Italia e del mondo! Eppure, politici, magistratura, organi di informazione e ….. molti bene informati sapevano, da tempo, che il nostro mare era la pattumiera velenosa e mortale delle scorie residuali delle centrali atomiche. Né ci si deve meravigliare che solo ora la notizia sia esplosa come ( è il caso di dirlo ) un enorme nube al cui interno Cloto, Lachesi ed Atropo si danno da fare da oltre 30 anni. E, sì ! Perchè mai nessuno si è domandato dove siano finiti i fanghi radioattivi delle centinaia di centrali nucleari? Solo in Europa questa minaccia è in atto dal 1960; l’unica nazione immune dall’accusa in questione è l’Italia, grazie a quel referendum che ripudiò questa fonte alternativa e mortale di energia. Che, forse, ci siamo dimenticati della fuoruscita di acqua radioattiva della centrale atomica statunitense di “Three Miles” e dello scoppio del nucleo della centrale di Chernobyl, che, ancora oggi, genera morti e appesta le correnti d’aria che dall’Ucraina viaggiano verso l’Europa, trasportando impalpabili, inodori ed incolori raggi radioattivi ? E quanti altri incidenti sono stati tenuti nascosti all’opinione pubblica, giapponese, francese, coreana, slava ! Dire che il nostro Tirreno sia, ormai, un mare morto, una fonte ittica di prodotti contagiati dalle radiazioni… PER LEGGERE TUTTO IL TESTO, CLICCARE SUL TITOLO.



…che è pericoloso persino immergervisi, per un tonificante bagno estivo è notizia disfattista ed ipocrita; anzi, è il caso di dire che il nostro mare (bacino estremamente piccolo, circoscritto da una miriadi di Stati europei, africani ed asiatici) e il meno inquinato rispetto alle vastità e profondità degli oceani: e la spiegazione è semplice! Le grandi Holding del capitalismo, della finanza e dell’industria mondiale, che hanno le mani in pasta in questo sporco e delinquenziale affare, si sono liberate di tonnellate e tonnellate di scorie di varia radioattività, stoccandola in bidoni piombati, capaci di resistere alle alte pressioni degli abissi marini, oltre che alla inesorabile corrosione delle acque, almeno per un paio di secoli: poi, avvenga quel che avverrà, tanto, usando il motto di Luigi XIV, avranno detto : ” Depuis moi, le déluge “ ( dopo di me, il diluvio ). Né bisogna dimenticare le decine di navi e sommergibili nucleari spariti nelle profondità marine, durante le loro misteriose missioni. Certamente, c’è poco da stare allegri ! C’è, invece la speranza che la DDA calabrese non solo individui i responsabili ma li punisca con lo stesso peso dei delitti commessi! C’è la speranza che il governo centrale mobiliti tutti i mezzi, ivi comprese le tecnologie più sofisticate che alcune strutture militari sovranazionali possiedono, affinché avvenga quella bonifica di cui i nostri mari necessitano, e sperando, soprattutto che 20 anni di indifferenza non abbiano alterato e lesionato i contenitori di morte. C’è un’ultima notazione da fare: al silenzio, non si sa quanto connivente, della classe politica nostrana, improvvisamente fa eco un’alzata di scudi e di proteste vibrate di politici che sanno di colpevole superficialità, dato che il fatto era notorio da almeno otto anni, a chi di competenza; per cui pochissimo ci convincono gli accorati proclami, per esempio, del Governatore della Regione Calabria, Agazio LOIERO; ma, costui, al tempo delle sue funzioni parlamentari, non è stato sottosegretario con delega ai servizi segreti ? ” Intelligentibus pauca “.-

28.09.2009.-

Giuseppe Chiaia – Preside .