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Nel novembre dello scorso anno si è concluso con una raffica di assoluzioni il processo denominato tamburo messo in piedi per le solite infiltrazioni mafiose nei lavori di ammodernamento dell’autostrada Salerno Reggio; il maxi processo vedeva alla sbarra noti esponenti di “clan” malavitosi e cosiddetta gente per bene colpevoli, secondo l’accusa, di aver gestito ed essersi spartito l’enorme fiume di denaro stanziato dal governo per i lavori di ammodernamento, di aver imposto maestranze, tangenti e quant’altro di illecito la triste situazione poteva prevedere. Quel processo fu un tremendo schiaffo nei confronti della giustizia ma, a sorpresa, è di questi giorni la notizia che nel corso di una vasta operazione condotta dalle forze dell’ordine e denominata “operazione arca” sono finite in manette quindici persone mentre cinque aziende sono state sequestrate perché in odia di mafia. Stando a quanto dicono gli inquirenti la mafia si sarebbe inventata la tassa sulla sicurezza cantieri per estorcere denaro alle aziende (in verità è da quando sono nato in questa terra maledetta che sento parlare di estorsioni, perché di questo si tratta e mi meraviglia molto come questa, notizia sia vista come una novità dalla D.D.A,) un “pizzo” da dover pagare per poter lavorare, un dazio per poter aprire un cantiere in questa terra di delinquenza e malaffare. Delinquenza che impone anche l’acquisto di calcestruzzo… PER CONTINUARE LA LETTURA, CLICCARE SUL TITOLO.



…o materiali inerti di pessima qualità facendoli però pagare a prezzi da capogiro perché poco importa se la scarsa qualità dei materiali impiegati potrebbe causare una tragedia: l’interesse economico è il fine ultimo per questa gentaglia! Ma delinquenti non sono soltanto i mafiosi perché per poter realizzare i loschi guadagni c’è la necessità oggettiva di avere i contatti giusti nei posti. giusti, insomma occorre poter contare su qualche colletto bianco senza coscienza né scrupoli, in grado di garantire la giusta serenità d’azione. Non posso fare a meno di domandarmi se il nuovo processo che seguirà la brillante operazione di polizia porterà agli stessi tristi risultati del precedente processo “tamburo” o se, invece, sarà in grado di garantire che la giustizia, quella però giusta, segua il suo corso. Intanto lo scandalo dell’autostrada Salerno – Reggio Calabria continua a rinnovarsi giorno per giorno, al pari di una chimera, sotto gli occhi di tutti e le imprecazioni degli utenti, lo scandalo di un’autostrada i cui lavori di ammodernamento iniziarono nel lontano 1998 con l’impegno di tutte le parti interessate a portarli a termine entro e non oltre cinque anni dalla data di consegna, dei lavori., uno scandalo che non può risparmiare nessuno perché tutte le parti in causa sono colpevoli di un risultato indegno di una Nazione che osa definirsi civile. Per non parlare delle tante parole sprecate dai nostri politici a livello locale, regionale quanto centrale: tante belle parole, i soliti impegni ma, come al solito, niente fatti.. Ma, in fondo, chi siamo noi? Semplice, tanti poveri inetti da imbonire prima di una tornata elettorale per poi essere dimenticati il giorno dopo. È così che vanno le cose, è così che andiamo noi. forse dovremmo un tantinello vergognarci.

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