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La class action slitta, ma ci si consola con l’ENEL che vuole conciliare le controversie e con l’Agcom che, verso gli operatori telefonici, è decisa a bloccare i numeri in sovrapprezzo.


 

Novità importanti per il mondo dei consumi. Si è appena conclusa, infatti, una settimana densa di eventi decisivi per il futuro dei consumatori. A dare il via è stata la decisione di slittare l’entrata in vigore della legge che, a questo punto, consentirà dal 1^ gennaio 2009, la possibilità di azioni risarcitorie collettive da parte dei consumatori nei confronti dei grossi organismi, come le banche, le assicurazioni, le multinazionali, lo stesso Stato. Sulla legge, meglio conosciuta come la “class action” (letteralmente l’azione della classe, cioè di tutti gli appartenenti alla stessa categoria e portatori degli stessi interessi), la riflessione è stata stimolata dal nuovo presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia che ha, appunto, chiesto al ministro per lo sviluppo economico, Claudio Scalojola, un rinvio per delle modifiche perché “cosi com’è non va bene”. E il ministro, dal suo canto, non se l’è fatto ripetere due volte, ha subito accolto l’invito del nuovo vertice di viale dell’Astronomia (tanto propenso verso questo governo di centrodestra) ed ha ammesso che “la norma è per certi aspetti impraticabile, bisogna rivederla per la tutela del consumatore, perché non ci sia una risposta beffarda per chi vuole riconosciuti i propri diritti.”

Dopo un’iniziale insurrezione da parte delle associazioni dei consumatori, scese, all’indomani delle dichiarazioni del ministro, sul piede di guerra contro l’ipotesi di un posticipo, si è giunto ad un accordo, meglio forse chiamarla tregua, in vista di un tavolo, concordato con i rappresentanti delle associazioni dei consumatori presenti nel Consiglio Nazionale Consumatori ed Utenti presso il Ministero, per l’analisi e la modifica degli aspetti della legge che la renderebbero inefficace.

Il primo appuntamento è previsto per il 2 luglio prossimo, anche se le associazioni a difesa dei consumatori manifestano perplessità ed, in alcuni casi, contrarietà al rinvio dell’entrata in vigore della legge che, anche se modificata, comunque, a detta del Ministro Scalojoa, non sarà oggetto di un nuovo voto in Parlamento.

A dire il vero, un po’ farraginosa il testo della legge attuale lo è, non stabilendo con chiarezza i vari momenti dell’azione risarcitoria; si spera che non sia solo apparente l’intenzione di modificarla per favorire i consumatori e dietro, invece, non si celi il tentativo di consentire ai grossi colossi dell’economia di farla franca, inserendo o tentando di farlo, delle clausole che diminuiscano la loro responsabilità e, di conseguenza, la loro capacità risarcitoria, considerando che la class action è un potente strumento di giustizia contro abusi e soprusi; staremo a vedere, anche se rimane forte il dubbio sulle reali intenzioni del governo, atteso il richiamo, sotto forma di invito, da parte del vertice di Confindustria.

A compensare, comunque, la delusione dei consumatori sul fronte delle azioni collettive, c’ha pensato l’Enel, che ha siglato proprio nei giorni scorsi con le associazioni dei consumatori che compongono il Cncu, un’intesa che consentirà di risolvere eventuali contenziosi in modo rapido e gratuito, evitando di ricorrere all’Autorità Giudiziaria, attraverso una procedura di conciliazione. Oggetto della procedura saranno le fatture con importi elevati ed anomali rispetto ai soliti, la ricostruzione di consumi in caso di malfunzionamento del contatore, la sospensione o la riduzione della potenza della fornitura elettrica per morosità. Per attivare la procedura è necessario rivolgersi ad una delle associazioni del Cnc, il cui link di collegamento è possibile rintracciarlo sul sito dell’Enel (www.enel.it), a quel punto saranno nominati due conciliatori (uno per l’Enel ed uno per l’associazione dei consumatori) che individueranno una soluzione da proporre all’utente che se accetta firmerà un accordo. La procedura può avvenire anche online e riguarda sia la fornitura di energia elettrica che di gas. Il dato importante, e va detto, è che l’Enel è la prima utility in Europa ad aver voluto una simile procedura, battendo così gli altri colleghi europei. Una volta tanto, dunque, che siamo i primi in qualcosa di utile e positivo è bene ribadirlo ed esserne orgogliosi.

Ad usufruire della procedura potranno essere i consumatori che hanno un contratto ad uso domestico o condominiale non superiore ai 15 w e chi ha un contratto per la fornitura del gas che non superi i 50.000 metri cubi di consumo all’anno. Se dopo, quindi, aver reclamato per iscritto, da parte dell’Enel non arriva risposta o quella che arriva non soddisfa, entro 30 gg si potrà attivare la procedura di conciliazione.

A caratterizzare questo periodo semi-d’oro sul fronte consumi ha contribuito anche l’Agcom, l’Autorità Garante per le comunicazioni, che ha deciso il blocco automatico delle chiamate per i servizi a sovrapprezzo che sarà attivo dal 1^ ottobre prossimo. Nonostante l’assedio degli operatori telefonici che non vogliono rinunciare al lauto business dei numeri a sovraprezzo e la sospensiva del Tar, l’Agcom ha dimostrato di voler garantire fino in fondo tutti gli utenti.

Che dire, dunque, di queste novità? Che, se da un alto, da tempo è in atto una politica a favore del cittadino-consumatore, non più esposto, senza nessun paracadute, alla malversazione diffusa ed arbitraria delle Istituzioni e dei c.d. poteri forti, dall’altro, c’è da dire, che i tentativi di relegare in fondo e soffocare i diritti dei consumatori, attualmente sono davvero numerosi e mostrano chiaramente che “ob torto collo” ci si sforza di riconoscere delle posizioni di interesse meritevoli di tutela, ma l’abitudine di prevaricare le parti deboli è ancora molto forte e radicata.

Riusciranno i consumatori a tenere duro ed a non lasciarsi prendere dallo sconforto di fronte a questo dilagare di protervia ed arroganza, vestita di finte buone maniere?

Mah…vedremo.

Maria Cipparrone

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