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Necessari per le agevolazioni sociali.


 

 Attraverso la predisposizione di strumenti legislativi ad hoc è stato possibile individuare criteri unificati ed idonei di valutazione della reale situazione economica di soggetti che richiedono prestazioni sociali agevolate.

Tali prestazioni devono essere concesse ai cittadini che hanno presentato domanda in base alla loro effettiva ricchezza, per favorire così le persone meno abbienti.

La valutazione della situazione economica di un soggetto è fatta con riferimento al suo nucleo familiare ed è data dalla combinazione di dati reddituali e patrimoniali, forniti dal cittadino stesso tramite la redazione della c.d. Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU).


La DSU ha validità annuale e contiene informazioni sul nucleo familiare del dichiarante e sui redditi e il patrimonio di tale nucleo.

La DSU viene sintetizzata in due indicatori denominati “Indicatore della Situazione Economica” (ISE) ed “Indicatore della Situazione Economica Equivalente” (ISEE).


L’ISE calcola la situazione economica del nucleo familiare ed è determinato dalla somma dei redditi e dal 20% del patrimonio mobiliare e immobiliare complessivo. E’ usato dai Comuni per concedere assegni familiari e di maternità.


L’ISEE è l’indicatore più usato ed è stato introdotto nel 2002 per determinare chi ha diritto a ricevere benefici sociali ed assistenziali. E’ un indicatore determinato dal rapporto tra il valore complessivo ISE del nucleo familiare ed un coefficiente calcolato in base alla composizione della famiglia. Ciascuno coefficiente ha un peso diverso e ciò per far sì che si possano confrontare nuclei familiari diversi per numerosità ed altre caratteristiche (ad es. presenza di persone portatrici di handicap, la presenza di un solo genitore ecc). Grazie a questi parametri determinati da quella che è definita scala di equivalenza, viene così superato il principale difetto dei criteri basati solo sul reddito, che non considerano molti altri aspetti della situazione economica di una famiglia.

L’obiettivo è dunque quello di agevolare quei soggetti o le famiglie maggiormente in difficoltà sotto l’aspetto economico e sociale, sebbene qualcosa andrebbe modificata per parlare di equità sociale. Un esempio è dato dall’impossibilità di detrarre la retta della casa di riposo pagata dal dichiarante per uno o più componenti della famiglia. Perché non si considera alla stessa maniera di un canone di affitto anche la retta pagata per la casa di riposo? E’ necessario affinare questi strumenti perché diventino effettivamente efficaci

L’ISEE è utilizzato dagli enti che garantiscono agevolazioni come il pagamento delle tasse universitarie, la retta per le mense scolastiche, la riduzione delle bollette e del canone da parte delle società elettrice o telefoniche. L’ente preposto al controllo e alla gestione della banca dati per il calcolo dell’ ISE e dell’ ISEE è l’Inps

Come e quando si presenta la dichiarazione ?

Per ottenere prestazioni sociali agevolate o fruire di condizioni agevolate per i servizi di pubblica utilità (telefono, luce, acqua), il cittadino potrà rivolgersi all’Ente erogatore del servizio di suo interesse, corredando la domanda con l’attestazione che riporta i dati ISE ed ISEE.

Gli Enti erogatori hanno la possibilità di determinare i valori limite ISE ed ISEE, ulteriori requisiti sociali (es. limiti di età) e un nucleo familiare ristretto rispetto a quello standard.

Sulla base della DSU (dichiarazione sostitutiva unica) da parte del consumatore che, accerta la situazione economica propria e dei componenti il nucleo familiare, viene rilasciata l’attestazione ISEE familiare. Essa sostituisce in toto i certificati e la documentazione necessaria alla determinazione della propria condizione economica, ma la sua sottoscrizione autorizza l’amministrazione a procedere a tutti i controlli necessari ad accertare la veridicità delle dichiarazioni fornite. Le verifiche formali, a cura degli Enti erogatori, possono prevedere anche controlli incrociati col Ministero dell’ Economia, mentre l’Inps è tenuto ad effettuare controlli sui propri archivi e su quelli delle Amministrazioni collegate e a segnalare eventuali incongruenze agli Enti erogatori.

Sono previsti ulteriori controlli da fare direttamente presso gli istituiti di credito o altri intermediari finanziari, mentre alla Guardia di Finanza competono i controlli di tipo sostanziale su redditi e patrimonio.

Qualora l’ente erogatore riscontri false dichiarazioni, è tenuto a revocare l’agevolazione e segnalare il caso alla Procura della Repubblica.

La Dichiarazione Sostitutiva Unica va presentata direttamente agli Enti erogatori delle prestazioni sociali oppure ai Comuni, ai Centri di Assistenza Fiscale (CAF), alle sedi ed Agenzie INPS presenti sul territorio, mentre la domanda per ottenere le prestazioni sociali agevolate deve essere presentata direttamente all’Ente erogatore.

La disciplina prevede la possibilità di presentare, nel periodo di validità della dichiarazione, una nuova Dichiarazione Sostitutiva per far rilevare i cambiamenti delle condizioni familiari ed economiche.

Per la compilazione della dichiarazione il cittadino può avvalersi dell’assistenza da parte degli Enti riceventi.

La normativa prevede che l’ISEE non serva per l’ottenimento di prestazioni previdenziali: non viene utilizzato per l’integrazione al minimo, la maggiorazione sociale delle pensioni, l’assegno e la pensione sociale, la pensione e l’assegno di invalidità civile, le indennità di accompagnamento e assimilate.

L’iniziativa relativa a tali indicatori è sicuramente pregevole, atteso che lo scopo è quello di favorire le famiglie meno abbienti. E’ necessario, però, informare e garantire effettiva assistenza per la presentazione della dichiarazione sostitutiva, in modo da raggiungere l’obiettivo di venire in aiuto alle famiglie che, dal punto di vista psicologico, si sentiranno tutelate e rassicurate dalla reale possibilità di usufruire di agevolazioni che, anche se in parte, potranno dare respiro ad un bilancio un po’ in difficoltà.

Maria Cipparrone

(avvocato e counselor)