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Quanti avvisi di garanzia, quante parole, quanto tempo, quanto denaro dei contribuenti…quante assoluzioni! Mi riferisco alla vicenda legata al Processo “Tamburo” che ha visto coinvolti personaggi noti e meno noti, inizialmente ritenuti responsabili dello scempio perpetrato ai danni dell’autostrada A3 (insomma la Salerno -Reggio Calabria) che poi, invece, a fine processo sono risultati tutti o quasi tutti innocenti perché non responsabili di quanto era stato loro contestato: insomma tutta brava gente! Intendiamoci, non voglio certo sindacare l’operato dei magistrati che si sono occupati dell’intera vicenda giungendo a ben quarantuno assoluzioni e sette condanne ma, permettetemi qualche riflessione a “rigo scritto” piuttosto che a voce alta…ad esempio non andiamo lontani dal vero se affermiamo che, evidentemente, la giustizia non sempre ha i mezzi necessari per individuare gli autori dei reati e per assicurarli alle patrie galere; il caso in questione rafforza quanto da me asserito, infatti, ci troviamo di fronte ad un’infrastruttura realizzata con i piedi, per non dire altro, che, per la sua riconosciuta pericolosità, ha cagionato numerosi incidenti alcuni dei quali mortali falciando povere anime innocenti ree solo del fatto di essersi trovate nel posto sbagliato (dalle nostre parti è sempre il posto sbagliato) nel momento sbagliato, per non parlare poi della lungaggine dei lavori di ammodernamento (e chiamiamolo pure ammodernamento) che dilatano cronicamente i tempi di consegna dell’intera arteria prevista inizialmente per il 2006! E del denaro pubblico ne vogliamo parlare? Bene parliamone, l’intera somma stanziata per la realizzazione della stessa è già stata spesa per intero mentre i lavori realizzati coprono appena il cinquanta per cento! Ma dove sono finiti tutti quei soldi? Nessuno lo sa perché sono tutti innocenti. Ebbene i responsabili di tutto questo scorazzano ancora liberi alla facciaccia mia e vostra, anzi sorridono allegri trascorrendo il loro tempo a contare i proventi del malaffare in cui sguazzano beati; aggiungo ancora qualcosina, così, tanto per gradire…ricordate il tratto di autostrada compreso tra Tarsia e Cosenza? Bene, allora, ricorderete anche che quello stesso tratto è stato sotto sequestro per anni proprio a causa della sua pericolosità derivante da lavori eseguiti non proprio a perfetta regola d’arte per non dire altro! Ebbene, la sentenza di cui ci occupiamo in questa sede comporta il dissequestro dell’intero tratto, come a dire che da oggi, pur senza interventi migliorativi ciò che era pericoloso non risulta esserlo più…e buonanotte ai suonatori; Non voglio condannare chi è stato ritenuto innocente, però chiedo che i colpevoli siano individuati e puniti per i danni arrecati…è chiedere troppo?

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