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LOS ANGELESJimmy Hopkins ha 15 anni, frequenta la Bullworth Academy ed ha uno scopo: farsi rispettare. Le sue armi sono calci, pugni, sassi, pallonate… e chi più ne ha, più ne metta. La Rockstar-games ha ufficialmente annunciato l’uscita (il 27 ottobre) di “Bully”, il videogioco sul bullismo osteggiato dalle associazioni consumatori di mezzo mondo. Realizzato per Play Station 2, in Europa ha un titolo diverso da quello usato negli Stati Uniti: la casa produttrice ha deciso di cambiare l’inglese “Bully” con la frase latina, ribaltando la massima del “canis canem non edit”, cioè il cane non divora cane, per evitare l’immediato accostamento del gioco con il problema del bullismo. C’è un però. Il giocatore protagonista veste i panni di uno studente che deve sopraffare altri studenti e cercare di sopravvivere ad atti di bullismo in una scuola per ricchi, con risposte alle aggressioni e alle violenze dei compagni spesso dello stesso tenore di ciò che subisce. Per cercare di “limitare i danni”, il videogioco è consigliato a chi ha più di 16 anni. A parte il fatto che non si potrà evitare che anche ragazzi più giovani si imbattano con tale format, c’è da dire che il messaggio peggiore che si invia alle nuova generazioni è che, sempre e comunque, per raggiungere degli obiettivi si debba far ricorso alla violenza e alle sopraffazioni.E pensare che, in Natura, vince non il più forte ma chi elabora le strategie più intelligenti… PER CONTINUARE LA LETTURA, CLICCARE SUL TITOLO




“Chi è nell’errore compensa con la violenza ciò che gli manca in verità e forza” (Johann Wolfgang von Goethe). Negli Stati Uniti i pareri sono discordi dal momento che Jimmy Hopkins (l’interprete principale), oltre ad affrontare i bulli della scuola deve anche collaborare con i professori e fare tesoro delle lezioni per migliorare le sue abilità fisiche, tecniche o dialettiche. In una Società in cui “non c’è niente di sacro tranne l’osso dove si prendono i calci” (Marcello Marchesi), il target di riferimento di tale realtà virtuale è, a dir poco, invidiabile per quantità. Resta il fatto che, con tale andazzo, diventa sempre più vera l’osservazione di Einstein, secondo cui, per svolgere i compiti che il mondo ci propone, Madre Natura è stata fin troppo generosa nel dotarci di un sistema nervoso complesso: il solo midollo spinale sarebbe stato più che sufficiente. Nel frattempo, uno dei grandi rivenditori inglesi, Curry’s, ha deciso che nei suoi negozi il videogioco non ci sarà. Nonostante “Grand Theft Auto” e altri titoli molto discussi come “Liberty City” e “Dead Rising” siano stati in precedenza commercializzati da Curry’s, questa volta il marchio ha fatto marcia indietro. “Pensiamo alle famiglie. Non riteniamo che il gioco sia adatto ai nostri negozi, e abbiamo deciso di non tenerlo”. Questo è quanto ha affermato un portavoce. “Con la violenza puoi uccidere colui che odi, ma non uccidi l’odio. La violenza aumenta l’odio e nient’altro” (Martin Luther King).


 

 


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