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La Telecom ci riprova a danno dei Consumatori.



Siamo alle solite.Di nuovoun ennesimo sopruso nei confronti degli utenti-consumatori. Protagonista d’eccezione è ancora una volta la Telecom che insieme ad altri operatori ha il vizietto di addebitare nelle bollette dei propri clienti servizi non richiesti.


Di certo, non si è fatta attendere la reazione delle associazioni dei consumatori che hanno presentato le loro strategie d’azione anche di fronte all’esorbitanza delle cifre raggiunte. Sono all’incirca 1 milione ogni anno le vittime inconsapevoli che versano esborsi non dovuti per servizi mai richiesti e gli importi oscillano tra i 50 ed i 100 euro, complessivamente per somme che vanno tra i 250 e i 500 milioni di euro negli ultimi 3 anni.


Questi dati, sono la risultante delle denuncie provenienti dagli utenti più avveduti, i quali, leggendo con attenzione la bolletta, si accorgono di tali incongruenze e si attivano per contestare le operazioni ingiustificate, richiedendo l’assistenza delle associazioni.

Alla luce di tali denuncie, le associazioni sono state in grado di stabilire come il 90% delle conciliazioni su tutti i servizi non richiesti, riguardi la Telecom, una società che a detta dei rappresentanti dei consumatori sta “perdendo il controllo dei propri servizi– soprattutto quelli commerciali, sempre più affidati all’esterno –e non sembra avere intenzione di migliorarsi“.

Destinatario immediato di questo grido d’allarme è l’Authority delle telecomunicazioni, cui le associazioni dei consumatori chiedono di comminare sanzioni adeguate, che abbiano come fine primario quello di pareggiare il business illegalmente realizzato, e come effetto consequenziale quello di porre fine a queste pratiche commerciali scorrette.

Tali argomentazioni trovano conforto, peraltro, nel recente Codice del Consumo che con chiarezza stabilisce come un servizio non richiesto non possa essere addebitato e il silenzio, da parte dell’utente, non possa essere interpretato come consenso dato.

A detta delle associazioni: “Questa legge dello Stato è continuamente violata da Telecom e dagli altri operatori“ed è per questo che si sta anche valutando la possibilità di riscontrare, nel modus operandi di tali società, gli estremi di una truffa, poiché ricorrono elementi quali la sistematicità, la continuità, e l’organicità nella condotta degli operatori telefonici. In taluni casi, poi, si aggiunge anche la minaccia del taglio della linea, quasi un tentativo di ricatto sul servizio universale (di telefonia).

Le associazioni dei consumatori si sono anche dimostrate disponibili ad un accordo, che stabilisca le procedure di garanzia per il consumatore applicando la legge e il principio del soddisfatto/rimborsato.

Indipendentemente dalla strategia che sarà adottata per far fronte a questo ennesimo tentativo di defraudare gli utenti, il messaggio va inevitabilmente al consumatore cui si fa l’invito di controllare, con accuratezza, le bollette e, laddove, riscontri addebiti per servizi non richiesti, contestarli immediatamente facendo uso dei fac-simili che possono essere scaricati dai siti delle associazioni.

Infine, è importante contestare il problema all’Autorità delle comunicazioni per i provvedimenti necessari di sua competenza.

Maria Cipparrone ( avvocato)

Questo articolo è stato realizzato con la collaborazione di Laura Ceraldi ( praticante avvocato)

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