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Dalle cartelle “pazze” alle suonerie truffa, dalle prescrizioni sanitarie elettroniche all’agente “Lisa”.


Piu’ di un milione e mezzo di cartelle esattoriali sbagliate sono state notificate in giro per l’Italia facendo impazzire i destinatari che si ritrovano all’improvviso con ipoteche sugli immobili, ganasce fiscali su auto e moto, pignoramenti di stipendi o conti correnti bancari. Il tutto per rifarsi di sanzioni amministrative del Codice della Strada gia’ prescritte o annullate con sentenza dai Giudici di pace, o tasse di smaltimento rifiuti richieste erroneamente ai proprietari piuttosto che agli affittuari. ”Le cartelle pazze – secondo il presidente dell’Associazione italiana contribuenti, Contribuenti.it – sono il geniale prodotto dell’Amministrazione Finanziaria e degli Agenti della Riscossione che non sanno liquidare correttamente le imposte”. Secondo le stime di Contribuenti.it, l’Amministrazione finanziaria con le cartelle pazze, ha riscosso illegittimamente in 10 anni circa 11,3 miliardi di euro, di cui oltre 1,8 miliardi per la sola imposta di bollo dovuta sui ricorsi. Contribuenti.it chiede al ministro dell’Economia l’avvio di un’urgente inchiesta per acclarare eventuali responsabilita’ nei confronti dei dirigenti di Equitalia e dell’Amministrazione Finanziaria, in attesa dell’approvazione del testo unico dedicato ai doveri della Pubblica amministrazione nei confronti dei cittadini, meglio noto come ”Codice Brunetta”, che prevedera’ sanzioni pesanti e subito esigibili nei confronti dei responsabili delle cartelle pazze.

 

Stop alle suonerie truffa. L’Antitrust ha disposto una multa da oltre 2,2 milioni di euro ai gestori di telefoni cellulari e ad alcune societa’ fornitrici di suonerie. Le sanzioni comminate dall’Antitrust riguardano – tra gli operatori di telefonia mobile – Telecom, Vodafone, Wind, e H3G, e – tra le societa’ fornitrici di sevizi multimediali per i cellulari – Zeng, Dada, Zed e Buongiorno. Queste ultime societa’ sono state sanzionate perche’ i loro servizi, spesso scaricati dagli adolescenti, i consumatori piu’ deboli, non chiarivano adeguatamente che richiedendo la suoneria si sottoscriveva un abbonamento con decurtazione settimanale del credito dalla scheda telefonica. Non solo. Ugualmente poco chiara era l’indicazione dei costi, nonche’ difficile la disattivazione del servizio. Le societa’ di telefonia mobile, invece, sono state sanzionate perche’ avevano interessi economici nell’offerta, avevano collaborato nella definizione dei servizi, e avevano autorizzato i messaggi ritenuti ingannevoli dall’Autorita’. Nello specifico, Telecom dovra’ pagare una sanzione complessiva di 640 mila euro, Vodafone di 560 mila euro, Wind di 480 mila euro, H3G di 155 mila euro.

 

Prescrizioni sanitarie elettroniche, certificati di malattia digitali, sistemi di prenotazione di visite e prestazioni sul web, e-learning per i bambini ricoverati. Tutto cio’ sara’ possibile grazie ad un accordo siglato tra il ministero per l’Innovazione e la Pubblica amministrazione e il Consiglio nazionale delle ricerche. Il risultato? Favorire l’innovazione nella pubblica amministrazione risparmiando nel contempo 110 miliardi di euro l’anno.

 

L’ultima nata nella Polizia di Stato è l’Agente Lisa, cyberpoliziotta creata in collaborazione con Microsoft Italia per offrire ai cittadini che utilizzano internet, in modo semplice e rapido, un servizio di informazione e supporto. Dietro l’identita’ fittizia di Lisa ci saranno gli agenti (veri) della polizia delle Comunicazioni che potranno essere un punto di riferimento per tutti quei giovani frequentatori dei social network che si sentiranno in difficolta’. Alla cyberpoliziotta Lisa potranno rivolgersi i ragazzi se, ad esempio, riceveranno minacce da qualcuno. Le tecnologie per mettere in contatto la polizia con i giovani sono diverse, tra questi anche i popolari programmi Live Messenger o il social-network Facebook.

Maria Cipparrone