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Morti, feriti, superstiti, macerie, danni irreversibili, terrore, sgomento. Cronache di una Calabria in trincea, si perché è di guerra lo scenario degli ultimi giorni. Le piogge torrenziali sono solo la goccia di un vaso vacillante già da tempo. E i risultati sono quelli di una terra in discesa che per azione della gravità viene giù come pastafrolla. Il pezzo di A3 crollato, nella vicinanze di Cosenza città, è stato solo l’inizio di una escalation di paura; un evento che ha cagionato la morte di due innocenti ferendone diversi di passaggio proprio nel momento in cui la terra gridava vendetta, dall’entroterra roccioso alle colline, dal Tirreno allo Ionio. E ancora giù con le frane nei luoghi dove si è costruito selvaggiamente, disboscato senza remore, operato senza tener conto delle norme più elementari che probabilmente avrebbero evitato giorni come questi in cui non si sa di preciso come fare per rimettere insieme i tasselli di un quadro che appare oggi a tinte fosche. Gli esperti lo dicevano ormai da anni che sarebbe andata a finire così se non si fosse proceduto guidati dal buon senso. Ma il binomio crisi della politica e malaffare ha ridotto al lastrico ogni piccolo angolo di questa regione, strozzandola proprio quando si guardava… PER LEGGERE TUTTO IL TESTO, CLICCARE SUL TITOLO.


…all’Europa, allo sviluppo, ai buoni propositi, al cambiamento. Adesso gli esponenti politici, la protezione civile e i media camminano nel fango e nelle macerie facendo il punto di ciò che è successo. Come se fosse solo “calamità naturale”. Lo stato di emergenza, una costante di questo Paese così unico nelle sue emergenze, è stato dichiarato ufficiosamente dal capo del Dipartimento della protezione civile Guido Bertolaso e quando lo sarà ufficialmente anche per il Consiglio dei Ministri sarà tempo di rastrellare, rassettare, rincollare ciò che resta di questi squarci profondi, mentre ci sarà chi, sapendo dell’arrivo dei fondi per i danni del maltempo, inizierà a sedersi a tavola sicuro di avere la sua parte. E saremo di nuovo al punto di partenza, mentre la viabilità calabrese è praticamente in ginocchio e chi è in coda in macchina in stradine di montagna “alternative” altrettanto sterrate e traballanti, si organizza alla meno peggio con scorte di panini e succhi di frutta, sperando di tornare a casa almeno incolumi. Quando “il sonno della ragione genera mostri”….

di Christian Coppolino

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