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Con l’approssimarsi del nuovo anno, il pensiero è concentrato maggiormente sui tanti che vivono in condizioni disagiate: come non pensare, infatti, ai disadattati, ai tanti che vengono considerati come rifiuti umani, scartati ignobilmente da una società senza più valori, una società ormai alla deriva; come non rivolgere un pensiero ai malati, ai più deboli, a quanti soffrono gli abusi del più forte, a chi dorme per strada tra i cartoni perché senza una famiglia che sappia accoglierlo, perché vittime dell’indifferenza e del disprezzo, perché senza voce e senza identità; che il nuovo anno riempia i cuori e le anime di quanti, per una vita intera, si sono sentiti soli o abbandonati, perché la solitudine, per chi ancora non lo sa, è proprio una gran brutta cosa! Per equità e magnanimità mi tocca rivolgere un pensiero e un augurio anche a coloro che abbandonano i propri cari, gli amici o il proprio cane, (questo non fa differenza) perché senza cuore, perché senz’anima né coscienza. Auguri ai tanti che si arrogano il diritto di impossessarsi dell’altrui vita in nome di un proprio tornaconto, a quanti spacciano per le strade, nei locali, distribuendo morte a chi va e dolore a chi, invece, resta; un pensiero e un augurio è “umanamente” doveroso farlo anche ai tanti che impiegano la propria vita a predicare bene e a razzolare male, così come bisogna farlo ai nostri politici e amministratori concentrati ad accaparrasi il consenso popolare con il gran concerto in piazza previsto per l’ultimo dell’anno piuttosto che preoccuparsi delle reali esigenze dei cittadini e delle problematiche delle città ormai, tranne in qualche rara occasione, al collasso; i miei auguri vanno, poi, anche all’indirizzo di tutti quei cittadini che preferiscono andare ad un concerto piuttosto che esercitare il diritto di essere pedoni, fruendo di marciapiedi non dissestati o cosparsi di maleodoranti… PER CONTINUARE LA LETTURA, CLICCARE SUL TITOLO.



… deiezioni di cani incolpevoli o almeno non tanto quanto i padroni. Auguri a quei cittadini brontoloni che attendono di conoscere il nome del cantante che li trascinerà in piazza dietro compensi milionari piuttosto che esercitare il diritto di essere anche automobilisti e godere di strade percorribili piuttosto che essere costretti a doversi districare imprecando su campi di battaglia pieni di insidie e cosparsi di buche. Tanti auguri al defunto sig. Welby che finalmente ha smesso di soffrire, che ha finalmente smesso di vivere una vita non vissuta e che sicuramente, mentre scrivo queste parole, starà giustamente scorazzando, autonomo e felice, nell’intensa e appagante luce dell’infinito; tanti auguri anche a chi ancora critica gli esiti di questa triste vicenda che ha tenuto in tanti con il fiato sospeso e vomita sconcerto da una rossa poltrona, godendo di ottima salute e ricordandoci, però, che la vita è soprattutto sofferenza! (Quella degli altri, aggiungo io). Tanti auguri a tutti voi; tanti auguri a tutti noi e che il 2007 sia finalmente foriero di comprensione, tolleranza, fratellanza, tutte cose, queste, che sembrano essere state dimenticate da una società indegna di essere ritenuta tale.

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