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Per non “finire in vacca”.



 

Dizionario dei modi di dire – Lettera “F”


  • Far ballare i quattrini: spenderli;

  • Far ballare il trescone: picchiare qualcuno – farlo correre – farlo saltare;

  • Far bottega su qualcosa: specularci sopra;

  • Far cadere dall’alto: concedere qualcosa facendola pesare;

  • Far cadere il pane di mano: comportarsi in modo così inetto e svogliato da indurre sconforto;

  • Far cadere il velo dagli occhi: svelare la realtà – far perdere ogni illusione;

  • Far correre il gioco con la mestola: comandare; spadroneggiare;

  • Far da lepre: fare da battistrada – guidare la corsa;

  • Far diciotto con tre dadi: essere molto fortunato;

  • Far la bocca pari (fare la bocca a orciolo): mostrare disappunto;
  • Far piangere i sassi: essere commuovente, patetico;
  • Far saltare la mosca al naso (far venire la mostarda, la senape al naso): provocare qualcuno di brutta maniera, esasperandolo;
  • Far tanti pampini e poca uva: essere solo apparenza e niente sostanza;
  • Far venire pasqua di maggio: fare cose impossibili;
  • Far volare gli stracci: rinfacciarsi colpe e fatti che era meglio tacere;
  • Farci la birra: detto di ciò che si ritiene inutile;
  • Farci la bocca: contarci;
  • Fare “a giova a giova”: porgersi reciprocamente aiuto;
  • Fare accademia: fare inutile sfoggio di abilità e virtuosismi che poi non conducono ad alcun risultato;.
  • Fare ala: disporsi simmetricamente ai lati di qualcuno o qualcosa che si sta muovendo, per fargli posto o rendergli onore;
  • Fare altare contro altare: . vale a dire gareggiare per la vittoria del proprio gruppo, della propria fazione, della propria squadra e così via. La locuzione si rifà ai tempi in cui nei paesi, soprattutto nelle campagne, era molto sentito il culto per il Santo patrono, l’addobbo dell’altare a lui dedicato era, quindi, un fatto di primaria importanza per tutta la popolazione. Ogni fedele si prodigava al fine di rendere l’altare sempre più bello. Ciò “scatenava” autentiche sfide tra gli abitanti dei paesi limitrofi nell’intento di avere, a tutti i costi, l’altare con gli addobbi più ricchi;
  • Fare come l’asino di Buridano: non riuscire a scegliere tra due opzioni, finendo col danneggiare se stesso;
  • Fare ( come ) la cicala: sprecare beni o denaro senza pensare al futuro;
  • Fare come le campane (che chiamano alla messa e non entrano mai in chiesa): parlare in un modo e agire in un altro;
  • Fare come quello che cercava l’asino e c’era a cavallo: essere molto distratto, non rendersi conto di avere già a portata di mano ciò che si sta cercando;
  • Fare da civetta: servire da richiamo; farsi, anche involontariamente, complice di chi tende un tranello;
  • Fare da contraltare: contrapporsi;
  • Fare di una lancia un punteruolo: minimizzare;
  • Fare fagotto: andarsene in modo frettoloso, alla chetichella, morire;
  • Fare flanella: intrattenere rapporti amorosi senza “concretizzare” (magari con un rapporto sessuale completo);
  • Fare Gesù con cento mani: essere felice, ringraziare con molto trasporto per qualcosa di inatteso e insperato;
  • Fare ghirlanda di ogni fiore: non saper scegliere;
  • Fare gli occhi alle pulci: essere molto abile nelle attività manuali;
  • Fare gli occhiacci: rimproverare, minacciare con lo sguardo, far cenno di tacere;
  • Fare il biscotto: contravvenire alle regole, ingannare;
  • Fare il boia e l’impiccato: impegnarsi contemporaneamente in due attività in contrasto tra loro;
  • Fare il cane: dimostrarsi crudele, disumano;
  • Fare il casto Giuseppe: fingersi virtuoso;
  • Fare il Catone: assumere un atteggiamento da moralista, dettare legge;
  • Fare il chilo: riposare dopo aver mangiato;
  • Fare il conto della serva: rinfacciarsi in modo meschino e puntiglioso le reciproche mancanze;
  • Fare il ganimede: essere eccessivamente galante;
  • Fare il gioco delle tre carte: confondere abilmente le cose facendole apparire diverse da come stanno in realtà;
  • Fare il giro delle sette chiese: perdere molto tempo inutilmente andando da un posto all’altro;
