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…alla violenza di genere


 

 

In una società come quella italiana, che si autodefinisce moderna ed egualitaria, in cui dopo secoli di lotte per l’emancipazione e per il riconoscimento dei diritti delle donne ancora si assistono a fenomeni scandalosi di dominio e di sopraffazione nei riguardi della figura femminile, il nostro Liceo ha voluto unirsi alla Rete delle donne di Cosenza per lanciare un messaggio forte e significativo contro ogni forma di violenza di genere.

Il “Gioacchino da Fiore” ha, infatti, partecipato attivamente alla manifestazione tenutasi nei giorni 19, 20 e 21 gennaio di quest’anno, organizzata dalla Rete delle Donne al fine di far proseguire la staffetta di un’anfora che unisce le donne in una lotta comune, promossa dall’associazione nazionale Unione donne italiane , per denunciare la presenza di un fenomeno che affligge da tempo il mondo femminile .

Giorno 19 un corteo formato dai rappresentanti delle varie associazioni che operano sul territorio provinciale per affermare i diritti delle donne e dagli studenti delle scuole della provincia, tra cui primo fra tutti il nostro Liceo, ha coinvolto la cittadinanza cosentina partendo da piazza Kennedy e proseguendo fino alla sede del Palazzo Comunale.

Durante la manifestazione si è data voce al disagio che ancora oggi affligge il genere femminile, in ogni campo di interesse, lavorativo, familiare e sociale.

Giorno 20 abbiamo accolto alcune rappresentanti della Rete delle Donne presso la Scuola, confermando la nostra forte sensibilità rispetto a problematiche che riguardano i soprusi e le ingiustizie consumati sulla figura femminile, calpestando la dignità umana della donna.

Attraverso un dibattito aperto che ha visto partecipi attivamente molti studenti del terzo anno, è stata perseguita un’opera di informazione e di denuncia circa casi di violenza perpetuati sul corpo ma, spesso anche sulla mente, della donna.

Un messaggio importante che ha aperto gli occhi di noi tutti sulle modalità con cui la società intera, e non soltanto i singoli individui, consente ancora oggi che accadano casi di prevaricazione sociale, politica e lavorativa nei confronti del così detto “sesso debole”.

Dal costruttivo dibattito sono emerse alcune importanti considerazioni circa molti dei subdoli messaggi emessi dai mezzi di comunicazione e dalla classe politica, che fanno della donna un oggetto di potere e di sottomissione .

Attraverso spot pubblicitari e trasmissioni televisive che impongono al pubblico una mercificazione della figura femminile, si comprende come sia impossibile per la donne affermare la propria dignità umana e culturale in maniera onesta e seria all’interno della società.

Oggi più di ieri, forse, la figura femminile è vista come incapace di pensare e agire autonomamente, senza l’aiuto e il supporto dell’uomo maschio, che si dice capace di decidere per essa e di agire su di essa , esercitando quindi il proprio istinto dominante.

Nelle ultime settimane è emerso, dalle notizie trasmesse dai vari telegiornali, quanto sia reale e triste il fenomeno della violenza fisica nei confronti della donna, ma stenta ancora a farsi strada l’idea che la violenza sessuale sia la conseguenza di un sistema di valori – o forse è meglio dire di disvalori- per il quale la donna è sottomessa psicologicamente e culturalmente alla figura maschile.

Per affermare e dare dignità ai diritti e alla personalità della donna il nostro Liceo ha preso parte a questa iniziativa, al fine di sensibilizzare noi giovani verso un nuovo modo di approcciarci al concetto di democrazia e di parità dei sessi , riuscendo a stimolare soprattutto le nuove donne del domani a ribellarsi verso ogni forma di prevaricazione e di sottovalutazione verso di esse esercitata.

 

Roberta Caruso – III° A

 

 

 

 

 

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