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Nuovi controlli da parte degli ispettori, particolare attenzione al settore sanitario da parte del Garante.


 

Si ritorna a parlare di privacy, della sua importanza e della necessità di rispettare la normativa vigente. A sollevare la questione, stavolta è proprio il Garante per la protezione dei dati personali che ha disposto, per il semestre in corso, dei controlli a tappeto da parte di ispettori che avranno il compito di verificare i sistemi di videosorveglianza, l’anagrafe tributaria, gli istituti di credito e le banche dati di consulenti e periti.

Sono questi i principali settori dell’attività ispettiva programmata dall’Autorithy ed effettuata anche in collaborazione della Guardia di Finanza che concentreranno la loro attenzione sul rispetto delle norme in materia, relativamente ai trattamenti di dati personali svolti dall’amministrazione finanziaria, mediante il sistema informativo della fiscalità e, dagli istituti di credito, anche in riferimento al tracciamento degli accessi. L’indagine coinvolgerà il trattamento dei dati da parte di periti e consulenti.


In osservazione, soprattutto, i sistemi di videosorveglianza, con ispezioni su tutto il territorio nazionale per verificare il rispetto delle regole fissate dal Garante con suo provvedimento del 2004 sull’uso delle telecamere e sull’attuale impiego dei sistemi di videosorveglianza da parte di soggetti pubblici e privati. Altri controlli riguarderanno il rispetto dell’obbligo dell’informativa da fornire agli interessati al momento della raccolta dei dati personali, in particolare rispetto alla libertà ed alla validità del consenso ed alla durata della conservazione dei dati.


Saranno verificate, inoltre, l’adozione delle misure di sicurezza da parte di soggetti pubblici e privati che effettuano trattamenti di dati sensibili. Oltre a questi accertamenti, gli ispettori svolgeranno attività istruttorie circa i vari reclami, ricorsi e segnalazioni presentati all’Autorithy.


Un discorso a parte, collegato a quanto detto sopra, merita, sia pure per rafforzare e confermare la necessità di intensificare i controlli in alcuni delicati settori in cui si esplica la privacy, il compartimento sanitario.


Tanto per dirne una, quando ci si trova in una sala d’attesa di una struttura sanitaria in attesa del proprio turno, si dovrebbe essere chiamati attraverso un codice alfanumerico, attribuito al momento della prenotazione, in modo da non pronunciare il nome del paziente. Questa è una delle misure previste e prescritte dal Garante agli organismi sanitari pubblici e privati in modo da tutelare i dati personali dei cittadini-consumatori nella veste di “pazienti”.

A questo proposito, il Garante ha preparato un opuscolo relativo ai dati “sensibili” che sono in grado di rivelare, appunto, lo stato di salute delle persone e che sono considerati i più importanti e meritevoli di assoluta riservatezza.


Tanto per fare degli esempi, a ricevere informazioni sullo stato di salute di un paziente potranno essere i parenti, i familiari, il convivente ed il personale volontario, sempre che il paziente (se è in grado) dia il suo consenso alle comunicazione delle notizie che lo riguardano.


Per quanto riguarda le cartelle cliniche, queste devono essere prese in consegna e lette solo da chi è delegato per iscritto dal paziente.

In relazione, infine, alla tutela della dignità all’interno delle strutture sanitarie, di minori, anziani, disabili e persone sottoposte a terapie particolarmente invasive, si sono previsti, per esempio, nei reparti rianimazione, durante l’ora delle visite, particolari accorgimenti, come dei paraventi per limitare la visibilità del malato ai soli familiari.



Maria Cipparrone (avvocato)

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