  • Fare il lupo pecoraio: fare finta di essere diverso da quello che si è, per tranne vantaggio;
  • Fare il mestiere di Michelaccio: mangiare, bere e divertirsi;
  • Fare il paio: avere caratteristiche o comportamenti, soprattutto negativi, in comune con qualcuno;
  • Fare il pappagallo: corteggiare una donna in modo insistente e molesto;
  • Fare il portoghese: voler usufruire di un servizio senza pagarlo;
  • Fare il processo alle intenzioni: giudicare qualcuno, non per ciò che ha fatto, ma per quello che potrebbe fare;
  • Fare la barba agli asini: fare una cosa sciocca e inutile .
  • Fare la barba al palo: sfiorare, evitare a stento, agire ai limiti della legalità;
  • Fare la carità pelosa: si dice di una donna che con atteggiamenti fatui e provocatori stuzzica l’interesse degli uomini;
  • Fare la claque: far parte del gruppo di spettatori che a uno spettacolo applaudono a comando;
  • Fare la faccia delle armi: rabbuiarsi; adirarsi;.
  • Fare la forca a qualcuno: tramare nascostamente ai suoi danni creandogli difficoltà di ogni genere;
  • Fare la fronda: congiurare;
  • Fare la mosca cocchiera: arrogarsi autorità e poteri che non si possiedono;
  • Fare la muffa : restare inattivo, inutilizzato, oziare;
  • Fare la parte del leone : tenere per sé la parte migliore ; prendersi i maggiori vantaggi di una situazione;
  • Fare la pentola ai due manici: stare senza far nulla; oziare.
  • Fare la tara: non credere fino in fondo a qualcosa, accettarla con riserva;
  • Fare la torta: creare una situazione confusa di illegittima complicità;.
  • Fare la zuppa nel paniere: fare cose inutili e sciocche;
  • Fare le cose alla carlona: abborracciare le cose facendole in fretta e con poca cura;
  • Fare le forche: fingere di non sapere qualcosa;
  • Fare le fusa: bearsi , godere delle carezze e delle attenzioni di qualcuno;
  • Fare le nozze coi fichi secchi: voler far figura con poca spesa; voler ottenere risultati importanti con poco sforzo;
  • Fare le punte ai chiodi : sottolineare in modo polemico ; essere eccessivamente pignolo;
  • Fare lo scemo per non pagare il dazio: fingere di non capire per evitare un’incombenza sgradita;
  • Fare melina: indugiare in attività di nessun conto per perdere tempo;
  • Fare nido : rannicchiarsi;
  • Fare pollice verso : condannare ; contrastare;
  • Fare ponti d’oro : offrire grossi vantaggi a qc. , trattarlo con tutti i riguardi;
  • Fare quadrato : coalizzarsi per difendersi da attacchi esterni;
  • Fare questioni di lana caprina : discutere insistentemente di quisquilie ; cercare pretesti per litigare;
  • Fare sera e sabato : fare tardi e non riuscire a concludere nulla;
  • Fare solecchio : ripararsi gli occhi dal sole con la mano;
  • Fare spallucce : mostrare di non essere a conoscenza di qualcosa;
  • Fare tre passi su un mattone : muoversi con lentezza e controvoglia ; concludere poco;
  • Fare un giro di boa : passare il punto critico.
  • Fare un vestito a qualcuno: malmenarlo;
  • Fare una finestra sul tetto a qualcuno: prevenirne le mosse mettendolo in condizione di svantaggio; .
  • Fare una levata di scudi: ribellarsi ; prendere posizione in modo deciso;
  • Fare vedere la luna nel pozzo: far credere ciò che non è;
  • Fare venire il latte alle ginocchia: annoiare terribilmente;
  • Farla in barba a qualcuno: riuscire a fare qualcosa a spese di qualcuno;
  • Farsi bello con le penne del pavone: farsi vanto di meriti e di qualità che appartengono ad altri;
  • Farsi di color di can che fugge : cercare di evitare le proprie responsabilità;
  • Farsi vedere con le dita nel naso: farsi sorprendere in una situazione imbarazzante;
  • Ficcare il naso in qualcosa: impicciarsi; intromettersi ; curiosare;
  • Filare grosso : essere senza scrupoli ; spendere in abbondanza;
  • Filarsela all’inglese : andar via di nascosto e senza salutare;
  • Finire in vacca : finire male ; fallire;
  • Fischiare ai tordi : parlare a chi ha difficoltà a capire ciò che gli viene detto;
  • Fuggire l’acqua sotto le grondaie : per evitare un problema, andare incontro a uno più grave;
  • Fumare il calumet della pace: tornare in buoni rapporti con qualcuno.


 

… CONTINUA CON LA LETTERA G