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Una versione dei fatti fuori dal “luogo comune”.

L’11 Settembre: una versione dei fatti fuori dal “luogo comune”

Per spiegare quello che è avvenuto come oggi 5 anni fa, riportiamo alcuni brani liberamente tratti nel sito “www.luogocomune.net” da una sintesi di un libro che ha fatto scalpore in America e non solo: “Effroyable Imposture” “L’incredibile menzogna” del francese THIERRY MEYSSAN.

Senza dover implicare per forza una cospirazione, si possono rilevare le tante incongruenze verificatesi nel corso dello stesso evento storico: c’è una possibilità su un milione che quattro apprendisti piloti riescano, tutti nello stesso giorno, e nell’ambito della stessa operazione, a fare quello che avrebbe fatto ciascuno dei dirottatori dell’11 Settembre?

C’è una possibilità su un milione che l’intero apparato della difesa più forte del mondo vada tutto, contemporaneamente in tilt, nella maniera inspiegabile in cui è successo?

C’è una possibilità su un milione – o forse un miliardo – che non un passaporto qualunque, ma addirittura quello di uno dei dirottatori, sopravviva all’inferno dell’esplosione nella 2nda torre, e venga ritrovato praticamente intatto, a quattro isolati di distanza, da un agente dell’FBI che passava di lì per caso?

E va bene, chiudiamo per un attimo tutto quello che possiamo chiudere, e diciamo che c’è.

Ma quante possibilità ci sono che dozzine e dozzine di incongruenze estreme come queste siano convenute tutte nello stesso momento e nello stesso punto dell’universo, mentre il tutto tornerebbe logicamente normale se solo si cambiasse il nome dell’assassino?

Passaporti di terroristi che resistono alle fiamme dell’inferno e cascano intatti in mano agli agenti dell’FBI. Dilettanti dell’aria che non sono mai riusciti a prendere il brevetto per gli aerei da turismo, che si impadroniscono di Boeing da 100 tonnellate e gli fanno fare manovre degne della pattuglia acrobatica. Il testamento di un terrorista che ricompare, senza nemmeno una scottatura, dallo schianto dell’aereo in Pennsylvania.

La difesa aerea più impenetrabile del mondo che non riesce ad intercettare uno solo di quei quattro aerei dirottati nell’arco di oltre due ore. Un’FBI che in 48 ore riesce a darci la lista completa dei dirottatori, con tanto di fotografie, quando sulle liste passeggeri non compariva un solo nome arabo.

Dirottatori maldestri, che riescono a seminare dappertutto copie del Corano e manuali di volo in quantità industriali. Passeggeri che telefonano coi cellulari da 8 mila metri di altitudine come se fossero dietro l’angolo. QUESTO È STATO L’11 SETTEMBRE, TUTTO QUESTO E NON SOLTANTO

C’è soprattutto uno sceicco annoiato, noto agente della CIA, che avrebbe f atto gli attentati senza nessun motivo apparente, mentre l’amministrazione Bush miracolosamente trae più benefici da questa sua “cattiveria”, che se lo avesse pagato apposta per farla. Talmente forte era la loro voglia di andarsi a prendere l’Afghanistan, che in seguito la Senatrice Feinstein ha scoperto che un preciso piano di guerra per invadere il paese fu messo sulla scrivania di George Bush, pronto da firmare, il 10 di Settembre 2001. Il giorno prima degli attentati.

Per fare le guerre però ci vogliono anche tanti soldi, e quelli il parlamento te li dà solo se hai il pieno supporto della popolazione. Ma per avere quel tipo di supporto, bisogna che il “cattivo” ci tocchi nell’intimo, colpendo il simbolo più caro che abbiamo della nostra civiltà. Nè basta certo che lo colpisca, bisogna che crolli rovinosamente, in maniera dolo- rosa e umiliante, che porti con sé migliaia di innocenti, per scatenare in noi quella paura e quello sdegno che ci faranno davvero volere la tua guerra fino in fondo. Con Pearl Harbour, in fondo, la cosa aveva funzionato.

