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Se è vero che la lingua batte dove il dente duole e che in Calabria sono davvero tanti, anzi meglio dire troppi, i denti che dolgono allora è altrettanto vero che la mia lingua batte a tal punto da essere diventata un tamburo impazzito! E’ proprio per questo che torno a parlare delle infrastrutture di una terra maledetta, soprattutto in un periodo in cui il dibattito intorno alla realizzazione del ponte sullo stretto si è riacceso fino a diventare una vera e propria farsa: infatti questo benedetto ponte, indifferente per i più, e, addirittura, non voluto dai siciliani (ho contezza di ciò che affermo) che perderebbero la loro caratterizzazione di isolani è, invece, fortemente desiderato da chi ha veramente interesse a realizzarlo, lascio a voi capire chi e perché! Farse su farse, bugie su bugie, una dietro l’altra che mortificano l’intelligenza di un popolo, quello calabrese, continuamente preso in giro da classi dirigenti sempre meno attente ai problemi reali di una terra che sprofonda lentamente nella dimensione del non ritorno…ma qualcuno afferma che tutto va bene, beato lui! Da calabrese, infatti, mi interrogo e vi domando come sia possibile pensare la realizzazione di una simile opera monumentale quando dalle nostre parti non funziona più nulla, dalle ferrovie alle infrastrutture primarie e secondarie tutte afflitte dal male incurabile dell’abbandono e dello sciacallaggio… PER CONTINUARE LA LETTURA, CLICCARE SUL TITOLO.



E sì, cari lettori io mi indigno profondamente al solo pensiero di veder iniziare i lavori di realizzazione del ponte sullo stretto quando, nel momento in cui scrivo, sui 433 chilometri dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria, altrimenti detta l’autostrada dei poveri, esistono ben 22 cambi di corsia, a causa di lavori mai finiti e per alcuni tratti mai iniziati, di cui ben 17 solo lungo il tratto calabrese, il tutto a ben otto anni di distanza dall’assegnazione del primo lotto per il riammodernamento della A3, una vergogna inaudita! Tacendo sulle condizioni di altre arterie che percorrono la costa ionica come quella tirrenica, da sempre possibile volano per lo sviluppo di un turismo che, fatte le dovute eccezioni, non è mai decollato… e poi ci si interroga ipocritamente sul perché di tale situazione. Percorrere oggi la Salerno Reggio Calabria rappresenta una vera e propria avventura perché non si sa mai cosa potrà succedere dietro ogni curva o dopo un rettilineo, asfalto ondulato che mette a rischio l’aderenza delle autovetture, buche di varie dimensioni, detriti lungo tutto il percorso e via dicendo; ma per l’A.N.A.S. che gestisce il tutto, ovviamente, non c’è alcun problema; allora invito pubblicamente il suo massimo dirigente a venire a fare un giro insieme a me per verificare gli scempi esistenti lungo questa autostrada dei poveri che sarebbe stato meglio lasciare com’era. E poi come tacere delle infiltrazioni mafiose, quelle sporche ingerenze di chi riuscirebbe a lucrare perfino sulla morte della propria madre: al momento sono in corso ben 5 inchieste contemporanee presso tre distinte procure per verificare la regolarità dei subappalti relativi a un tratto di 133 chilometri di A3, tutti in Calabria ovviamente. Ecco, cari lettori, come vanno le cose qui da noi, dove le opere pubbliche sono da sempre terra di conquista per la ‘ndrangheta che non trova più ostacoli, anzi, che non ha mai avuto ostacoli per la sua grande capacità organizzativa: è l’unica cosa che realmente funziona qui, nel profondo sud del mondo!

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