IL MISTERO DELLE TORRI

Ma le Torri Gemelle erano state progettate per reggere all’impatto non di uno, ma di multipli aerei di quel tipo. Ecco allora che ci si domanda cosa ci facciano gli “squibs” delle demolizioni controllate (gli “sbuffi” di cemento, tipici delle cariche esplosive usate nelle demolizioni controllate), in quelli che dovrebbero essere dei semplici crolli passivi. Da dove viene la forza che scaglia quintali di calcinacci

a una distanza tale da creare un “fungo” di macerie largo il doppio della Torre? Come mai ci sono dozzine di testimonianze filmate, in video, sui giornali, nelle interviste TV che raccontano di esplosioni multiple, ravvicinate, avvenute prima e durante i crolli stessi? Qual è la forza che riesce a staccare dalla struttura della Torre un una trave di acciaio da cinque quintali, scagliarlo fino a colpire l’edificio di

fronte?

 

 

 

100 DOMANDE SENZA RISPOSTA

L’Associazione Familiari delle Vittime, nel denunciare Bush e Cheney per alto tradimento dello stato, vuole sapere:

a) come mai le porte dei tetti delle Torri fossero chiuse dall’esterno, impedendo così eventuali salvataggi con l’elicottero;

b) come mai tutto l’acciaio dei piloni di supporto sia stato svenduto in gran fretta, senza nemmeno essere prima analizzato;

c) come mai si disse agli occupanti della seconda Torre che non c’era nessun bisogno di evacuarla, mentre si sapeva già che un secondo aereo stava facendo rotta su di loro?

Sono oltre cento le domande di questo tipo, poste al governo dall’Associazione Parenti delle Vittime, che ancora attendono una risposta.

L’apertura alare del Boeing – 757 circa 40m. – è più larga di tutta la parete inquadrata, e la coda arriva all’altezza dell’ultimo piano, ma sulla facciata, praticamente intatta, si vede solo un foro d’ingresso largo pochi metri. Molte finestre hanno addirittura i vetri intatti, mentre sul prato i rulli di cavo elettrico, presenti prima dell’impatto, non sono nemmeno caduti tutti. Ma non c’è un’ala, non un pezzo di fusoliera, un motore, un alettone di coda, un sedile, una valigia, non c’è assolutamente nulla che indichi che lì si è appena schiantato un aereo da 100 tonnellate.

Mistero nel mistero, si è poi scoperto un foro d’uscita di simili dimensioni all’interno del terzo anello dell’edificio. Fra la facciata colpita e il foro ci sono quasi 100 metri di distanza, e circa 150 colonne di cemento armato. In tutto questo, si è trovato un motore molto più piccolo di quelli dei Boeing del tipo solitamente montato dai caccia militari. Come può un aereo di queste dimensioni … sparire in un buco così? DOVE È FINITO IL BOEING?

UNA STRATEGIA ASSURDA

E’ noto come sia impossibile volare per più di qualche minuto fuori rotta, nei cieli intorno a Washington, senza venire intercettati dai caccia della difesa americana. Nonostante questo i dirottatori hanno messo in atto un piano che avrebbe potuto funzionare solo se l’intero sistema di difesa fosse andato in tilt proprio in quel momento. Se ne sono andati tranquillamente a zonzo, per intere mezze ore, come se sapessero che la difesa non sarebbe mai intervenuta. L’AA77 addirittura è partito da Washington per colpire il Pentagono (che sta a un miglio di distanza), ma è andato fino all’Ohio prima di fare dietro front e puntare sulla capitale. Come partire da Fiumicino con l’intenzione di colpire il Colosseo, e andare fino a Milano a prendere la rincorsa, mentre non uno dei caccia stazionati nelle varie basi militari (indicate dalle stelle), riesce curiosamente ad alzarsi in volo.

 

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